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Maggio 2012: sciopero della Fiom con corteo di massa, circa 10mila operai, per protestare contro lo smantellamento dell’articolo 18 voluto dal governo Monti, sostenuto da Pd, Casini e Berlusconi. Giunti in corteo al casello dell’A1, migliaia di operai occupano per circa venti minuti l’autostrada.

A seguito di quella sacrosanta giornata di lotta, il prefetto di Modena dell’epoca decise di multare con ben 2.500 euro dieci militanti della Fiom per interruzione di pubblico servizio. Il nuovo prefetto Di Bari ha respinto il ricorso presentato dalla Fiom e confermato la multa. Una vergogna! Ora i “10” ricorreranno al giudice di pace.

E' compito delle organizzazioni sindacali ma anche della sinistra di classe non lasciare soli questi compagni. La multa appioppata ai “10” è un avvertimento ad ogni lavoratore, studente o disoccupato che voglia alzare la testa contro lo sfruttamento e le ingiustizie. Da alcuni anni prefettura e questura stanno inasprendo con continuità il livello della repressione in città, i diritti democratici sono sempre più sotto tutela. Nei prossimi mesi sarà necessario rispondere con una campagna di solidarietà all’altezza della situazione. Non scordiamo che lo stesso prefetto Di Bari è stato assolutamente bonario nei confronti dei blocchi e rallentamenti al casello dell’A1 provocati per alcune settimane da qualche decina di “Forconi”, elogiati per la loro “civiltà”. Il prefetto pensa quindi che gli operai scesi in sciopero con la Fiom siano stati incivili e selvaggi?

Abbiamo sotto gli occhi l’azione “esemplare” di un apparato statale che difende gli interessi di classe dei padroni e dei potenti. A scuola, nelle chiese o nelle trasmissioni televisive ci martellano il cervello con l’idea che lo Stato sia neutrale e al di sopra delle classi. Non è così, lo Stato è un apparato al servizio della classe dominante.

Non ci faremo intimidire. Le multe ai “10” devono essere cancellate! L’attacco a loro è un attacco a tutti!

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