La rivoluzione permanente di Lev Trotskij - Falcemartello

Breadcrumbs



La crescente aggressività dell’imperialismo, in particolare di quello statunitense, mostra la sua incapacità di governare il mondo. L’imperialismo, la cosiddetta globalizzazione, non è altro che un sistema mondiale che genera enormi contraddizioni, miseria, barbarie e guerre.

Di grande sollievo è vedere, praticamente ovunque, una reazione popolare, di massa allo sfruttamento e ai dettami dell’imperialismo. È interesse del movimento operaio assicurarsi che questi movimenti si rafforzino e possano svilupparsi in un movimento rivoluzionario che ponga fine alla barbarie capitalista. Questa, in fondo, è l’essenza di un autentico internazionalismo proletario.

Per questo è necessario comprendere come tutti questi avvenimenti di oggi e del passato sono in relazione fra loro e qual è la natura di questo rapporto.

Il libro che ci accingiamo a pubblicare, La rivoluzione permanente di Lev Trotskij, affronta proprio questo tema e offre una elaborazione teorica avanzata che, partendo dal dibattito acceso fra Trotskij e la burocrazia staliniana, getta luce su un tema volutamente oscurato nei decenni successivi. Ci preme infatti sottolineare che l’attualità di questo testo non deriva tanto dall’opportunità di ribadire la correttezza delle posizioni di Trotskij rispetto agli stalinisti, quanto dalla necessità urgente di chiarire l’importanza e la preminenza di uno sbocco rivoluzionario in senso socialista anche in quei paesi ipocritamente definiti “in via di sviluppo”. Oggi è ancora più facile di 80 anni fa sostenere questa ipotesi, considerando il grande sviluppo che ha avuto in tutti questi paesi l’urbanizzazione e il conseguente formarsi di una forte classe operaia.

Ma ci pare importante sottolineare quanto le argomentazioni di Trotskij e la sua teoria, vergognosamente oscurate e falsificate - non solo dagli stalinisti -, siano estremamente valide per comprendere gli attuali conflitti e per orientare il movimento operaio verso una più che meritata vittoria.

L’opera è stata scritta da Trotskij nel 1929 in polemica con le “nuove teorie” della burocrazia stalinista, insediatasi a Mosca, i cui i primi esiti drammatici erano la sconfitta della rivoluzione cinese del 1925-27. I cardini di quella polemica erano rappresentati dalla critica alla “teoria del socialismo in un paese solo” e la “teoria delle due tappe”. La prima consisteva nell’affermazione secondo la quale il socialismo poteva consolidarsi in Urss a prescindere dallo sviluppo di rivoluzioni in altri paesi; la seconda, riproponendo la posizione menscevica nel dibattito di inizio secolo con i bolscevichi, sosteneva la necessità per i partiti comunisti di assecondare lo sviluppo del capitalismo e della democrazia borghese e di rimandare a una seconda imprecisata fase la lotta per il socialismo. Questa posizione ebbe la sua applicazione nella rivoluziuone cinese, dove il movimento operaio e popolare, sotto la direzione comunista, assecondò il movimento borghese di liberazione nazionale e lo sostenne con i suoi strumenti: scioperi, insurrezioni, mobilitazioni di piazza. La borghesia, spaventata da tanto protagonismo che, a prescindere dalla posizione comunista, poteva minacciare il controllo sul movimento rivoluzionario, represse nel sangue con migliaia di morti la classe operaia e i contadini.

Non è qui la sede per approfondire i risvolti di questa vicenda storica, dobbiamo però sottolineare che essa rappresentò una ulteriore conferma della posizione corretta che Lenin e Trotskij difesero nel ’17: per garantire i diritti fondamentali delle masse oppresse (allora lo slogan era “pace pane e terra!”) era necessario dare tutto il potere ai soviet, ai consigli della democrazia operaia, perché la borghesia e le sue istituzioni nulla potevano per risolvere i problemi della popolazione. Nessuna fase intermedia di consolidamento del capitalismo era possibile, la borgheisa russa, debole in confronto a quella dei paesi più economicamente sviluppati, non poteva giocare nessun ruolo progressista. Trotskij spiega che proprio la rivoluzione d’Ottobre rappresenta la brillante conferma della teoria della rivoluzione permanente.

Il libro è corredato da un’ampia prefazione di Claudio Bellotti che ha lo scopo di illustrare le vicende storiche e il dibattito politico a cui fa riferimento Trotskij nel suo testo, il tutto per rendere pienamente agevole la lettura e la comprensione dell’opera.

Allo scopo di promuovere la lettura di questo libro abbiamo lanciato una offerta speciale. Ordinandolo direttamente alla redazione, il prezzo è di 8,00 Euro (a cui vanno aggiunte le spese di spedizione di 2,70 euro).

Richiedilo in redazione allo 02/6480488, via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure versando direttamente il denaro sul ccp n° 11295201 intestato a A.C. Editoriale Coop a r.l., Milano, specificando nella causale “la rivoluzione permanente”.

Lev Trotskij, La rivoluzione permanente, 352 pp. (A.C. Editoriale Coop a r.l., euro 10,00)