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PARMA – Dopo aver fatto profitti a dismisura in questi anni e nessun investimento, oggi, con la scusa poco credibile che lo stabilimento di Parma non è così efficiente come i dirigenti vorrebbero, i padroni di Tecnopali non si fanno scrupoli a licenziare 114 lavoratori su 130.

 

Inoltre per intimorire le maestranze, assoldano una squadra di guardie private a vigilare sulla loro proprietà.

La reazione dei lavoratori non si è fatta attendere. Dopo due anni di cassa integrazione e alcuni mesi senza percepire stipendio, i lavoratori della Tecnopali dicono basta! L’immediata proclamazione dello sciopero a oltranza e il presidio dei cancelli è solo l’inizio della lotta che i lavoratori intendono portare avanti.

Questa lotta deve diventare la lotta di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici di Parma, perché questo è solo uno dei feroci attacchi che i padroni stanno sferrando. Nel territorio di Parma e provincia, ad oggi, sono 2mila i disoccupati in più rispetto al 2012.

Davanti a tutto ciò, davanti al fallimento del sistema industriale capitalista e all’inefficacia dei metodi concertativi portati avanti dalla burocrazia sindacale, le nostre rivendicazioni devono essere chiare:

• nessuna concertazione sui licenziamenti;

• pieno sostegno e solidarietà alla lotta dei lavoratori Tecnopali;

• costituzione di una cassa di resistenza per sostenere la vertenza, non solo economicamente;

• nessuna credibilità a questi dirigenti e nessuna illusione può essere riposta in queste istituzioni. Sono i lavoratori ad aver a cuore l’azienda e sono loro che possono salvarla, riappropriandosi del loro luogo di lavoro e impedendo qualsiasi licenziamento.

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