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Successo oltre ogni aspettativa alla Festa Rossa 2007. Non possiamo negarlo: questa operzione è stata una scommessa, che come tutte le scommesse comportava una certa dose di rischio.

Lo spazio nel quale abbiamo allestito la nostra festa è quello tipico delle aree delle feste dei Liberazione di Bologna, all’aperto, con stand montati dai compagni e presidiati 24 ore su 24, un ristorante da 450 coperti e altri 8 spazi da 100mq ciascuno circa, tra i quali un frequentatissimo bar. Diciamo un grosso investimento, soprattutto se consideriamo che a farlo è stata una forza come la nostra, che per quanto si basi sulla più leale e convinta militanza comunista, è pur sempre un’area di Rifondazione Comunista che allo scorso congresso ha raccolto l’1,65% di consensi.

Dunque, cos’è successo? Abbiamo avuto le code al ristorante, oltre 1400 coperti, i quattro dibatti hanno visto una presenza fra le 60 e cento persone, frequenza alta e costante alla nostra mostra, 240 libri venduti, in quattro giorni sono passate circa quattromila persone. Abbiamo avuto una festa vitale e politica, esattamente come la volevamo. Una tendenza come la nostra, che non possiamo certo annoverare fra le organizzazioni tradizionali del movimento operaio ha saputo raccogliere una presenza ampia, operaia e popolare. I 5 brevi video reperibili sul nostro sito danno un’idea del clima che si è respirato in queste quattro entusiasmanti giornate.

Le ragioni di questo successo sono da rintracciare nel nostro lavoro, un pizzico di fortuna, ma anche e soprattutto nella ricerca di tanto popolo di sinistra di una proposta politica autentica. Questo è il dato più rilevante e sul quale dobbiamo investire in futuro.

Siamo partiti per questa avventura pienamente consapevoli dei nostri limiti e dei nostri punti di forza e abbiamo cercato di valorizzare al massimo le nostre competenze e capacità. Oltre 30mila volantini distribuiti e circa 7mila locandine affisse, i nostri carissimi e preziosissimi compagni di Bologna hanno parlato letteralmente a tutti del nostro progetto, davanti alle fabbriche, ai supermercati, alle università, ovunque. Il protagonista d’eccezione di questo titanico lavoro è stato il nostro progetto: dopo oltre 20 anni di lavoro certosino e quasi invisibile davanti alle fabbriche, nelle battaglie sindacali, nel movimento giovanile, nelle battaglie di partito per dare autorevolezza e credibilità a una prospettiva di trasformazione rivoluzionaria e comunista di questo mondo, abbiamo deciso che poteva essere questo il momento per proporre l’accumulo di conoscenze, competenze politiche e di umanità ad un pubblico più largo rispetto alla cerchia ampia, ma pur sempre ristretta degli attivisti politici e sindacali che partecipano alle iniziative tradizionali di dibattito o di mobilitazione.

La nostra ambizione è stata quella di utilizzare la festa per mostrare questo capitale accumulato a più popolo di sinistra possibile, per dire a tutti che fare politica è necessario, che non bisogna delegare a nessuno la soluzione dei problemi sociali e politici, che ci si deve iscrivere al sindacato, a Rifondazione, che c’è chi come noi fa battaglia politica intransigente nella difesa del movimento operaio e che ci si può unire a noi in questa battaglia.

Sono stati fondamentali due aspetti: da una parte il lavoro generoso, corale e straordinario dei nostri sostenitori di Bologna e di tutti i compagni a livello nazionale che sono venuti ad aiutare e a lavorare nei quattro giorni di festa, senza i quali nulla sarebbe stato possibile e dall’altra il capitale politico accumulato in questi anni di lavoro rigoroso, nei quali sempre i compagni di FalceMartello si sono distinti per onestà intellettuale e coerenza politica.

Un ultimo aspetto che ci piace segnalare è la risposta entusiasta di chi ha partecipato alla festa, che ci ha ringraziato per averla proposta e che è tornato nelle giornate successive per godersela appieno, seguendo con attenzione il ricco programma di eventi e apprezzandone le sollecitazioni, il che ci permette di suggerire cautela a quanti sbandierano irreversibile disaffezione del popolo di sinistra.

Ci preme infine ringraziare i compagni della federazione di Bologna nella figura del segretario Tiziano Loreti, ma soprattutto i compagni Stefano Franchi, Franco Gavina e Francesco Pizzinat, che sono stati con noi sotto il sole rovente a montare la festa sciogliendo con la loro esperienza molti nodi ingarbugliati. Ringraziamo anche chi ha dato il suo contributo per la buona riuscita dei dibattiti: Gianni Alasia, Ramon Mantovani, Gianluigi Pegolo, Fabio Amato, Francesco Ferrara e Giuseppe Carroccia. Siamo stati particolarmente orgogliosi di una presenza alla quale va un ringraziamento particolare, Antonio Santorelli segretario del circolo Prc delle fabbriche di Pomigliano, licenziato politico, da mesi nella tenda della dignità davanti all’Avio di Pomigliano d’Arco. A lui e a tutti i lottatori come lui va il nostro pensiero di militanti comunisti che con senso di responsabilità conducono le battaglie in tutte le condizioni, anche le più avverse.

Tanti ci hanno già detto arrivederci alla prossima festa. Vorremmo non dare con tanta leggerezza un nuovo appuntamento. Non vogliamo costruire riti consolatori, non vogliamo la festa per la festa. Abbiamo l’ambizione di costruire un forte partito comunista, a partire da Rifondazione, quale strumento di emancipazione della classe lavoratrice dalla schiavitù di questo sistema avvilente. Se una nuova festa ci aiuterà in questo obiettivo, ben venga, se avremo altre opportunità, ancora meglio: a tutti i nostri lettori diciamo organizzatevi, non accontentatevi di criticare il sistema, fate politica, fate politica con noi. A presto!

Guarda i video della Festa rossa 

 

04/07/2007 

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