Corrispondenze operaie - Falcemartello

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Apriamo la lotta per lo sciopero generale!

Per troppo tempo la classe operaia italiana è stata relegata dentro le proprie barriere nazionali, per troppo tempo l’unico ruolo che ha giocato è stato quello di esprimere una solidarietà formale e testimoniale attraverso appelli alla pace nelle assemblee e raccogliendo aiuti umanitari. La responsabilità principale di ciò è da attribuirsi al ruolo dei dirigenti del movimento operaio che in tutti questi anni hanno difeso attraverso la concertazione gli "interessi nazionali" del paese, offrendo più disponibilità ai padroni e ai governi, sulla flessibilità o sui tagli ai salari, per difendere la competitività dell’impresa italiana.


Serve una vera riduzione di orario!
BOLLATE (MILANO) - La vicenda relativa al calendario lavorativo 1999 è giunta a conclusione. Dopo 6 mesi di braccio di ferro tra lavoratori e azienda si è firmato l'accordo il 23 marzo. Nelle assemblee questo accordo è stato presentato dalla RSU e dalla FULC territoriale come "una vittoria", perché si sarebbero conquistati "5 giorni di riduzione di orario".

Lezioni di due settimane di sciopero

MODENA - Il 5 marzo ‘99, noi operai della Terim abbiamo dichiarato 4 ore di sciopero il pomeriggio appena saputo che l’azienda non intendeva rispettare l’accordo aziendale sottoscritto mesi prima in cui doveva saldare un premio (850mila lire) ai lavoratori.

UN ALTRO PASSO INDIETRO PER I LAVORATORI E PER GLI UTENTI

Alla fine di Febbraio è stato firmato definitivamente il contratto del comparto sanità, che riguarda 540mila lavoratori, medici esclusi.

All’attacco all’occupazione rispondiamo con una lotta unitaria!

Nella divisione nazionale del lavoro, sud ha sempre significato manodopera a basso costo e produzione scarsamente qualificata, e quindi più fragile dal punto di vista della tenuta in caso di crisi.

Così in quello che viene definito il polo industriale più grande del mezzogiorno, e cioè l’agglomerato di fabbriche che si trova tra i comuni di Marcianise e Maddaloni (Caserta), e Caivano, (Napoli), centinaia di posti di lavoro sono a rischio Da oltre un anno sono riprese le ristrutturazioni e le dismissioni, con la stessa devastante forza del periodo a cavallo tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90.

Licenziamenti e persecuzioni

CASSINO - La Tekno Progetti è una delle maggiori aziende dell’indotto Fiat e senza dubbio quella che meglio applica le ritorsioni e i licenziamenti come arma anti-sindacale. Come in tutte le piccole e medie aziende del territorio la presenza del sindacato non è vista certo di buon occhio. Nell’ultimo periodo provocazioni verso il sindacato e le forme di repressione verso i suoi rappresentanti ed iscritti si sono ulteriormente accentuate.

Poste - Fermare i licenziamenti politici

MILANO - Da quando l’Ente Poste lo scorso anno si è trasformato in società per azioni (controllate per adesso dal Ministero del tesoro), si è avviato con la collaborazione dei vertici di Cgil-Cisl-Uil un gigantesco processo di ristrutturazione in cui è previsto un selvaggio intervento sugli orari, stravolgendo le abitudini di migliaia di lavoratori, in grandissima misura pendolari.

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