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Il 5 maggio, più di 100 000 manifestanti hanno marciato per le strade di Parigi, in risposta a un appello del Front de Gauche, attorno alla rivendicazione di una "sesta Repubblica". Il Fronte de Gauche è essenzialmente una alleanza tra il Partito Comunista (PCF) e il Partito della Sinistra (Parti de Gauche), guidato da Jean-Luc Mélenchon. La partecipazione indica la capacità del Fronte de Gauche di mobilitare grandi masse a proprio sostegno, come ha fatto su scala ancora più impressionante durante le elezioni presidenziali un anno fa.
In quell’occasione, sono stati venduti qualcosa come 300mila copie del programma del Front de Gauche, L'Humain d'abord. Il programma contiene molte rivendicazioni combattive e di lotta per il miglioramento dei diritti alla casa, alla salute, all'istruzione, per i salari e le pensioni, ecc. Questo spiega l'entusiasmo che ha suscitato tra gli attivisti della classe operaia. Tuttavia, il programma non spiega la necessità di misure decisive contro la classe capitalista, limitandosi alla richiesta di riforme fiscali e cambiamenti nel sistema bancario. Invece di focalizzare l'attenzione dei lavoratori sulla necessità del socialismo, lancia un appello per una nuova costituzione - una Sesta Repubblica.

L'attuale Repubblica è stata fondata nel 1958, a seguito del tentativo di golpe militare di quell'anno e l'avvento al potere del generale de Gaulle. La istituzioni della Quinta Repubblica sono - e lo sono state fin dall'inizio - dominate dalla corruzione. Sarkozy e i suoi ministri erano corrotti, e due dirigenti del Partito socialista sono stati coinvolti in scandali di corruzione nel corso degli ultimi due anni, vale a dire Dominique Strauss Kahn e Jérôme Cahuzec, che era ministro delle Finanze fino a quando è stato costretto a dimettersi per evasione fiscale. A questo proposito, la Quinta Repubblica non è diversa da ogni altra precedente repubblica capitalista. L'unico governo onesto che la Francia abbia mai conosciuto è stato quello della Comune di Parigi del 1871. La Comune era una repubblica democratica dei lavoratori, che aveva abolito i privilegi dei funzionari statali, anche se la sua autorità era limitata ai confini di Parigi.

Nella mente di chi ha partecipato alla manifestazione del 5 maggio, la lotta contro la disoccupazione di massa - ora al livello più alto mai nella storia della Francia - e contro i continui attacchi dei capitalisti e del governo "socialista" contro i diritti e le condizioni di vita dei lavoratori è legata alla necessità di un cambiamento generale nell'ordine sociale. I manifestanti spazzare via l'attuale repubblica - che vedono giustamente come uno strumento per la difesa degli interessi capitalistici - e sostituirlo con una nuova, che sperano possa essere più democratica e quindi più sensibile alle loro esigenze.

Chiaramente, però, una nuova repubblica si concretizzerebbe solo sulla base di un grande sconvolgimento sociale e politico. In passato, i capitalisti hanno fatto ricorso a nuovi assetti costituzionali al fine esclusivo di scongiurare la minaccia di una rivoluzione sociale. Così è stato per la sconfitta delle forze di occupazione naziste grazie alla rivolta dei lavoratori nel 1944 e l'inaugurazione della Quarta Repubblica, come lo è stato nel 1958, quando la Francia era sull'orlo di una guerra civile. Modifiche costituzionali superficiali sono sempre state un mezzo per perpetuare il dominio capitalista.

Ora come allora, qualsiasi nuovo assetto costituzionale in cui le banche, l'industria e il commercio restano nelle mani della classe capitalistica non risolverebbe proprio nulla. In tutta Europa, ci sono molte costituzioni diverse, ma ovunque i lavoratori si trovano ad affrontare le stesse conseguenze disastrose dell'impasse del capitalismo.

Il giornale comunista La Riposte ha pubblicato un volantino per la manifestazione, che ha riassunto il problema nel modo seguente:

"Sì, vogliamo abbattere la Quinta Repubblica. Ma i cambiamenti costituzionali non risolvono niente a meno che non siano il prodotto di un rovesciamento sociale. Finché le banche, le grandi industrie - e in effetti l'intera economia - rimangono sotto il controllo dei capitalisti, non sarà possibile porre fine al declino sociale ed economico. Il movimento operaio deve tenere conto di questa realtà e mettere l'esproprio dei capitalisti al centro del suo programma. I capitalisti sono solo interessati al profitto. Tutte le principali leve dell'economia dovrebbero essere prese dalle loro mani e messe e sotto il controllo democratico dei lavoratori. Una nuova repubblica su una nuova base sociale - questo è il tipo di cambiamento di cui abbiamo bisogno "!

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