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khatchik lyceens smallPiù di diecimila studenti e insegnanti, di liceo e università, sono scesi in piazza in molte città della Francia, arrivando ad occupare 14 istituti nella sola Parigi. Cortei non autorizzati, barricate, striscioni combattivi che invitano il ministro dell'interno del governo Hollande, Manuel Valls, a dimettersi immediatamente.

Quale motivazione ha spinto questa serie di manifestazioni e occupazioni, se non l'espulsione dal paese di una ragazza di sedici anni e di un ragazzo di diciannove, rispediti rispettivamente in Kosovo e in Armenia? Leonarda, la ragazza Koosovara è stata addirittura prelevata dalle “forze dell’ordine” mentre era in gita scolastica! La rabbia e la solidarietà di alunni e professori è perfettamente espressa dallo slogan: nessuna espulsione sarà tollerata!

 

Il vero volto della Socialdemocrazia



Prendere due ragazzi molto giovani, arrestarli e fare in modo che tornino al paese di origine con le loro famiglie nel giro di pochi giorni è un atto repressivo di per sé intollerabile: può aggiungere solo altra benzina al fuoco il fatto che questo gesto sia stato organizzato e portato a termine da un governo "di sinistra", dal governo socialista di Hollande. Lo stesso presidente, è sempre bene ricordare, è stato l'unico in Europa a dare subito supporto alla guerra imperialista in Siria dopo aver appoggiato pesantemente le missioni militari in Mali e in Libia: guerre, anche questo è un fatto interessante, fortemente volute dal "progressista" Obama.
Come è possibile che la sinistra francese, dopo una vittoria elettorale che aveva suscitato grandi speranze, possa portare a termine questo tipo di misure razziste e repressive? È presto detto: questo è precisamente il vero volto della socialdemocrazia, una volta caduta la maschera. D'altronde le politiche razziste sull'immigrazione sono le stesse in tutta l'Europa: al centro, a destra, perfino a sinistra. Non è certo passato inosservato in Italia, infatti, appena dopo la tragedia di Lampedusa, quell'insieme di leggi fortemente volute dal centrodestra (Bossi-Fini, 2002), ma anche dal centrosinistra (Turco-Napolitano, 1998). È inoltre chiaro il vantaggio che il capitalismo trae sia dallo sfruttamento della manodopera in condizioni schiavistiche, sia dal dividere i lavoratori su base nazionale o "di razza". Gli effetti di queste politiche arrivano sotto gli occhi di tutti davanti a eventi come Lampedusa o come l'espulsione di Leonarda e Katchick dai licei e da tutta la Francia.

 

"La legge è uguale per tutti"


francia-protesteFrancois Hollande, il ministro dell'interno Manuel Valls, e la sinistra al governo alzano le spalle, impotenti: se a loro risultano irregolarità nella richiesta di asilo per motivi di studio, quale altra soluzione se non l'espulsione? La destra – non paradossalmente, come scrivono alcune testate italiane, ma bensì ben consapevolmente – appoggia questa misura, tante volte già varata dall'allora presidente Sarkozy. Ma se una legge è ingiusta, non sarebbe forse il caso di lottare per eliminarla? Alla "sinistra" francese, evidentemente, pare assolutamente implausibile!
Il ministro Valls viene appunto paragonato ai ministri dei governi di centrodestra e si giustifica dicendo di essere, invece, un uomo politico di sinistra perché: "Difendo i valori e non ho paura di far applicare la legge" (repubblica.it).
Quali valori? È la domanda che sorge spontanea alle migliaia di studenti francesi scesi in piazza in questi giorni. E quale legge, ministro Valls, soprattutto? Questo è un aspetto di estremo interesse anche per l'Italia, dove recentemente si è svolta una manifestazione a difesa della Costituzione del paese. Da comunisti, dobbiamo sempre tenere presente che le leggi sono la cristallizzazione del risultato di uno scontro tra forze opposte e questo ci indica due cose: innanzitutto, le "tavole dei comandamenti" non discendono mai dal cielo, ma vengono formulate dopo un aspro scontro tra due classi opposte; una costituzione, inoltre, oggi è "progressista", solo se il rapporto di forze è tale da obbligare la classe dominante a concedere ulteriori diritti alla classe lavoratrice. In ogni caso, in uno stato borghese le leggi tendono sempre alla tutela del padrone e i valori che il buon socialista Valls difende non possono essere altro che i valori proposti dalla classe dominante. Il ministro dell'Interno, su questo, è estremamente preciso: lui sta effettivamente difendendo i valori e la legge, ma questo significa propagandare il razzismo e rispettare la legislazione reazionaria. Pertanto, Manuel Valls non può affermare pubblicamente di essere di sinistra e non può restare un minuto di più su quella poltrona: come chiedono tutti i licei occupati di Parigi, egli deve dimettersi.

 

Ottobre Francese?


Le occupazioni e le manifestazioni hanno già spinto Hollande e il suo governo ad un passo indietro piuttosto maldestro: può rientrare in Francia la sola Leonarda, se saranno dimostrate delle irregolarità, allora faremo tornare tutta la famiglia. Ed ecco svelata tutta l’ipocrisia della classe dominante: un valore “sacro” quello dell’unità del nucleo familiare savrificato sull’altare delle logiche securitarie!
Le mobilitazioni, nel frattempo, continuano attirando una massa non solo studentesca, ma anche molti insegnanti e personale scolastico. Se come in Brasile e in Turchia a questa scintilla il movimento sarà in grado di aggiungere rivendicazioni più ampie contro la crisi e a favore del diritto allo studio ci possiamo aspettare una serie di lotte e piccole battaglie in tutta la Francia di cui potremo datare l'inizio, ma non prevederne la fine.
Se a queste rivendicazioni e a queste mobilitazioni si affiancherà un partito realmente di sinistra, con posizioni sinceramente anticapitaliste che possa portare una reale alternativa a questo sistema, un partito di classe che raccolga l'avanguardia rivoluzionaria, allora potremmo assistere a qualcosa di simile, se non più grande, al Maggio Francese del 1968.
Tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno va ai due liceali espulsi, al movimento studentesco e ai giovani compagni di La Riposte, sezione francese della Tmi, impegnati in prima linea in queste mobilitazioni, e ci uniamo a loro nelle rivendicazioni: immediate dimissioni del ministro Valls, nessuna espulsione sarà tollerata!

 

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