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La fabbrica della Maserati di Modena vive ormai da anni un futuro di progressivi dubbi e incertezze. Marchionne ha annunciato che il Suv Maserati sarà assegnato a Mirafiori, dopo altri due modelli (N.Q. e Ghibli) già assegnati allo stabilimento di Grugliasco.


Se da un lato c’è la buona notizia per i colleghi piemontesi, dall’altro è pur vero che ormai la Fiat pare decisa a spostare in provincia di Torino l’intero polo del lusso.
Alla fabbrica di Modena restano modelli a fine ciclo come la “Grancabrio”, sul mercato da quattro anni, o la “Granturismo” lanciata nel 2007. Al momento, l’unico modello nuovo non ancora andato in produzione è l’Alfa 4C, insufficiente a saturare la capacità produttiva dello stabilimento.
Ancora non si parla di eccedenze di personale, ma tra i lavoratori ci sono confusione e paura, ci si chiede cosa succederà se non verrà inserito almeno un altro nuovo tipo di vettura in una fabbrica progressivamente svuotata e con una linea di montaggio già chiusa.
Un mese fa, a fronte della sentenza della Corte costituzionale la Fiom è rientrata in fabbrica e la Fiat è stata costretta a riconoscerci come delegati, un primo passo perché la Fiom gode ancora di grande rispetto ed autorità in Maserati, grazie alla combattività dei suoi delegati ed attivisti, e su questa dobbiamo ricostruire una effettiva agibilità in fabbrica “scongelando” i rapporti di forza.
Abbiamo cominciato proponendo un’assemblea, che da mesi non si proclama. La Uilm locale dopo un iniziale assenso ha fatto marcia indietro (presumibile l’arrivo di un “ordine di scuderia”); la nostra risposta è stata una raccolta di firme tra i lavoratori che hanno risposto positivamente con circa 150 firme su 220 operai. Un buon risultato per ricominciare a tessere la tela della lotta!

 

*Rsa Maserati Modena

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