Breadcrumbs

Il 27 Maggio, si è conclusa la vertenza Alenia riguardante la cessione di lavoratori alla Atitech, con un accordo tra le parti. La vertenza aveva visto momenti di forte tensione e un protagonismo delle maestranze, che hanno dato vita a varie azioni di sciopero, tutte con ottime adesioni, anche in siti non direttamente coinvolti dalla discussione.


La vicenda aveva avuto inizio quando si era prospettata l'idea di cedere 178 lavoratori del sito di Capodichino ad una Newco, per costruire un grande polo di manutenzione aeronautico. Progetto che fin da subito aveva lasciato non poco perplessi i lavoratori coinvolti, mentre alcune sigle sindacali avevano di fatto già accettato l'impianto generale del piano. Tanto che, in alcune assemblee tenute da Fim e Uilm, i lavoratori avevano dimostrato la loro contrarietà, sfociata anche in sonore contestazioni ai dirigenti sindacali.

alenia fotoIl piano Moretti di svendita del patrimonio produttivo Finmeccanica, dopo la vicenda Ansaldo provava dunque a mettere assegno un altro colpo. Le paure dei lavoratori erano dettate dai fumosi progetti presentati e fondamentalmente dal passaggio da un' azienda di un grande gruppo nazionale, ad una società a responsabilità limitata gestita da un imprenditore locale che non brilla certamente per affidabilità. Elemento, quest'ultimo, che gettava non pochi dubbi sulle altisonanti promesse di costruzione del grande polo di manutenzione aeronautico prospettato. Il giorno 11 maggio la Fiom su spinta dei lavoratori proclamava dunque uno sciopero nei tre siti Alenia del Napoletano, che raggiungeva picchi di adesione altissimi sfiorando il 90%, ponendo le basi per la rottura con l'azienda, concretizzatasi il giorno successivo al tavolo a Roma.
Le linee principali della protesta vertevano su di una base logica: se le prospettive di un polo manutentivo tanto decantato sono così profittevoli perchè non possono essere un progetto della stessa Finmeccanica?

Lo scontro principale era il rifiuto alla Newco, con molte meno garanzie per i lavoratori ma, sopratutto, la richiesta di continuità lavorativa e il poter visionare dunque il progetto dettagliatamente per capire quali erano le commesse.
Su queste basi infatti, come si è detto, il tavolo di trattativa si interrompeva, e si è proseguito con altri scioperi stavolta unitari, con però la sola FIOM che bloccava anche gli straordinari, e con un presidio permanente nel sito interessato di Capodichino.
Nonostante però questa disponibilità dei lavoratori alla lotta, come si suol dire, la montagna partorisce un topolino. Il giorno 27 infatti si giunge ad un accordo, sottoscritto da tutti i sindacati, che di fatto conferma il passaggio delle maestranze alla newco denominata Atitech manifacturing srl che prevede una quota partecipativa di Alenia Aermacchi del 25%, e, sopratutto, resta il limite del futuro produttivo.  Il portafoglio clienti Alitalia, Alitalia CityLiner, Mistral Air, ATA Airlines (Iran) più tutta una serie di possibili contrattazioni in corso, che per ora però, non sono concretizzate, al momento non consente di dormire sonni tranquilli ai lavoratori.

I sindacati sono riusciti a strappare la clausola di reintegra negli organici Alenia nel caso di mancata continuità lavorativa garantita ai 178 operai ceduti, e un incentivo al passaggio di 11000 euro lorde cadauno. E per gli altri lavoratori che restano Alenia si parla ancora una volta di progetti in cantiere previsti da accordi precedenti già sottoscritti, che da anni si aspettano realizzati.
La miopia con cui i sindacati stanno affrontando il progetto di ristrutturazione dell'intera Finmeccanica, sta di fatto determinando i presupposti per una lenta ma inesorabile dismissione dell'azienda con un disimpegno generalizzato in particolare al Sud e in Campania, restano infatti forti dubbi sui siti di Pomigliano e Nola, per quanto riguarda il mondo Alenia, Selex verrà toccata da ulteriori tagli e accorpamenti, Ansaldo è già stata ceduta, insomma uno ad uno si sta indebolendo il tessuto produttivo aeronautico e nessuno ancora ha provato a discutere su di un terreno generale il piano Moretti, già noto per i disastri in Trenitalia. Ci auguriamo pertanto che da ora in avanti la disponibilità alla lotta dei lavoratori venga convogliata in un unica vertenza contro il piano di svendita e privatizzazione che il governo sta mettendo in campo. Proprio per questo è improrogabile la necessità di mettere in piedi forme di coordinamento tra i lavoratori dei diversi siti del gruppo, così come sta avvenendo in altre parti d'Italia.

A questa proposta lavoreremo fin da subito, a partire dalla Fiom, al fine di garantire la partecipazione dei lavoratori ed evitare che la loro combattività venga svilita con accordi al ribasso.

Joomla SEF URLs by Artio