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La bomba che sbriciolò il salone centrale del Banco Nazionale dell’agricoltura il 12 dicembre 1969 provocò 17 morti e 88 feriti, dando inizio a quel periodo di feroci attacchi terroristici che il settimanale inglese The Observer avrebbe denominato “strategia della tensione”. Da quel giorno fino al 2 agosto 1980, giorno della strage alla stazione di Bologna, le formazioni della destra estrema con l’aiuto dei servizi segreti fecero una serie di attentati con un unico scopo: atterrire il movimento operaio organizzato e le spinte rivoluzionarie dell’autunno caldo.


Anticomunismo, integralismo cattolico, odio per la Cgil, adorazione del Capo e criminalizzazione degli immigrati, elogio del libero mercato, presidenzialismo, piduismo e pure un certo fetore di fascismo. La nascita del Popolo della Libertà (Pdl) non ha fatto mancare nulla di tutto ciò. An si scioglie mettendosi a tempo pieno al servizio di Berlusconi. L’Osservatore Romano, organo del Vaticano, si rallegra perché il PdL sarà un baluardo del tradizionalismo. La svolta autoritaria c’è. Come contrastarla?


Nelle ultime settimane la provincia di Pavia è stata teatro di numerosi episodi violenti di stampo xenofobo e razzista che hanno colpito le famiglie Rom sgomberate dall’area ex-Snia. Questi fenomeni sono frutto non solo dell’intolleranza sempre più radicata in larghi strati della società, ma anche dell’incapacità delle istituzioni, sia locali che nazionali, di gestire le richieste di accoglienza e integrazione, forse troppo prese ad assecondare le mire di piccoli e grandi speculatori.

La vicenda dello sgombero dei rom

Una vera e propria campagna razzista e reazionaria  è stata scatenata a Pavia attorno alla vicenda dello sgombero di decine di famiglie di rom originari della Romania. I Giovani Comunisti di Pavia ed i sostenitori di FalceMartello sono stati in prima linea nella solidarietà con le famiglie immigrate e in questo articolo ci forniscono un rescoconto ed un'analisi della situazione.

Molto si è parlato, e certamente si continuerà a parlare, del rinnovato attivismo della Chiesa cattolica sotto Benedetto XVI, particolarmente attorno alla data del Family day. La campagna oscurantista dispiegata dal Vaticano si manifesta su numerosi fronti: Papa Ratzinger esorta i governi europei a non trascurare il cristianesimo nella costruzione dell’Unione se l’Europa vuole scongiurare “l’apostasia da sé stessa”; giunto in Brasile non rinuncia a un attacco indiretto a Cuba e al Venezuela di Chavez, mettendo in guardia dall’“emergere di forme di governo autoritario e soggette a ideologie che si credevano superate” e attaccando la “triste eredità del marxismo”.

Rispondere all’offensiva della destra!


Quando il 9 aprile dello scorso anno i risultati elettorali mostrarono la rimonta inaspettata di Berlusconi, furono molti i rappresentanti politici e intellettuali “progressisti” che ricominciarono a cantare la vecchia litania: l’Italia è un paese di destra, non c’è modo di ribaltare l’egemonia culturale di Berlusconi, e via lacrimando.


Votiamo No alla demolizione dei diritti

 

I prossimi 25 e 26 giugno gli elettori italiani saranno chiamati ad esprimersi sulla cosiddetta devolution, la revisione della II parte della Costituzione approvata a fine 2005 dall’allora maggioranza parlamentare della Casa delle Libertà e che dovrebbero entrare in vigore da questa legislatura. Il referendum costituzionale ha carattere confermativo, quindi chiede un SI o un NO esplicito e, a differenza del referendum abrogativo, non necessita del quorum per essere valido: prevale la posizione che raccoglie la maggioranza dei voti, qualunque sia il numero dei votanti.

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