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Cinquecento persone in cinque assemblee. Questo dato fornisce la misura dell’interesse suscitato dalle assemblee organizzate da questa rivista e dal Csp-Csu con il marxista britannico Alan Woods, invitato a presentare la traduzione del suo opuscolo “Il marxismo e #occupy” (in vendita a due euro presso la redazione o i nostri sostenitori).

A Milano, Genova, Bologna, Roma e Napoli, dal 18 al 23 maggio scorsi, tantissimi giovani e lavoratori hanno discusso con noi dell’importanza di questo movimento come un segnale della voglia di cambiamento che emerge da parte di settori consistenti delle classi oppresse. Il movimento ha assunto da subito un carattere internazionale: dal mondo arabo si è trasferito alla Spagna e alla Grecia, e da qui ha attraversato l’Atlantico ed è approdato al cuore del capitalismo, a Wall Street. Milioni di persone si ribellano ogni giorno alla dittatura dell’1% sul 99%. Indignarsi è giusto, è il primo passo, ma non è sufficiente.

Sulla necessità di un’organizzazione e sui metodi di lotta per combattere questa dittatura del grande capitale Alan Woods si è soffermato ampiamente. Non solo, ha insistito anche sul fatto che quello che serve al movimento è un programma rivoluzionario, che metta in discussione chi controlla e gestisce le leve economiche della società.

Oggi la rivoluzione non è più relegata a fenomeno esotico tipico di qualche paese caraibico, ma sta arrivando vicino alle nostre coste, a partire dalla Grecia. Discende da ciò l’attualità del pensiero marxista, contro tutte quelle tendenze o quegli intellettuali che sono alla ricerca di “nuove” idee o dell’improvvisazione pura e semplice. Il grande interesse per le idee difese da Alan è dimostrato anche dalle cifre di sottoscrizioni raccolte per la tendenza di marxista in Grecia, Epanastasi (Rivoluzione), oltre 250 euro, e dagli opuscoli venduti, oltre 100 copie.

Sono disponibili sul nostro sito un video dell’assemblea di Bologna e i resoconti, ricchi di foto, di tutte e cinque le assemblee.

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