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C'è stato un enorme boom di film del genere apocalittico con decine di pellicole, spettacoli televisivi, videogiochi e libri pubblicati solo nell’ultimo decennio. Per descrivere la disgregazione della società e la fine della civiltà sono state usate meteore, pandemie, infertilità globale, alieni, vampiri, mostri, riscaldamento globale, e zombie - i campioni in carica. Questa ossessione per l'apocalisse non è senza precedenti; ci sono stati molti periodi della storia umana, in cui abbiamo visto l'arte e la cultura incentrate su questi temi scuri. Cosa è che fa sì che oggi il cinema diventi così cupo riguardo al nostro futuro, e perché gli zombie sono diventati un modo così popolare per descrivere questo futuro?

 

da www.socialistappeal.org

Il concetto di zombie – nel quale una persona morta è sotto il controllo di uno stregone - ha la sua origine nel folklore degli indigeni dell’Africa occidentale. Come risultato della tratta degli schiavi, queste idee si sono dirette verso le isole caraibiche, dove hanno trovato terreno fertile, soprattutto ad Haiti, dove l'economia era fortemente dipendente dalla schiavitù. Si credeva che i cadaveri sarebbero stati presi dalle loro tombe e rianimati, senza alcuna traccia della loro personalità o della propria forza di volontà, per essere messi al lavoro per sempre.

Questo mito è di per sé un riflesso della disperazione che gli schiavi di Haiti devono aver provato ogni giorno - hanno visto un riflesso della propria esistenza negli zombie. La morte era vista come una liberazione, un tempo in cui si smettesse di faticare come uno schiavo. Lo scenario peggiore era di morire e tuttavia essere ridotti in schiavitù per sempre - letteralmente controllati in tutto e per tutto da uno schiavista che prendeva il controllo su ogni aspetto della vita (o la morte) dello schiavo. Dopo una lunga vita di servitù, lo schiavo non era ancora libero dal legame del suo padrone, come uno zombie, privato perfino dei pensieri nella sua testa. Questo rappresentava l'incubo di diventarie degli zombie che risuona nuovamente nella società di oggi.

Il moderno concetto di zombie, come rappresentato in innumerevoli film, riflette un diverso tipo di schiavitù: la schiavitù del lavoro salariato. Nel Manifesto del Partito Comunista, Marx ed Engels spiegano come il sistema capitalistico, sviluppando l'industria moderna, ha creato una classe non più isolata, ma una classe che si unisce nella produzione sociale – una classe che costituisce la stragrande maggioranza della società - la classe operaia. "Quello che la borghesia produce quindi, sono innanzitutto i propri becchini".

locandina-la-notte-dei-morti-viventi1Gli zombie come descritti in film come White Zombie (1932) - il primo del genere - e Revolt of the Zombies (1936), seguono il tradizionale folklore haitiano dove gli zombie sono cadaveri sotto il controllo di uno stregone. La nascita del moderno zombie è arrivato con La Notte dei Morti Viventi (1968) del regista George A. Romero, che è stato ampiamente influenzato dal classico romanzo horror di Richard Matheson Io Sono Leggenda. Dopo La Notte dei Morti Viventi, non si vedranno più zombie presentati come schiavi senza cervello di un nemico sinistro, ma come una massa di non morti - che si sono rianimati per un motivo o un altro – in numero schiacciante rispetto ai viventi.

La Notte dei Morti Viventi è uscito nel bel mezzo di un periodo di radicalizzazione politica negli Stati Uniti e questo si riflette nel film. È stato distribuito solo un mese prima delle elezioni presidenziali fortemente polarizzate del 1968 e dell'istituzione del sistema di valutazione della MPAA [sistema della "Organizzazione americana dei produttori cinematografici" per la valutazione dell’idoneità dei film per un certo pubblico NdT] – consentendo a milioni di giovani adolescenti in tutto il paese di vedere un film horror scioccante per il suo realismo.

Il film ha provocato uno scandalo sul suo contenuto grafico, mentre la Guerra del Vietnam, e tutti i suoi contenuti gore, ha continuato a imperversare sugli apparecchi televisivi in tutto il paese. Nella Notte dei Morti Viventi, la lotta tra vivi e non-morti è meno importante della lotta intestina tra i vivi mentre respingono gli zombie che assediano la casa colonica in cui hanno preso rifugio.

Ben, il compassato protagonista, si occupa di un gruppo isterico, compreso il patriarcale e individualista Harry Cooper, che sembra rappresentare il gretto conservatorismo che è stato condizionato da due decenni di boom del dopoguerra. Non è probabilmente un caso che Ben sia interpretato da un uomo di colore - il film è uscito solo pochi mesi dopo l'assassinio di Martin Luther King Jr., e il drammatico finale del film sembra confermarlo.

George Romero torna nel 1978 con Zombi (Dawn of the Dead), una critica pungente della cultura del consumismo. Zombi ovviamente, non esisteva nel vuoto. La recessione del 1973-1975 ha segnato la fine del boom del dopoguerra. Le maggiori potenze capitaliste, di fronte a una crisi di sovrapproduzione, hanno iniziato un processo di deindustrializzazione, offshoring, e la delocalizzazione della produzione al fine di spremere più profitti da lavoro meno pagato. Questo ha ulteriormente intensificato il ruolo dei servizi e dei beni di consumo nelle economie degli Stati Uniti e degli altri paesi capitalisti avanzati. Questa trasformazione ha coinciso con uno spostamento senza precedenti verso il capitale finanziario e la speculazione.

La fine degli anni ‘70 ha visto i principali centri industriali degli Stati Uniti lasciati in disarmo. Era l'inizio dello smantellamento dell’imponente settore dell’auto nel Michigan, le industrie tessili in città come New York, la manifattura a Filadelfia, e l'industria siderurgica a Pittsburgh – che è una delle due città dove è ambientato Zombi. La continua crescita del capitalismo era basata su una massiccia espansione del credito, quasi una crescita "non morta" del sistema. Questo è stato il momento in cui gli americani sono stati introdotti al moderno centro commerciale e quando le carte di credito sono diventate più ampiamente disponibili. Questo è stato anche l'inizio della prima ondata di film horror violenti, forse riflettendo una comprensione inconscia che al di là della prosperità sostenuta artificialmente, giaceva un nemico sinistro che minacciava di portare tutto a un finale sgradevole.

Zombi è ricco di molte frecciatine satiriche alla cultura del consumo, tra cui una scena particolarmente memorabile in cui l’altoparlante del centro commerciale annuncia che "Se il vostro acquisto è nella prossima mezz'ora per un importo di 5 dollari o più, vi daremo gratuitamente un sacchetto di caramelle" - il tutto mentre vediamo filmati di orde di zombie senza cervello che si muovono in tutto il centro commerciale strisciando i piedi, una scena piuttosto familiare oggi. Un personaggio del film spiega la ragione per cui gli zombie sono attratti dal centro commerciale come" Una specie di istinto. La memoria di quello che facevano. Questo era un posto importante nella loro vita."

In seguito, George Romero ha affrontato il militarismo e l'imperialismo con Il Giorno degli Zombi (Day of the Dead)del 1985, questa volta ambientato in un bunker nelle Everglades della Florida. Uscito solo 2 anni dopo l'invasione ordinata da Reagan di Grenada, nel bel mezzo di un decennio di coinvolgimento imperialista statunitense in America Centrale, il film ritrae la burocrazia militare, l’arroganza, e l’anti-intellettualismo. Il film si concentra sui conflitti tra scienziati, che sono alla ricerca di un modo per invertire il processo di zombificazione e militari incompetenti, brutali e insolenti.

Questo film, come Zombi, ci mostra ancora una volta che non siamo diversi dagli zombie. Lo scienziato in capo, Dr. Logan, è riuscito a insegnare la docilità a Bub uno degli zombie catturati. Bub sembra rispondere emotivamente alla musica, al contatto fisico umano, e al comportamento aggressivo del capitano Henry Rhodes. In seguito, in cerca di vendetta per l'omicidio del dottor Logan, Bub riesce ad utilizzare una pistola per uccidere il capitano Rhodes.

La coscienza degli zombie è stata portata ad un livello superiore nel 2005, quando George Romero torna dopo decenni con La Terra dei Morti Viventi (Land of the Dead). E' il film con più coscienza di classe di George Romero, in esso vediamo una società che tra i vivi è definita in primo luogo dalla disparità tra le classi. Mentre i ricchi vivono nel lusso, in un complesso di grattacieli, i poveri vivono per le strade, in condizioni di estrema povertà. Nelle incursioni per ottenere rifornimenti e prodotti di base nelle zone circostanti, l'equipaggio del Dead Reckoning, un veicolo blindato progettato per queste incursioni, spara fuochi d'artificio nel cielo per distrarre gli zombie. Tornato a casa tra i viventi vediamo partite di zombie gladiatori, gioco d'azzardo, prostituzione, droga, alcool, e altri brividi a buon mercato utilizzati sia allo scopo di distrarre le masse povere che come parco giochi per i ricchi.

Si osserva nelle prime fasi del film che gli zombie hanno cominciato a imitare il loro passato, in particolare le loro occupazioni. Un personaggio osserva che "Stanno fingendo di essere vivi." Al che protagonista del film, Riley, risponde: "Non è quello che stiamo facendo anche noi? Fingere di essere vivi?". Giunge chiaramente a una presa di coscienza un particolare zombie, un ex benzinaio, che conduce un crescente numero di zombie in una marcia verso la città dei viventi, dove c'è anche un movimento clandestino che cresce tra i vivi contro le ingiustizie che esistono.

George Romero è il padre del film zombie moderno, ma ci sono molti altri film che hanno continuato ciò che Romero ha iniziato. Una precisa pellicola che nel 2002 ha rilanciato l'interesse popolare per gli zombie è stata 28 Giorni Dopo (28 Days Later), per la regia di Danny Boyle e scritto da Alex Garland, nessuno dei due estraneo alla critica sociale. Mentre gran parte di 28 Giorni Dopo prende spunto dai suoi predecessori, sintetizza una serie di nuovi concetti e temi. L’ambientazione apocalittica del film proviene da una epidemia causata da un’infezione creata in laboratorio – per coincidenza, il film è uscito nel periodo delle prime grandi epidemie di SARS. Uscito un anno dopo gli eventi dell'11 settembre 2001, il significato sottinteso del film è dichiarato fin dall'inizio, con un montaggio di riprese di scontri, proteste, la brutalità della polizia, e altre scene di violenza.

Un personaggio in 28 Giorni Dopo descrive il nuovo stato di cose: "Questo è quello che ho visto in queste quattro settimane. Persone che uccidono persone. Che più o meno è ciò che ho visto nelle quattro settimane prima dell'infezione, e nelle quattro ancora prima, e prima ancora, fino a quando ne ho memoria. Persone che uccidono persone. Che secondo me ci pone in uno stato di normalità già adesso".Questo richiama alla mente la battuta cinica di Henry Ford [in realtà Arnold Toynbee, NdT] che "la storia è solo una dannata cosa dopo l'altra, "e la frase citata frequentemente da Edward Gibbon, autore di Declino e Caduta dell'Impero Romano, che "la storia è davvero poco più che il racconto dei delitti, delle follie e delle sventure dell’umanità".

I marxisti affrontano la storia in modo diverso, ma non si può negare che questo approccio cinico è condiviso da molti. La società capitalista odierna assomiglia al periodo pre-apocalisse come descritto nei film. E’ una caratteristica odierna quella di essere un periodo di guerra, infrastrutture fatiscenti, fame, conflitti sociali, mancanza di risorse e malattie, non c'è da meravigliarsi che ci sia un tale fascino per i temi apocalittici.

Un sondaggio Reuters condotto da Chris Michaud ha sottolineato come nel 2012 una pesona su sette nel mondo credeva che la fine del mondo fosse vicina. I numeri più alti riportati provenivano dalla Russia e dalla Polonia, dove il crollo dello stalinismo si sente ancora. Almeno l'URSS garantiva a tutti un lavoro e un posto dove vivere, con libero accesso all'assistenza sanitaria e all'istruzione. E gli ultimi numeri rivelano che il sessanta per cento dei russi vede oggi la vita in URSS più favorevole rispetto alla Russia dopo la restaurazione del capitalismo. La crisi del capitalismo ha aggiunto benzina su questo fuoco – il ventidue per cento degli americani credeva veramente che il mondo stesse per finire nel 2012 [profezia maya, NdT].

L'arte non esiste nel vuoto, così come quelli che la creano vivono e respirano nel mondo reale, piuttosto, è per molti versi un riflesso del mondo in cui viviamo. La cultura deve parlarci a un certo livello e deve dire qualcosa riguardo ai tempi in cui viviamo, per trovare il favore della società. Arte e cultura sono influenzati dalle forze intorno a noi, sociale, politico, ed economico.

L’artista olandese Hieronymus Bosch (1450-1516) ha fatto dipinti che raffiguravano scene terrificanti della "fine dei tempi", e la fine dei tempi era davvero su di lui, il decadimento della società feudale e con essa il degrado della morale, della religione, e di tutti le istituzioni esistenti e delle tradizioni. Oggi ci sono riflessi di questi temi apocalittici, anche nella musica. Gruppi come Godspeed You! Black Emperor [sic] hanno album pieni di un campionario che evoca immagini apocalittiche, non a caso una delle loro canzoni è apparsa in una scena memorabile di 28 Giorni Dopo.

Il gruppo musicale Boards of Canada di Mike Sandison, parlando del loro ultimo album, Tomorrow’s Harvest, che è pieno di cenni alle vecchie colonne sonore di film di zombie, ha avuto a dire quanto segue: "Essere un padre ti riempie di una sana comprensione della tua mortalità, e su scala maggiore, che la responsabilità evidenzia la fragilità della nostra società, o i problemi con essa. Siamo diventati molto più nichilisti nel corso degli anni. In un certo senso stiamo veramente celebrando un'idea di crollo, piuttosto che resistergli. E’ probabilmente un album abbastanza tetro, a seconda della tua prospettiva". In maniera significativa, la canzone più stimolante su Tomorrow’s Harvest è intitolata Nothing is Real (Niente è reale).

Il futuro appare sempre più tetro, in particolare per i giovani di oggi. Le rette universitarie sono aumentate di quasi il 600% dal 1980 [il dato si riferisce agli Stati Uniti, NdT], insieme con i salari stagnanti ci mette in un buco nero in cui l'idea di un buon lavoro è troppo bello per essere vero. Secondo un articolo della CNBC nel 2011, "forse scoraggiati dal mercato del lavoro debole, in pochi stanno attivamente cercando di fare qualcosa per migliorare la loro situazione finanziaria: il 25% della Generazione Y [così chiamati i nati dai primi anni ’80 all’inizio del nuovo millennio, NdT] intervistati da Scottrade hanno detto che stavano cercando un lavoro meglio retribuito, in calo dal 49% nell’anno [pre-recessione] 2007". Questa visione senza gioia sul futuro continua ad intensificarsi, con il trascorrere della crisi del capitalismo. La prospettiva di un futuro luminoso è un desiderio irraggiungibile e, di conseguenza, alcuni guardano perfino favorevolmente alla fine di questo mondo e di tutti i suoi orrori associati.

Gli zombie e altri film apocalittici la dicono lunga sull’alienazione dell'individuo dal resto della società e da noi stessi. Nel film Warm Bodies, gli zombie tornano umani solo per comunicare tra di loro, e, infine, con gli esseri umani viventi. In un monologo, il protagonista si chiede come fosse stato prima, quando si era capaci di comunicare con gli altri. Il film taglia umoristicamente su una scena in cui ognuno sta camminando intorno concentrandosi sui propri cellulari senza parlare o comunicare tra di loro.

I social media nonostante debbano dare più legami, facilitano solo un'ulteriore atomizzazione uno dall'altro. Anche se questo personaggio in Warm Bodies è morto, è anche vivo. Egli vuole essere in grado di sentire di nuovo, c'è qualcosa di molto umano nel suo sforzo di migliorarsi. Più interagisce con altri zombie, e più interagisce con un uomo che ha salvato, più diventa umano. Questo è un altro modo per dire che siamo veramente umani solo attraverso i nostri rapporti con gli altri.

World War Z ha guadagnato un l’enorme cifra di 540.007.876 di dollari e Walking Dead è una delle serie più popolari in televisione. Mentre sembra che stiano attualmente dominando, alcuni ritengono che gli zombie abbiano congestionato il mercato. Secondo Greg Gilman da Thewrap.com, "Ora Hollywood ha così tanti film sui morti viventi che eventuali nuove sceneggiature di zombie sono un prodotto difficile da vendere." Si prevede sia sufficiente il flop di un film di zombie che il genere non sarà più prodotto per qualche tempo. I film di zombie possono benissimo diminuire per un po’ di tempo, ma fintantoché il sistema capitalista e le caratteristiche del suo imputridimento continuano a rovinare la vita di miliardi di persone, vedremo questo decadimento riflettersi nella cultura.

Gli schiavi ad Haiti hanno sviluppato un folklore caratterizzato dagli zombie che rifletteva gli orrori della loro vita in schiavitù, alla mercé di spietati e violenti proprietari di schiavi, una vita che li alienava da ogni aspetto della loro vita. Ma la storia non è finita qui. Nel 1790, una rivoluzione eroica ha scosso Haiti, gli schiavi si sono sollevati e hanno preso la loro vita nelle proprie mani, rovesciando i loro padroni e il marcio sistema schiavistico. Oggi negli Stati Uniti, grandi eventi sono all’orizzonte – eventi rivoluzionari in cui uomini e donne comuni prenderanno la vita nelle proprie mani. Stiamo già vedendo tali eventi ispiratori in tutto il mondo. La lotta per il socialismo è la lotta del futuro contro le buie e tetre condizioni della schiavitù salariale capitalista e di sfruttamento che esistono oggi. Attraverso questa lotta staremo a testa alta, come i nostri predecessori rivoluzionari ad Haiti, e guadagneremo la nostra posizione per la piena realizzazione come esseri umani viventi.

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