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Come scrivevamo nel numero precedente di Falcemartello la Federazione di Genova del Prc aveva correttamente scelto di non partecipare alle primarie del centro sinistra. Appena conosciuti i risultati però, senza nemmeno darsi il tempo di “verificare i programmi” e di “porre paletti”, la segreteria genovese si è lanciata a festeggiare Marco Doria.

 

Il terreno per l’alleanza era in realtà già pronto dato che due giorni prima delle primarie era stato presentato il programma della Fds. Un programma a dir poco reticente, soprattutto sui temi “pesanti” di competenza comunale come l’inceneritore e le grandi opere.

Scriviamo questo pur non avendo l’illusione che se il Prc fosse mai riuscito a strappare a Doria un buon programma ci sarebbero possibilità di realizzarlo. Mille volte abbiamo visto programmi elettorali meravigliosi rimanere lettera morta. Per noi è evidente che le decisioni strategiche di un’amministrazione pubblica dipendono in ultima analisi dal contesto nazionale ed internazionale (patto di stabilità degli enti locali ecc).

E sta qua secondo noi il problema principale, perché se è vero che Doria ha una facciata di sinistra (come tutti i vendoliani), è altrettanto vero che non volendo o non potendo rompere le compatibilità e l’agire normale dell’istituzione comunale, il candidato del centrosinistra non potrà fare altro che gestire tagli. In maniera forse elegante, ascoltando le parti sociali, interloquendo ma comunque tagliando.

Nei giorni scorsi il comitato dell’acqua genovese si è presentato in comune per protestare contro la mancata applicazione degli esiti refendari nella riconferma della tariffa idrica per il 2012. Aveva come contro parte l’assessore in quota alla Fds, prossimo candidato nelle liste della Federazione.

Di fronte alle proteste ha detto che lui era ovviamente favorevole all’abolizione della remunerazione del capitale ma che purtroppo non aveva gli strumenti legali per agire in tal senso. Il comitato ovviamente non ha ritenuto sufficiente la risposta e considera l’assessore come una parte del problema e non come possibile grimaldello per poter ottenere la riduzione della tariffa.

Quello che oggi capita con un assessore domani succederà, in grande, con il sindaco e tutta la giunta.

Il punto è proprio qua: o si è disposti ad andare oltre le compatibilità, altrimenti non esistono altre vie che tagliare la spesa sociale, i servizi pubblici essenziali, ecc.

Per questo motivo come mozione 2 riteniamo che il Prc debba intraprendere un percorso di alternatività a Doria e al centro-sinistra. Messo alla prova del governo il professore seguirà inevitabilmente la strada tracciata da Vincenzi fatta di tagli, esternalizzazioni, privatizzazioni: l’esperienza Pisapia a Milano ci dice proprio questo. Se è comprensibile l’illusione che i lavoratori e genericamente il “popolo della sinistra” hanno in questo tipo di personaggi, non è ammissibile che ce l’abbiano dirigenti di un partito che si definisce comunista. Le illusioni svaniranno, il nostro compito dovrebbe essere quello di lavorare nei conflitti per far in modo di poter rappresentare un’alternativa quando questo succederà. È evidente che se nel frattempo siamo visti dai nostri referenti sociali come una parte del problema e non come uno strumento per la sua risoluzione non andiamo tanto lontano.

Abbiamo deciso quindi di non essere presenti nelle liste della Fds, perché abbiamo la convinzione che il compito del partito in questo momento non sia quello di puntare alle percentuali dei tempi d’oro o di avere più consiglieri comunali possibili.

La nostra prospettiva, al contrario, deve essere quella di saldare il partito ai lavoratori più avanzati e a chi ha creato il conflitto sociale in città in questi anni. Non potremo farlo se questi soggetti ci vedono interni a una classe politica contro cui quotidianamente lottano.

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