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Guerra, occupazione, resistenza


La guerra dei “sei giorni” (5-10 giugno 1967) rappresenta un punto di svolta fondamentale nella storia del Medio oriente. La vittoria fulminante dell’aviazione e dell’esercito israeliano e la disfatta rovinosa delle forze armate egiziane, giordane e siriane determinano l’ascesa d’Israele a livello di potenza militare regionale di primo piano. Questo fallimento avrà conseguenze politiche rilevanti sullo sviluppo successivo della lotta di liberazione del popolo palestinese. A differenza della Nakba (“la Catastrofe”) del 1948, che aveva avuto l’effetto di prostrare per quasi un ventennio la lotta del popolo palestinese, la sconfitta del giugno 1967 avvenne nel contesto di una generale radicalizzazione delle masse in tutto il mondo arabo.

Ieri l’Histadrut, la confederazione sindacale israeliana, ha organizzato uno sciopero generale dei lavoratori del settore pubblico. Le motivazioni dello sciopero erano da un lato il mancato pagamento degli stipendi negli enti locali, negli enti religiosi e dei vigili del fuoco, dall’altro il furto del denaro dei lavoratori da parte degli enti locali stessi, attraverso il trasferimento di parte del salario verso i fondi pensione, che si stima costera ai lavoratori circa un miliardo di shekel (uno shekel è uguale a 20 centesimi di euro circa, ndt)

 

La “Conferenza internazionale in solidarietà con la resistenza libanese contro l’aggressione imperialista” si è svolta nella sede dell’Unesco a Beirut dal 16 al 19 novembre. Lal Khan, marxista pakistano, leader della tendenza marxista “the Struggle”, è stato invitato ufficialmente ad intervenire. Pubblchiamo sul nostro sito un riassunto del suo discorso.

L’operazione “Nubi d’autunno” scatenata dall’esercito israeliano nei Territori Occupati è l’offensiva più sanguinosa degli ultimi mesi. Nell’ultima settimana più di 70 palestinesi sono stati uccisi, in maggioranza civili. Scosso dalla sconfitta subita nella seconda guerra del Libano, in piena crisi interna, il governo israeliano cerca di deviare l’attenzione della popolazione verso l’esterno, sprofondando Gaza e la Cisgiordania nel terrore.

A un anno dal ritiro


Il sequestro del diciannovenne caporale Gilad Shalit da parte dei Comitati di resistenza popolare a Gaza la mattina del 25 giugno ha innescato l’ennesima ritorsione israeliana contro la popolazione civile palestinese, la più dura da molti anni a questa parte.

 La barbarie della classe dominante israeliana

 

La situazione al confine tra Israele ed il Libano si sta aggravando sempre più. Oggi i caccia israeliani hanno bombardato Beirut e le parti meridionali del Libano. Oltre cinquanta persone sono state uccise finora. È la più grossa incursione aerea sul Libano a parte dell’invasione israeliana dal 1982!

Israele assedia Gaza

 

Il sequestro del diciannovenne caporale Gilad Shalit da parte dei Comitati di resistenza popolare a Gaza la mattina del 25 giugno ha innescato l’ennesima ritorsione israeliana contro la popolazione civile palestinese, la più dura da molti anni a questa parte.

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