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di Paolo GRASSI

Ad aprile è circolato a Modena il volantino di un’agenzia interinale che offriva manodopera sottocosto. Il volantino recitava: “Vinci la crisi con lavoratori interinali a contratto rumeno. Risparmi il 40 per cento e benefici della massima flessibilità! Niente malattia, infortuni, tredicesima, liquidazione, contributi. Alla Tua Azienda non rimane che pagare 11 mensilità. Niente anticipo di Iva perché le nostre fatture sono comunitarie”.

Nello stabilimento “B7” di Vignola della ditta Bonfiglioli, azienda tra le più importanti a livello mondiale nella produzione di motoriduttori, pochi giorni fa è stata data comunicazione alla Rsu della rimozione e sostituzione del Direttore di stabilimento (Ds). Tale scelta da parte aziendale è avvenuta dopo alcuni gravi episodi di comportamento anti-sindacale da parte del direttore cui i lavoratori hanno risposto con la adesione totale a diverse iniziative di sciopero proclamate dalla Rsu.

 

Le Poste senza posta: questo è il nuovo che avanza dopo 15 anni di lenta mutazione di Poste Italiane Spa. Nel 2000, l’amministratore delegato (ad) Corrado Passera decise la finanziarizzazione del gruppo, proseguita dal suo degno successore Sarmi per 12 anni, ringraziato per i servigi e gli utili schizzati alle stelle con una buonuscita di 5 milioni di euro. Caio, ultimo ad, presenta un piano industriale di 3 miliardi di investimenti in infrastrutture e piattaforme digitali, nell’obiettivo di quotare in Borsa, entro il 2015, almeno il 40 per cento di Poste.

“Non firmate quell’accordo!”, è questo il messaggio che gli operai Fincantieri, in agitazione in tutta Italia, hanno mandato alle organizzazioni sindacali. È partita dal cantiere del Muggiano (La Spezia) la protesta contro la disdetta dell’integrativo dal primo aprile e le nuove misure che l’azienda intende adottare per il futuro. Tra scioperi a sorpresa e blocchi del transito delle merci (come a Riva Trigoso) la protesta si è diffusa da Nord a Sud in tutti gli stabilimenti Fincantieri.

Il 31 marzo è stata firmata improvvisamente l’ipotesi d’accordo tra sindacati e Confcommercio dopo che gli incontri erano stati ufficialmente sospesi. Cosa positiva, direte voi, ma i contenuti di questo contratto sono, purtroppo, la piena applicazione del Jobs act e della lettera della Bce del 2011.

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