Grave provocazione durante lo sciopero dei lavoratori Ups - Falcemartello

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Grave provocazione durante lo sciopero dei lavoratori Ups

Mentre sta uscendo questo numero di FalceMartello i dirigenti dell’Ups, la Rsu e il sindacato sono riuniti a Roma al Ministero del Lavoro per cercare in un ultimo tentativo di arrivare ad un accordo. In questi mesi i delegati e i lavoratori Ups hanno dato prova di coraggio e capacità di mobilitazione nel contrapporsi alla ristrutturazione portata avanti dall’azienda.

Da febbraio ad oggi gli scioperi e le iniziative per far retrocedere il padrone non si contano. I lavoratori sono riusciti anche a collegarsi con le realtà Ups di altre nazioni come gli Usa, il Belgio e la Spagna. Hanno organizzato anche una giornata di lotta internazionale con una manifestazione a Bruxelles il 22 maggio.

Tutto ciò fino a questo momento non è bastato a far retrocedere l’azienda dal suo obiettivo di ristrutturazione. Va dato atto ai lavoratori di essersi impegnati nel condurre uniti una lotta che sicuramente avrebbe avuto sviluppi migliori se il sindacato, oltre che aiutare i delegati a condurre le trattative, li avesse aiutati a coordinarsi con le altre aziende nel settore trasporti e con le realtà sotto attacco come, ad esempio, Alcatel e Philips. Solo così la lotta sarebbe uscita dall’isolamento. I lavoratori hanno saputo resistere anche nei momenti più difficili e mantenersi uniti. Lo sciopero di 4 ore del 23/6 ha registrato una grande adesione (80%), in cui i lavoratori di via Fantoli ancora una volta compatti hanno presidiato l’azienda fin dalle prime ore del mattino. Purtroppo verso la fine della manifestazione si è registrato un grave episodio. Su sollecitazione di un dirigente aziendale un furgone è uscito dal magazzino investendo una lavoratrice che stava partecipando alla lotta.

I lavoratori Ups in tutti questi anni hanno dovuto subire molte ingiustizie. Dalle piccole cose alle vere e proprie ritorsioni. Al punto che la Rsu ha denunciato l’azienda per azioni anti-sindacali (art.28) vincendo la causa (26/6/97). Uno dei passaggi più gravi è stato il licenziamento della delegata Claudia Dragoni due mesi fa. Per ciò non pensiamo che questo fatto sia un semplice episodio ma piuttosto l’ultimo atto di una linea padronale arrogante di risolvere i problemi calpestando i lavoratori e il loro diritti.