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Da alcune settimane i lavoratori di Airbus sono in lotta per la difesa del posto di lavoro, minacciato da una pesante ristrutturazione annunciata dall'azienda. Abbiamo tradotto un appello internazionale di solidarietà promosso dalla redazione della rivista marxista francese La Riposte e dal sito marxista internazionale In defence of Marxism.

Invitiamo i nostri lettori a sottoscrivere e a far circolare quest’appello, indicando nome cognome, città e ogni eventuale carica a livello politico o sindacale e inviando il tutto a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e per conoscenza a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Il 4 marzo, 15mila lavoratori hanno manifestato a Tolosa in difesa dell’occupazione nel gruppo Airbus. Le cifre sull’entità della ristrutturazione dell’Airbus, il piano Power 8, erano state infine rese note mercoledì 28 febbraio. Tre siti saranno ceduti a ditte che ora detengono subappalti: Filton in Gran Bretagna, Nordenham in Germania e Méaulte in Francia, dove lavorano più di 1.000 operai.

La Francia è sconvolta da un’ondata di manifestazioni che non hanno precedenti almeno negli ultimi due decenni. Il movimento prende di mira uno dei dogmi del pensiero capitalista: il lavoro “flessibile”.

Il governo di destra del primo ministro de Villepin ha fatto approvare dal Parlamento lo scorso 9 marzo il “contratto di prima assunzione” (Cpe). È un contratto che si applica a tutte le aziende sopra i 20 dipendenti, destinato a tutti i giovani sotto i 26 anni, formalmente assunti a tempo indeterminato. La conferma avviene però solo dopo due anni di prova, durante i quali il padrone può licenziare quando vuole il dipendente senza giustificato motivo. “Ovviamente” i contributi saranno pagati dallo Stato.

Il governo di destra in crisi

 

La Francia è sconvolta da un ondata di manifestazioni che non hanno precedenti almeno negli ultimi due decenni. Il movimento prende di mira uno dei dogmi del pensiero capitalista: il lavoro “flessibile”. Il governo di destra del primo ministro de Villepin ha fatto approvare dal Parlamento lo scorso 9 marzo il “contratto di prima assunzione” (Cpe).

 Articolo tratto dal sito  La riposte

In questi ultimi giorni, un’ondata di scontri senza precedenti nelle periferie francesi si è diffusa dalla banlieue parigina a tutto il paese, in pochissimo tempo, interessando oltre 200 comuni in tutta la Francia. Si contano, ad oggi, migliaia di auto date alle fiamme, centinaia di locali, magazzini, negozi devastati, mentre poliziotti e Crs (la Celere francese - ndt) fronteggiano sfiniti, soverchiati, demoralizzati, la marea montante della protesta: le periferie delle grandi città francesi si sono trasformate in altrettanti campi di battaglia.

Dalla lotta dei portuali allo sciopero generale

 

 La Francia è sconvolta da un’ondata di mobilitazioni di grande portata. Martedì 4 ottobre tutto il paese si è fermato a causa dello sciopero generale indetto dai sindacati. Con più di un milione di persone in piazza in 150 città, questa è senza dubbio la più riuscita mobilitazione francese da 10 anni a questa parte. Centocinquantamila a Parigi, centomila a Marsiglia, trentamila a Bordeaux e Lione: sono solo alcune cifre delle tante manifestazioni in tutta la Francia.

Un NO all’Europa capitalista!

Il 55% dei francesi si è pronunciato contro la Costituzione Europea. Hanno votato massicciamente per il No soprattutto operai (80%) e giovani (60%), esprimendo il rifiuto per un Trattato costituzionale liberale che renderebbe più facile attaccare i diritti dei lavoratori. Più in generale, il voto esprime voglia di cambiare la società. A nulla è valsa l’accanita propaganda borghese per il Sì lanciata dai giornali a maggiore tiratura, dalle TV, dal governo e dai due principali partiti francesi, la destra gollista dell’Unione per la Maggioranza Presidenziale ed il Partito Socialista.

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