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Il primo aprile 2008 la tendenza marxista pakistana The Struggle ha aperto il suo 27° congresso, che si è tenuto ancora una volta nell’Iqbal Hall, una sala da 2000 posti nel centro di Lahore.
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 Il 27° congresso di The Struggle

Le delegazioni sono arrivate nella giornata di ieri e alcune durante la notte. I compagni sono arrivati da tutto il Pakistan, da ogni regione e provincia: lavoratori, attivisti sindacali, contadini e giovani. Ogni gruppo nazionale ed etnico che vive in questo vasto paese è rappresentato, da Quetta in Baluchistan, da Karachi in Sindh, fino alle aree del Pukhtoonkwa (precedentemente note come Provincia della frontiera nord-orientale), dal Kashmir e naturalmente dalle principali città del Punjab.

Cinquanta compagni sono arrivati dal Baluchistan, dove The Struggle ha oggi più di 200 militanti, principalmente a Quetta. Si tratta di un’area in cui si sta combattendo una guerra “per procura” tra la Cina e l’imperialismo statunitense a causa del progetto di un oleodotto che i cinesi vorrebbero far partire dall’Iran per attraversare l’intera regione. I compagni di Quetta hanno dovuto fare un viaggio di 36 ore in treno per raggiungere il congresso.

Sessanta compagni sono arrivati da Karachi. Recentemente i compagni di Karachi hanno tenuto il loro congresso regionale al quale hanno partecipato circa 350 persone, la più grande riunione di marxisti mai vista prima nella città. Anche per loro il viaggio è stato molto lungo, richiedendo circa 30 ore. I compagni di Karachi hanno appena attraversato un periodo molto intenso, in cui c’è stata la campagna elettorale nella quale il compagno Riaz Lund è stato candidato per il PPP difendendo un programma socialista rivoluzionario. Solo nelle acciaierie di Karachi i marxisti hanno 23 militanti e, più in generale, hanno una lista di 700-800 contatti presi nell’ultimo periodo.

Dall’area del Sindh nota come Sindh interno e nel quale si trova la città di Hyderabad sono arrivati 150 compagni. Dal Sindh del Nord e dal Punjab meridionale sono giunti in 65, mentre 50-60 compagni sono arrivati da Multan, 200 da Jampur e Kotaddu (Punjab meridionale), quasi 300 dal Punjab centrale e più di 150 dall’area del Punjab del Nord/Islamabad. 

Il Kashmir è diventato con quasi 500 membri attuali la regione col maggior numero di compagni e l’obiettivo era di arrivare a 600 (inclusi i simpatizzanti) entro il congresso. I compagni da tutto il Kashmir sono scesi dalle montagne e si sono riuniti per viaggiare insieme su un treno speciale. Pushtoonkwa è un’area di intervento relativamente nuova, in primi compagni hanno aderito alla tendenza solo tre anni fa. Ora hanno più di 400 membri e 200 di loro erano presenti al congresso.

In tutto 1962 compagni sono stati accreditati al congresso che è un risultato stupefacente considerando il massiccio aumento dei prezzi che c’è stato nell’ultimo anno. Solo i costi dei trasporti sono raddoppiati, mentre quelli degli alloggi sono triplicati. Ciò ha imposto un enorme fardello sulle spalle dei compagni e alcuni hanno avuto enormi difficoltà a trovare i soldi necessari. Si è parzialmente ovviato a questo problema organizzando diverse e ben riuscite conferenze e riunioni regionali. Oltre al congresso di Karachi ce ne sono stati altri nel Sindh, nel Punjab del Sud, Rawalpindi, Kashmir e altre regioni. A causa del breve tempo tra la fine della campagna elettorale e il congresso stesso, in alcune regioni i documenti congressuali sono stati discussi in riunioni a livello di base ma non è stato possibile fare riunioni regionali. In queste aree ci saranno incontri regionali dopo il congresso.

Inoltre, come un anno fa, c’è stata un’importante delegazione dall’India, in cui c’era anche il membro della Lok Sabha (la camera bassa del parlamento indiano) il compagno A.R. Shaheen dal Kashmir dove l’influenza della tendenza sta crescendo costantemente e sempre più attivisti di sinistra stanno manifestando profondo interesse a costruire in India ciò che abbiamo costruito in Pakistan.

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 L'ex deputato marxista Manzoor Ahmed

L’organizzazione complessiva del congresso è stata impeccabile e professionale. Tre documenti principali sono stati pubblicati in Urdu: prospettive mondiali, prospettive pakistane e rapporto organizzativo. Per ognuno sono state distribuite in tutto il paese 3000 copie perchè fossero discussi prima del congresso.

Quest’anno le misure di sicurezza hanno dovuto essere molto più strette a causa dei recenti sviluppi nella situazione politica. In passato Lahore era stata immune da attentati ma quest’anno la città ne ha subiti parecchi. Ogni partecipante è stato perquisito prima di entrare al congresso. Ad ognuno veniva consegnata la credenziale, firmata, registrata e verificata dai segretari locali. Ai compagni sono state consegnate anche delle regole di comportamento da rispettare. Un particolare ringraziamento deve andare ai compagni della sicurezza che hanno affrontato il loro compito con estrema serietà.

Prima dell’apertura ufficiale del congresso molti compagni sono stati chiamati a salire sul palco a recitare e a cantare poesie e canzoni rivoluzionarie. Fra loro c’era una giovane compagna dal Baluchistan che ha letto una poesia sull’essere “un ribelle in questa società”. Ciò è eccezionale se si pensa la regione da cui proviene, in cui l’oppressione delle donne rappresenta un problema molto grave.

Il compagno Paras, segretario regionale del Punjab, ha quindi spiegato perché il congresso è stato dedicato a Ted Grant, che ha dedicato tutta la sua vita alla difesa delle idee del vero socialismo ed ha giocato un ruolo fondamentale nella costruzione della Tendenza Marxista Internazionale (Tmi). Particolare attenzione è stata data al suo contributo alla difesa delle idee fondamentali del marxismo in un’epoca in cui è diventato di moda non solo “revisionare” il marxismo ma anche abbandonarlo del tutto. È stato riconosciuto che senza Ted questa organizzazione non esisterebbe oggi. 

Il compagno Manzoor Ahmed, dal Kasur ed ex deputato, ha introdotto la prima sessione del mattino presentando gli ospiti internazionali dalla Svezia, dall’India e il rappresentante della direzione internazionale della Tendenza Marxista Internazionale, Fred Weston. A ciò è seguito un breve intervento del compagno Lal Khan che ha presentato i tre compagni che si sono candidati alle ultime elezioni: i compagni Manzoor, Riaz Lund e Ali Wazir.

Come il compagno Riaz Lund è salito sulla tribuna il congresso è esploso in un enorme applauso. Questo è stato un riconoscimento della coraggiosa campagna che portato avanti a Karachi sfidando alcuni fra i più brutali gangster politici del Pakistan. Durante la campagna c’è stato un anche attentato contro di lui e nel suo discorso ha spiegato che siamo pronti a combattere fino alla fine e che nella campagna abbiamo rischiato di perdere dei compagni. Ha concluso dicendo che nella campagna elettorale abbiamo combattuto per il socialismo, non per un seggio.

È  quindi seguito l’intervento del compagno Ali Wazir, un altro compagno che si è candidato alle recenti elezioni. L’area in cui si è presentato è il Waziristan del sud (Wana), un’area tribale in cui ha sfidato i talebani. Ali Wazir ha spiegato che nella campagna elettorale “abbiamo difeso le idee del compagno Ted Grant”. Durante la campagna è stato accusato di essere comunista, cosa a cui lui ha risposto “se difendere gli interessi dei lavoratori vuol dire che sono comunista, allora ammetto di essere comunista”. Ha quindi aggiunto “abbiamo lottato nel cuore del territorio talebano. Loro hanno soldi e merrcenari ma noi abbiamo le idee e li combatteremo e vinceremo. Li sconfiggeremo”. E’ quindi intervenuto un altro compagno dalla stessa area, Anwer Zaib, spiegando come è stata organizzata la campagna elettorale in Waziristan.

Quindi si è passati alla prima delle sessioni principali dedicata alla prospettive mondiali, introdotta dal compagno Fred Weston che ha detto:

“Il congresso dello scorso anno è stato eccezionale ed è stata una fonte di ispirazione per i compagni della Tendenza Marxista Internazionale. Ogni compagno dell’internazionale sta seguendo con estrema attenzione gli sviluppi della sezione pakistana. L’ultima volta che ho partecipato ad un congresso in Pakistan è stato esattamente dieci anni fa, nel 1998. Posso ricordare quanto fui impressionato allora dal lavoro dei compagni pakistani. All’epoca tenemmo il congresso nella Lawrence Gardens Jinnah Library Hall che aveva una capienza di 240 posti. Ora mi trovo di fronte ad numero di compagni quasi dieci volte superiore. Abbiamo fatto molta strada compagni!

“La mia unica perplessità è dove troveremo un posto in grado di ospitare i 5,000 e i 10,000 che diventeremo nel prossimo periodo? E dove prenderemo le pentole, i piatti e le stoviglie per dar da mangiare ad un numero così grande?

“Tutta l’Internazionale riconosce il magnifico lavoro portato avanti in condizioni estremamente difficili e saluta ognuno di voi. Il vostro successo è il successo di tutti noi compagni, dal Canada all’Argentina, dalla Gran Bretagna alla Nigeria, dalla Svezia all’Australia e alla Nuova Zelanda, da ogni sezione e gruppo che abbiamo in tutto il globo.”

Fred ha quindi continuato descrivendo la situazione mondiale, spiegando che questo è il periodo più turbolento della storia. Il Pakistan lo conferma con i drammatici eventi degli ultimi mesi, a partire dall’adunata da due milioni di persone che ha dato il benvenuto a Benazir Bhutto fino al giorno in cui è stata assassinata. Ha messo l’accento sulla crisi economica che si sta sviluppando a livello mondiale e sulle conseguenze che questa avrà sulla situazione in Pakistan. Ha anche sottolineato l’enorme polarizzazione tra le classi che alla base dell’attuale situazione di instabilità a livello mondiale. Si sta accumulando un’immensa ricchezza da una parte e una profonda povertà dall’altra.

A conclusione della sua introduzione è tornato sulla questione del ruolo della sezione pakistana e del ruolo che i compagni devono affrontare nel costruire una forte tendenza marxista radicata nel movimento operaio, come parte di una tendenza internazionale presente in tutti i paesi. A ciò la platea ha risposto con una standing ovation. 

Sono quindi seguiti interventi e contributi. Sono state poste molte domande che hanno spaziato dal ruolo dei sindacati alla posizione del PPP nel governo, alla situazione in Iran e in Iraq. Un compagno ha chiesto quale sarà la politica estera degli Stati Uniti dopo le prossime elezioni presidenziali. Un altro ha sollevato il ruolo della Cina. Un compagno ha chiesto quali sono le prospettive per una guerra mondiale nel prossimo periodo e un altro ha posto una domanda sull’atteggiamento dei comunisti rispetto al sentimento religioso degli individui.

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 Il compagno Lal Khan introduce la discussione sulle prospettive per il Pakistan

Nelle repliche Fred Weston ha cercato di rispondere a tutte le domande nel breve tempo disponibile. Nel rispondere alla domanda di un compagno ha indicato che una rivoluzione socialista vittoriosa in Pakistan dovrebbe estendersi ai paesi confinanti. Se rimanesse isolata per troppo tempo finirebbe nel migliore dei casi come la Russia stalinista o la Cina maoista. E’ per questo che è importante costruire un movimento internazionale.

Ha spiegato che:

“Il Pakistan non può rimanere isolato dagli sviluppi del mercato mondiale. Se la stessa potente Cina è finita con l’essere risucchiata nel mercato mondiale, come può resistere il Pakistan?”

Per quanto riguarda la questione dei sindacati, ha spiegato che:

“Abbiamo salutato con favore la fine del divieto dei sindacati annunciato dal governo Gillani. Ma capiamo anche che non è sufficiente avere dei sindacati. La principale contraddizione dell’epoca attuale è quella tra la disponibilità dei lavoratori a lottare e il marciume della direzione del movimento operaio, sempre pronta al compromesso. Dobbiamo combattere all’interno dei sindacato per conquistarli ad un programma rivoluzionario”.

Ha concluso il suo discorso spiegando “la magnifica opportunità che si apre ora all’interno del PPP e più in generale nel movimento operaio per costruire una forte tendenza marxista come passo in avanti verso il giorno in cui i lavoratori pakistani saranno in grado di prendere il controllo della società e portare avanti i loro interessi”, parole a cui la platea ha risposto con un fragoroso applauso e intonando slogan rivoluzionari con i quali i compagni sono quindi andati in pausa pranzo.

Dopo la pausa pranzo il compagno Manzoor Ahmed ha parlato della questione nazionale. I fondamentalisti islamici sono stato pesantemente sconfitti alle ultime elezioni. Ora tutta l’attenzione è rivolta al governo di coalizione che si è formato ma, non essendo questo in grado di risolvere nessuno dei problemi fondamentali che il paese si trova di fronte, la classe dominante potrebbe giocare, ha detto il compagno, la carta etnica. Ci sono già segnali che indicano che si stanno preparando a promuovere conflitti etnici e i marxisti devono essere pronti di fronte a ciò e saper intervenire nel movimento offrendo un’alternativa di classe. 

Manzoor ha anche delineato un’analisi della questione nazionale riguardante l’India e il Pakistan spiegando che la separazione imposta alle popolazioni del subcontinente è stata un crimine e che non ha alcun risvolto progressista. Ha comunque aggiunto che l’ascesa della lotta di classe unisce le diverse nazionalità e si insinua trasversalmente oltre le divisioni etniche.

Appellandosi ai compagni presenti, ha detto che una volta che un compagno aderisce alla tendenza marxista, di qualunque nazionalità sia, diventa membro della classe operaia internazionale. Ha spiegato che nella platea erano presenti compagni di diverse nazionalità e religioni che hanno unito volontariamente le loro forze e hanno “spezzato le manette  che li trattenevano”.

Alla fine del suo intervento il congresso è esploso ancora una volta nel canto di diversi slogan slogan. Questa volta è stato lanciato “Rivoluzione, rivoluzione, rivoluzione socialista” e “No alle guerre nazionali, no alle guerre religiose, ma guerra di classe!”

Sono seguiti interventi molto interessanti da parte dei compagni Adil dal Kashmir, Anwar Panwar, compagno dirigente nel Sindh e Hameed Khan dal Baluchistan. Manzoor ha quindi tratto le conclusioni con un discorso che diventava sempre più infuocato man mano che andava avanti, al termine del quale c’è stata una standing ovation da parte dei compagni presenti.  

La platea congressuale si è quindi divisa in tre commissioni sul lavoro sindacale, il lavoro giovanile e il lavoro tra le donne.

I compagni di The struggle sono presenti in decine di luoghi di lavoro. C’erano infatti compagni di: PTCL (Telecoms), WAPDA (Acqua e Corrente), Lavoratori postali, Sindacati degli insegnanti di tutte le province e del Kashmir, lavoratori degli ospedali, Pakistan International Airlines, acciaierie, industrie tessili, concerie, banche, WASA (Acque e reflui), ferrovie, KAPCO (impianto elettrico di Kot Addu), KESC (ente erogatore di elettricità di Karachi), Syed Bhai Industry (Lahore), Autorità dell’aviazione civile, impiegati municipali di diversi distretti, Treet Corporation, Jamshoro Power House, sindacato dei giornalisti, autostrade nazionali, Unilever, Fauji Fertilisers, sindacato del dipartimento delle imposte, dipartimento  di polizia.

Anche il lavoro tra gli studenti è stato sviluppato in tutto il paese. Erano presenti al congresso compagni da decine di università.

Il secondo giorno del congresso

Anche il secondo giorno del congresso ha denotato un alto livello di comprensione dei compiti che stanno di fronte ai compagni.

Il compagno Ilyas Khan ha presieduto la sessione sulle prospettive per il Pakistan. Ilyas Khan è un compagno con una lunga tradizione di lotta ed ha sofferto la prigione insieme a Lal Khan durante la feroce dittatura di Zia negli anni ottanta.

È stato proprio Lal Khan ad introdurre la discussione sulle prospettive per il Pakistan, sottolineando la natura corrotta della borghesia pakistana ed il conflitto che si è aperto all’interno dell’apparato dello stato. Lal Khan è poi passato ad analizzare le enormi differenze di classe presenti nella società pakistana, narrando un aneddoto. Qualche mese fa stava assistendo ad un corteo della “società civile” a difesa della Corte suprema, attaccata da Musharraf, dove erano presenti molte donne dell’alta borghesia e della classe media. A un certo punto Lal Khan ha notato che c’erano alcune operaie che stavano anche loro guardando il corteo. Erano sporche, sudate e portavano con sé dei badili. Ha chiesto loro che cosa stessero osservando con tanta attenzione. Le donne hanno risposto “i colori”, riferendosi ai bellissimi vestiti di quelle donne benestanti. Ecco descritte brevemente le differenze tra la “società civile” e quella  che i compagni oggi chiamano “società incivile” alla quale spiegano di appartenere con orgoglio. Lal Khan ha spigato che è da quei corpi sporchi e sudati che sta crescendo la rivoluzione.

È passato poi ad analizzare l’intervento di The Struggle nella manifestazione di due milioni di persone che ha accolto Benazir al suo ritorno in patria in ottobre. Ha descritto quel movimento come quello della “società incivile che cercava un cambiamento” ed ha spiegato come la Bhutto era stata influenzata da questo movimento ed aveva cominciato a parlare a sinistra, criticando le privatizzazioni e così via. Lo Stato non poteva tollerare questa svolta e questa è la ragione perchè l’ala fondamentalista dell’apparato dello stato ha deciso di assassinarla, mentre “l’ala liberale” era troppo terrorizzata per fare alcunché.

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 Alla fine del congresso, i marxisti manifestano per le strade di Lahore

Lal Khan ha poi sottolineato che se i marxisti avessero avuto cinque o diecimila sostenitori al momento dell’assassinio di Benazir le mobilitazioni sarebbero andate in modo diverso. I marxisti avevano infatti lanciato lo slogan dello sciopero generale, ma erano troppo deboli. “Avevamo la qualità non la quantità” ha spiegato. Ha infine ribadito che il nuovo governo di coalizione di Villani non potrà risolvere i problemi fondamentali davanti ai lavoratori ed ai giovani.

Nel dibattito si sono susseguito gli interventi di numerosi lavoratori e dirigenti della tendenza a livello locale che hanno evidenziato, partendo dalla propria esperienza, come l’unica soluzione per il Pakistan sia la rivoluzione socialista e la costruzione di una tendenza marxista e bolscevica che guidi le masse pakistane alla presa del potere.

Dopo la pausa del pranzo si sono succeduti compagni dalle varie regioni del Pakistan al centro della sala intonando canzoni e poesie rivoluzionarie. L’atmosfera era elettrica. Tutte le diverse nazionalità, con le loro lingue differenti, cantavano insieme, esprimendo il desiderio di unità della classe lavoratrice. A un certo punto sono partiti gli slogan, “il socialismo arriverà!” e “Rivoluzione, rivoluzione, rivoluzione socialista!”

Ci sono stati poi i rapporti delle commissioni tenutesi la sera precedente sul lavoro giovanile, quello fra le donne e quello sindacale. È stato riportato che l’organizzazione ha 129 compagne, un dato molto buono considerando quanto sia difficile per una donna fare attività politica in un paese dove si disapprova  il solo fatto che le donne possano sedere nella stessa sala dove ci siano anche degli uomini. Il numero totale dei compagni è 2518 e l’obiettivo è 5100 per la fine del 2008.

Un momento speciale della conferenza è stato dedicato al compagno Jam Saqi, un dirigente storico del movimento operaio che è stato anche segretario generale del Partito Comunista pakistano. Ha trascorso otto anni in prigione durante la dittatura di Zia ul-Haq.Quando si è alzato in piedi e si è diretto verso il palco, tutto il congresso ha applaudito fragorosamente. Il compagno Saqi nel suo discorso ha citato Archimede, “Datemi una leva ed un punto di appoggio e vi solleverò il mondo”, aggiungendo che la leva è questa organizzazione, la tendenza marxista The Struggle.

L’intervento di Jam Saqi è stato seguito da un messaggio video registrato al congresso di Alan Woods e da un rapporto sui progressi a livello internazionale della Tmi. Il rapporto si è concluso al canto dell’Internazionale.

Un’ulteriore indicazione dell’ambiente è il risultato della colletta, che ha totalizzato l’equivalente di 12600 euro, una somma enorme considerando quanto sono bassi i salari in Pakistan.

La qualità dei giovani e dei lavoratori presenti a questo è difficile da descrivere. Possiamo essere fiduciosi che questi compagni dedicheranno l’anno che abbiamo di fronte a costruire l’organizzazione ed a prepararsi per i grandi avvenimenti del prossimo periodo.

Lahore, 2 Aprile  2008

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