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Il 15 maggio dopo 6 mesi di proteste, 150 ore di sciopero, 100 giorni di presidio alle portinerie e 15 giorni di blocco di camion e merci a febbraio, i vertici sindacaali hanno  firmato l’accordo Electrolux. La più importante vertenza industriale dell’ultimo anno che coinvolge 6mila dipendenti in ben cinque stabilimenti in Italia. Ma a quale prezzo?

 

L’accordo prevede che si dovrà velocizzare la produzione, i pezzi prodotti in otto ore di catena di montaggio dovranno essere prodotti in sei ore e le restanti due ore saranno di solidarietà, pagate al 70%, le ferie diventano più flessibili ed esigibili dall’azienda. Il calendario produttivo diventa utile solo all’azienda che lo utilizzerà per mantenere la decontribuzione del contratto di solidarietà, gia firmato in precedenza, che usufruirà dell’aumento della decontribuzione previdenziale ed assistenziale dal 25% al 35% grazie alla conversione in legge del decreto legge Poletti. Lo scampato esubero di 1.200 lavoratori tanto applaudito da governo e parti sociali è sostanzialmente a carico delle maestranze che subiranno ulteriori riduzioni del costo del lavoro per ora lavorata in un’azienda .  
L’azienda si impegna in un piano industriale dal 2014 al 2017 in cui dice investirà 150 milioni di euro “salvo complicazioni”. In conclusione il grande assente è il sindacato, o meglio quel sindacato che continua a parlare del “piano lavoro” solo come elemento di una lista di desideri del tutto inadeguata di fronte all’esigenza di un piano d’azione per i bisogni dei lavoratori. Certamente la disponibilità alla lotta dimostrata, i picchetti e gli scioperi hanno dimostrato un potenziale importante. È solo grazie a questa mobilitazione che la chiusura è scampata. La Fiom attraverso il suo segretario Landini è sicura che fino al 2017 non vi saranno altre ristrutturazioni in Electrolux, noi siamo pronti a scommettere il contrario.
Ai lavoratori toccherà la massima vigilanza, consapevoli che in questi mesi hanno sviluppato l’esperienza, l’organizzazione e sono più consapevoli della loro forza!

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