Lenin: un vecchietto ancora attivo - Falcemartello

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Nessuno perde tempo a criticare una teoria morta. Bertinotti, riderebbe in faccia a chiunque gli proponga di formare un partito marxista-leninista (da Il Manifesto del 21 gennaio). Eppure stupisce l’accanimento con cui la stampa si è dedicata a calunniare Lenin in occasione dell’80° anniversario della sua morte. Un comportamento che di solito si riserva ai pericoli imminenti e non a quelli sepolti.

Risparmiamo anche solo una rapida carrellata sulla quantità di calunnie espresse in speciali come quello pubblicato da La Repubblica. Più o meno la tesi fondamentale è sempre la stessa: nel bolscevismo risiedeva il seme dello stalinismo, Lenin è stato il maestro di Stalin. Cosa strana, però, nel recente 50° anniversario della morte di Stalin, la borghesia non aveva sentito il bisogno di mettere in campo una tale seduta d’odio. Non a caso! La classe dominante sa distinguere chi è il vero nemico. Sa distinguere, a differenza di personaggi alla Bertinotti, tra chi come Stalin ha sepolto la rivoluzione e chi come Lenin ne è stato uno dei principali artefici. Le idee di Lenin sono state sottoposte ad ogni genere di distorsioni e bugie. Sono state imbalsamate dagli stalinisti, tanto quanto è stato imbalsamato il suo corpo nel mausoleo. Sono state rese grottesche da ogni genere di gruppetto autoproclamatosi marxista-leninista. Eppure a 80 anni dalla morte di Lenin la borghesia non può smettere di attaccare le sue idee. Non c’è nessun mistero. Basta leggere i suoi testi, come Stato e rivoluzione, l’Imperialismo, l’Estremismo… per capirne la profonda attualità.

Ed è proprio quello che invitiamo a fare. Nel finto dibattito inscenato su giornali e tv, in occasione dell’anniversario della morte di Lenin, le uniche assenti erano le sue idee reali. Vi invitiamo a contattare la redazione o a visitare il sito www.marxismo.net per conoscere le sue opere a nostra disposizione e poterle leggere direttamente.