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Mentre continua il balletto inutile degli incontri al ministero tra governo, vertici sindacali e aziendali, da cui al momento non è uscito nulla se non la determinazione degli americani a portare avanti il loro scellerato piano di ridimensionamento, non accenna a diminuire la combattività dei lavoratori. Dopo l’incontro del 5 maggio i lavoratori di Carinaro sono saliti sul tetto dell’azienda e continuano l’assemblea permanente all’interno dello stabilimento che rischia la chiusura, determinati a difendere tutti i posti di lavoro. Nel marchigiano pochi giorni fa i lavoratori hanno portato la loro protesta durante un dibattito elettorale a cui partecipavano tutti i candidati alla presidenza della regione, creando diversi disagi. Di fronte all’arroganza aziendale, che rilancia portando gli esuberi a 2.060 unità, lo sciopero provinciale del 22 maggio a Caserta è stato molto partecipato. I sindacati hanno proclamato inoltre uno sciopero di 8 ore di tutto il gruppo con manifestazione a Varese per il prossimo 12 giugno. La lotta non finisce qui.

Auchan

Sabato 9 maggio hanno scioperato i lavoratori della catena di supermercati del cui piano di ridimensionamento abbiamo scritto nel numero scorso del nostro giornale. Lo sciopero ha visto una buona partecipazione dei lavoratori con anche diversi presidi di fronte ai supermercati. A Cesano Boscone (MI), sito che rischia la chiusura, 150 lavoratori hanno partecipato al presidio organizzato dai sindacati, dimostrando una certa combattività smorzata però dai vertici sindacali che hanno fermato la partenza di un corteo spontaneo interno alla galleria commerciale. Sempre in provincia di Milano, a Nerviano, i lavoratori hanno occupato una parte della sede stradale, volantinando le ragioni dello sciopero ed invitando i clienti ad un gesto di solidarietà non facendo la spesa all’Auchan in quella giornata. La sicurezza Auchan ed i vigili hanno tentato di sloggiare il presidio, ma la determinazione dei lavoratori ha fatto sì che restasse. Qui invece il corteo interno è partito ed è riuscito molto bene, esprimendo la rabbia dei lavoratori con continui slogan ripetuti al megafono.

SDA

Con un’azione anti-sindacale Sda, azienda che gestisce lo smistamento per Poste Italiane, chiude un magazzino a Bologna e lascia a casa 380 dipendenti. Contro quest’azione i lavoratori di Sala Bolognese, organizzati dal Si Cobas, entrano in sciopero bloccando ad oltranza le merci per 10 giorni. In solidarietà le maestranze di altri depositi si mobilitano in tutta Italia. Uno di questi presidi a Roma, viene aggredito da un gruppo di corrieri, guidati da alcuni capi di cooperative, armati di caschi e bastoni, causando 4 feriti, uno di questi con lesioni gravi all’orbita oculare. La celere presente sulla scena dei fatti rimane inerte! Grave la risposta dei vertici sindacali confederali, che incolpa dell’accaduto la modalità radicale dei blocchi del Si Cobas giustificando, di fatto, l’agressione. Nonostante la repressione tutti i lavoratori di Sala Bolognese sono stati riassunti: la lotta paga!

Poste Italiane

Mentre scriviamo è in corso lo sciopero regionale dei dipendenti di Poste italiane dell’Emilia Romagna. In tutte le città della regione sono stati organizzati presidi contro la politica di privatizzazione decisa dal governo. Nel prossimo numero pubblicheremo un reportage completo su questa mobilitazione.

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