MASERATI: Rilanciamo la mobilitazione delle fabbriche Fiat del modenese - Falcemartello

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A un anno dalla sentenza della Corte costituzionale che restituiva alla Fiom-Cgil le agibilità sindacali attaccate da Marchionne,‭ ‬un primo bilancio è necessario.‭ ‬Non si può,‭ ‬infatti,‭ ‬sostenere che la sentenza abbia rappresentato la soluzione dello scontro Fiom-Fiat iniziato nel‭ ‬2010.‭

Da un lato,‭ ‬senz’altro,‭ ‬possiamo di nuovo utilizzare le bacheche e la saletta sindacale‭; ‬dall’altro però il riconoscimento di poche ore di permessi sindacali‭ (‬8‭ ‬ore al mese non cumulabili‭) ‬sono insufficienti per sostenere un’attività sindacale degna di essere chiamata tale in una grande industria del gruppo Fiat.‭ ‬A ciò si aggiunge,‭ ‬ancor più grave,‭ ‬la mancanza di titolarità nell’indire e svolgere assemblee:‭ ‬tale elemento è un enorme ostacolo nel riavvicinare i lavoratori e decidere assieme eventuali iniziative sul luogo di lavoro.‭ ‬Senza contare che anche quelle ore di assemblea a cui la Fiom avrebbe diritto sono negate.‭ ‬La giustificazione,‭ ‬pretestuosa,‭ ‬addotta dalla Fiat per negare le assemblee è sempre la stessa:‭ ‬le ore di assemblea sono già state prenotate dagli altri sindacati,‭ ‬guarda caso quelli firmatari del contratto nazionale.‭ ‬Dunque,‭ ‬la sentenza è stata una vittoria a metà.
Per uscire da questa situazione sarebbe stato necessario un segnale forte e visibile.‭ ‬Il modo migliore sarebbe stato quello di organizzare un’assemblea fuori dai cancelli,‭ ‬facendo capire all’azienda che la Fiom c’è e la linea per riprendersi la parola sono la piazza,‭ ‬la strada ed il megafono per parlare a chi sta dentro:‭ ‬agli iscritti Fiom,‭ ‬ai lavoratori tutti,‭ ‬a chi non vuole chinare la testa.‭ ‬Cosa ancora più importante,‭ ‬questa azione avrebbe potuto essere d’esempio per rilanciare la propria strategia in tutto il gruppo Fiat.‭
‬L’assemblea pubblica è stata molto partecipata,‭ ‬circa‭ ‬500‭ ‬persone,‭ ‬e c’erano molti delegati di altri stabilimenti del modenese.‭ ‬Al centro degli interventi c’è stata la democrazia negata all’interno delle fabbriche Fiat ed anche le persistenti incertezze sul futuro industriale dello stabilimento.‭ ‬Infatti,‭ ‬se non verranno decisi nuovi modelli da produrre a Modena,‭ ‬nei prossimi anni potrebbe presentarsi il rischio di un repentino calo della produzione.‭ ‬Insomma,‭ ‬che facciano meno cene di gala da‭ ‬500‭ ‬euro a ingresso coi clienti vip e lo chef‭ “‬dei potenti‭” ‬Cracco ai fornelli‭ – ‬una vera e propria provocazione classista tenutasi a fine settembre‭ – ‬e scoprano invece le carte sul futuro dello stabilimento‭!
L’iniziativa,‭ ‬dunque,‭ ‬è riuscita.‭ ‬Lo abbiamo detto chiaro anche all’azienda:‭ ‬se continuano a negare le assemblee alla Fiom,‭ ‬torneremo davanti ai cancelli ma,‭ ‬stavolta,‭ ‬dopo aver proclamato ore di sciopero‭! ‬La Fiom,‭ ‬però,‭ ‬deve dotarsi di una prospettiva e di un programma chiaro da avanzare e ciò sarebbe una leva anche per ulteriori iniziative,‭ ‬in Ferrari e Fiat Cnh di Modena,‭ ‬analoghe a quella svoltasi in Maserati.