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bosnia

L’ondata di protesta operaia sollevatasi a febbraio in Bosnia-Erzegovina genera effetti profondi sulla società. Le linee di classe tendono a sostituirsi a quelle di divisione nazionale e religiosa. E così nella Repubblica Serba di Bosnia, a Prijedor e a Lukovac, centinaia di persone sono scese in piazza in solidarietà coi lavoratori. Il premier dell’entità serba li ha bollati come traditori ed invitati ad andare a vivere a Sarajevo. Il presidente dei veterani di guerra serbi di Bosnia, di tradizione ultra-nazionalisti, gli ha risposto per le rime che bisognerebbe indagare “sulle privatizzazioni criminali e portare alla sbarra i magnati che hanno creato imperi nel nostro paese al prezzo della sofferenza dei lavoratori, manipolando tutti noi.” L’odio nazionalista sta lasciando spazio alla lotta di classe?

Svezia

Nel tranquillo paese scandinavo una violenta aggressione fascista provoca un movimento di massa con 40mila persone in piazza e con un corteo di oltre 10mila persone a Malmoe, città di 300mila abitanti. Giovani e lavoratori scendono in pazza anche nel resto della Svezia. Una dimostrazione di come combattere il fascismo, cane da guardia del capitale.

BRASILE

Rio de Janeiro: 15mila spazzini in sciopero durante il carnevale. Dopo aver respinto l’accordo tra i sindacati e il comune di Rio de Janeiro, che concedeva un aumento di salario del 9%, gli spazzini sono scesi in sciopero durante il carnevale, dal 3 all’8 marzo. Sfidando la minacce di licenziamento del sindaco, lo sciopero è continuato ad oltranza fino a ottenere: forti aumenti salariali (da un salario base di circa 850 real a 1.100 real); i buoni pasto passano da 12 a 20 real; aumento dell’indennità di pericolo del 40%. A Rio, la popolazione ha manifestato solidarietà per gli spazzini, portando al braccio una fascia arancione, colore della loro divisa. Il successo dello sciopero è già un esempio in tutto il paese.

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