Cacciamo via l’oscurantismo! - Falcemartello

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Negli ultimi mesi, diverse organizzazioni di destra (più o meno camuffate) stanno portando avanti una campagna contro Darwin e l’evoluzionismo. In alcune università (Milano, Roma, …) hanno organizzato conferenze, volantinaggi e presentazioni di libri, invitando professori di “indubbio prestigio”, per cercare di dimostrare come il darwinismo non abbia fondamenti, sia di sinistra (anzi “marxista”) e chiunque lo critichi venga isolato.

Diverse sono le accuse che vengono mosse al darwinismo (ovviamente a seconda dell’occasione). La prima è che questa non è una teoria, in quanto gli evoluzionisti hanno diverse teorie spesso in contrasto fra di loro. Poi che non vi sono abbastanza prove; che il Dna di un uomo è troppo simile a quello di una mosca; che l’evoluzionismo è identificabile col darwinismo sociale, quindi col mito del progresso, il colonialismo, il liberismo. E, infine, che l’establishment scientifico non vuole che questo si dica, per non far venire alla luce i “limiti della scienza” e quindi per non perdere i propri privilegi.

Come si vede, queste critiche, più che su di un piano strettamente scientifico, sono su un piano filosofico. E vanno facilmente a segno. E’ vero infatti che esiste un establishment scientifico e questo oggi si trova in un vicolo cieco. La maggior parte degli scienziati non si interessano di filosofia, pensano che questa non serva a loro e si ritengono liberi da ogni ideologia. In realtà ogni essere umano, che egli stesso lo sappia oppure no, condivide una certa filosofia, cioè un certo modo di interpretare il mondo che ci circonda. Quello che in realtà è un facile bersaglio per la destra, non è Darwin, ma una filosofia che si è sviluppata dopo di lui: il Positivismo. Questo, riassumendo molto, afferma che la natura e la società evolvono sempre verso il meglio.

Quale alternativa?

 

Il Marxismo ha sempre attaccato l’idea della “neutralità della scienza”. Questa non può essere separata da ciò che avviene nella società. La crisi che oggi vediamo nella scienza riflette la crisi di questa società. La visione gradualistica dell’evoluzione naturale è chiaramente in crisi. Allo stesso modo il gradualismo sociale (che comprende il riformismo) è in crisi: guerre, disoccupazione, peggioramento delle condizioni di vita sono degli argomenti che lasciano poco spazio alle “magnifiche sorti progressive” dell’umanità. Quei professori che vogliono difendere il darwinismo difendendo lo status quo, quindi, si ritrovano con argomentazioni povere. In realtà da questa impasse si può uscire in direzioni opposte: o in modo reazionario, tornando al creazionismo, all’oscurantismo (insomma al medio evo), o dotandosi di una nuova filosofia: il materialismo dialettico. La scienza contemporanea offre numerosi esempi di scienziati che sono arrivati a conclusioni sorprendentemente anticipate già da Marx e Engels. Questo non perché i due padri del socialismo scientifico fossero dei geni, bensì perché avevano un metodo corretto per interpretare la natura. Proprio nel campo dell’evoluzione, il grande paleontologo e divulgatore scientifico Stephen Jay Gould elaborò la “teoria degli equilibri punteggiati”. Questa, andando contro la visione gradualistica dell’evoluzione, fatta di cambiamenti lenti e costanti (e che fra l’altro porta i paleontologi a cercare sempre un introvabile “anello mancante”), propone una storia della vita fatta di lunghe ere in cui tutto sembra statico e poi brevi periodi di cambiamenti repentini e rivoluzionari. Non c’è qui lo spazio per approfondimenti, ma per chi fosse interessato a comprendere meglio questi argomenti consigliamo di richiedere alla redazione il libro “La Rivolta della Ragione: filosofia marxista e scienza moderna”.

Ciò che accade nel mondo scientifico lo vediamo anche nella società. Quelli che sembravano punti di riferimento oggi sono in piena crisi: la democrazia parlamentare, lo stato sociale, la famiglia borghese. La reazione ha una sua ricetta per uscire da queste crisi: autoritarismo, sacrifici, patriarcato e – per la scienza – oscurantismo. Sta a noi invertire la rotta con le mobilitazioni! Nessuno spazio, nessun finanziamento alla propaganda oscurantista all’interno degli atenei! Apriamo spazi di discussione e di critica su ciò che studiamo! Per un’università pubblica gratuita, laica e di qualità!