Adria: uccisi dal lavoro per la sopravvivenza del capitale - Falcemartello

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Il‭ ‬22‭ ‬settembre ad Adria‭ (‬Rovigo‭) ‬sono morti quattro operai in una ditta per lo smaltimento di rifiuti speciali,‭ ‬la Co.Im.Po.‭ ‬Un’operazione incontrollata ha provocato esalazioni di acido‭ ‬solforico e ammoniaca:‭ ‬uno di loro è caduto perdendo i sensi,‭ ‬gli altri sono morti nel tentativo di aiutarlo.‭ ‬Non indossavano le mascherine di protezione,‭ ‬ma la verità,‭ ‬su cui indaga la procura di Rovigo,‭ ‬è che molto probabilmente non esistevano o non venivano applicate da parte dell’azienda le procedure di sicurezza.‭ ‬Impossibile dunque,‭ ‬questa volta,‭ ‬nascondere lo sporco gioco dei padroni:‭ ‬se al termine delle indagini emergeranno violazioni della normativa sulla sicurezza,‭ ‬l’azienda potrebbe subire una pesantissima multa o la confisca della proprietà.

E così:‭ ‬ventiquattrore di prima pagina sui giornali,‭ ‬l’immancabile cordoglio del capo dello Stato e‭ “‬l’emergenza sicurezza‭” ‬rientra,‭ ‬almeno fino al prossimo morto.‭ ‬Sperando,‭ ‬per chi i conti con la sicurezza li fa tutti i giorni,‭ ‬di non dover recitare una parte nell’atto successivo di questo triste spettacolo.‭ ‬Per la cronaca,‭ ‬il‭ “‬prossimo morto‭” ‬è già arrivato.‭ ‬Il giorno dopo la notizia dei quattro operai uccisi alla Co.Im.Po.‭ ‬di Adria,‭ ‬un elettricista è rimasto folgorato mentre lavorava su un traliccio vicino a Teramo,‭ ‬e ancora due operai sono morti in provincia di Ravenna per il cedimento di un capannone e altri due,‭ ‬nel cremonese,‭ ‬sono rimasti schiacciati da‭ ‬300‭ ‬tonnellate di mais fuoriuscito da un silos.‭ ‬Nove morti,‭ ‬di cui abbiamo notizia,‭ ‬in meno di sei giorni.
Circa due morti e quasi‭ ‬1.700‭ ‬infortuni sul lavoro al giorno denunciati all’Inail,‭ ‬dato che esclude le imprese con posizione assicurativa assente‭ (‬lavoro nero‭) ‬o comunque diversa da quella Inail.‭ ‬Altri enti o associazioni riportano statistiche differenti,‭ ‬e ricostruire il numero effettivo degli incidenti sul lavoro non è scontato.‭ ‬Dicono,‭ ‬tuttavia,‭ ‬che dal‭ ‬2008‭ ‬tale valore sia in netta diminuzione:‭ ‬chi afferma ciò dimentica che dall’inizio della crisi i posti di lavoro sono diminuiti e la cassa integrazione è cresciuta in modo drammatico.‭ ‬Non dunque il numero di infortuni,‭ ‬ma l’incidenza di tale dato sul numero di occupati o sul numero di ore lavorate,‭ ‬è in grado di descrivere oggettivamente la situazione:‭ ‬dal‭ ‬2009‭ ‬al‭ ‬2013‭ ‬si è passati da‭ ‬34‭ ‬a‭ ‬27‭ ‬infortuni ogni mille occupati e da‭ ‬4,6‭ ‬a‭ ‬3,2‭ ‬morti ogni‭ ‬100mila occupati‭ (‬fonti Istat e Inail‭)‬.‭ ‬Incoraggiante,‭ ‬trattandosi per di più solo di incidenti denunciati all’Inail‭!
è grazie a questi presunti cali che ci si è permessi di alleggerire la normativa sulla sicurezza:‭ ‬il‭ “‬decreto del fare‭” (‬legge n.98/2013‭) ‬ha introdotto,‭ ‬in materia di salute e sicurezza sul lavoro,‭ “‬semplificazioni‭” ‬al quadro amministrativo e normativo in grado di‭ “‬dare impulso al sistema produttivo‭”‬.‭ ‬Tradotto:‭ ‬meno tutela in materia di prevenzione,‭ ‬meno ispettori,‭ ‬meno controlli,‭ ‬meno intralci burocratici per le imprese.‭ ‬La legislatura borghese non proteggerà né difenderà mai i lavoratori dai rischi legati alla salute e alla sicurezza sul lavoro:‭ ‬ci sono troppi interessi per i padroni e la giustizia è serva anch’essa del profitto.
Dopo l’incidente di Rovigo,‭ ‬Cgil,‭ ‬Cisl e Uil in un comunicato congiunto parlano di‭ “‬tragica attualità che ci deve far riflettere‭” ‬e‭ “‬della necessità di mantenere alta l’attenzione‭”‬.‭ ‬Queste parole confermano il distacco totale delle direzioni sindacali dal mondo del lavoro.‭ ‬Distacco che le rende incapaci di contrastare la logica del padrone che,‭ ‬specialmente in tempi di crisi,‭ ‬sacrifica e attacca la vita dei lavoratori:‭ ‬turni di lavoro insostenibili,‭ ‬attrezzature e macchinari vecchi,‭ ‬manutenzione carente,‭ ‬dispositivi di sicurezza e di protezione individuale assenti,‭ ‬inadeguati o inutilizzati.‭ ‬Inutilizzati non per pigrizia o distrazione del lavoratore,‭ ‬ma per mancanza di formazione ed informazione o,‭ ‬peggio,‭ ‬perché fanno perdere tempo ed efficienza:‭ ‬è facile per un’azienda certificare che i propri lavoratori sono tutelati e che non devono svolgere lavori che non gli competono.‭ ‬Più difficile per il singolo lavoratore rifiutarsi di eseguire attività che,‭ ‬a norma,‭ ‬non potrebbe svolgere,‭ ‬ma che gli vengono richieste.
Non esistono‭ “‬imprevedibili tragedie‭”‬,‭ “‬errori umani‭”‬,‭ “‬lavoratori distratti ed incoscienti‭ ” ‬ed‭ “‬operai pigri ed ignoranti‭”‬.‭ ‬Esiste solo un sistema che,‭ ‬per il profitto,‭ ‬passa come un carro armato sulle vite dei lavoratori:‭ ‬questo sistema va abbattuto.