Breadcrumbs

Ringrazio la FIOM per avermi dato l'opportunità di intervenire in questa importante assemblea e ringrazio i lavoratori della FIAT di Pomigliano D'Arco per aver dato a tutti noi l'opportunità di resistere tramite la loro lotta. Questa è una lotta che va oltre la semplice vertenza territoriale, ma è una questione che riguarda non solo gli altri stabilimenti FIAT in tutto il territorio nazionale ed internazionale, ma anche l'indotto.

Prima di tutto mi preme sottolineare che la FIOM porta avanti questa vertenza da ormai 2 anni contro tutto e contro tutti, organizzandosi tramite il circolo di Rifondazione FIAT Auto Avio di Pomigliano D'Arco, riuscendo a mantenere viva l'attenzione, da parte dei lavoratori, sull'importanza di mantenere la produzione in questo territorio.

La vertenza ha un carattere nazionale, come dimostrato dagli ultimi episodi in cui Indesit, con un colpo di mano, ha deciso di chiudere gli stabilimenti di Bergamo e Treviso, se non si fosse giunti ad un accordo sulla falsa riga del piano Marchionne; non solo, ma anche diverse analogie nel territorio dove lavoro, cioè in provincia di Modena, fanno pensare che quello che la dirigenza FIAT voglia imporre nello stabilimento napoletano, sia un'apripista per lo smantellamento del contratto nazionale e la liquefazione dei diritti conquistati fino alla prima metà degli anni '70: in Ferrari (perchè per chi se lo fosse dimenticato anche Ferrari fa parte del gruppo FIAT progetto Fabbrica Italia) l'azienda ha omesso di pagare il conguaglio del PDR relativo alla produzione dello scorso anno asserendo che ci fossero enormi difficoltà nel bilancio, una mossa indegna per far pagare la crisi ai lavoratori. Dopo aver messo in campo forme di lotta in maniera progressiva ed intelligente, col consenso dei lavoratori, si è arrivati ad una trattativa di quasi 20 ore che ci consentì di difendere il nostro diritto all'erogazione del conguaglio del premio di risultato ed in cui veniva definito un accordo quadro per mettere mano a tutte le problematiche presenti nello stabilimento. In quel frangente l'azienda tentò di imporre il 18° turno. Quindi viene da sè che la coscienza dei lavoratori ha fatto sì che si superasse la logica padronale.

Un altro caso sulle analogie nel gruppo FIAT sta nel caso della denuncia portata avanti da CNH Modena nei confronti delle organizzazioni sindacali che proclamarono sciopero per il mancato rispetto dell'accordo sottoscritto con le RSU in merito all'assunzione dei lavoratori precari nello stabilimento, e la richiesta da parte dell'azienda del pagamento dei "danni" subìti dalla mancata prestazione lavorativa in quel frangente.

Queste logiche, evidentemente, vanno rigettate e si può farlo solo con il coinvolgimento continuo dei lavoratori.

Qui oggi la FIOM si deve rendere conto dell'importanza di estendere le rivendicazioni e fare in modo che il coinvolgimento sia il più ampio possibile, perchè è l’ultimo baluardo in difesa dei diritti.

Passando alla parte tecnica, oggi la competizione ha fatto in modo che il mercato sia saturo oltre ogni misura di autovetture, con una capacità produttiva di 90 milioni di autovetture, mentre lo stesso mercato ne assorbe 60 milioni. Da questo punto di vista viene l'importanza di rimettere al centro dell'agenda politica e sindacale il lavoratore presente e futuro, vista la disoccupazione dilagante e visto l'utilizzo di varie forme di precariato, con una rivendicazione che veda come principio la diminuzione dell'orario di lavoro strutturale allo stesso salario (lavorare meno e lavorare tutti), il contrario della tendenza che c'è oggi e che vuole essere imposta in primis da questo piano scellerato.

Non dimentichiamo che FIAT i suoi investimenti li propone con soldi che i lavoratori hanno già pagato, qui l'importanza di far decidere a chi lavora cosa, come, quanto e quando produrre.

In questo senso vanno a collocarsi le proposte operative che ora farò.

 La prima è che venga mantenuta alta l'attenzione da parte della nostra organizzazione sulla vertenza di Pomigliano D'Arco, considerandola centro di radicamento per il coordinamento FIOM del gruppo FIAT a tutti i livelli, prendendo come esempio come viene portata avanti la lotta in questo territorio e quale valenza ha;

La seconda è l'avvio, in concomitanza con la convocazione del Comitato Centrale FIOM di una campagna di solidarietà rivolta agli altri settori della CGIL per Pomigliano D'Arco e per la FIOM stessa;

La terza è di proporre al Comitato Centrale FIOM uno sciopero del settore Automotive a livello nazionale che porti ad uno sciopero generale dei metalmeccanici con rivendicazioni avanzate


*Rsu Fiom Ferrari

Leggi anche:

Joomla SEF URLs by Artio