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La guerra in Libia è cominciata. Da giorni Tripoli e le altre principali città sono sottoposte a bombardamenti da parte dell'aviazione e della marina di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, con l'aiuto dell'Italia. L'intervento è stato legittimato da una risoluzione dell'Onu, sulla base della necessità di “proteggere i civili” dal Colonnello Gheddafi.


Mentre scriviamo, martedì 15, Brega è caduta forse definitivamente sotto il controllo delle forze di Gheddafi. Quest'ultime sono entrate anche ad Ajdabiya. Da lì a Bengasi ci sono 160 km e 2 ore di viaggio. Se le notizie dall'est del paese sono confuse, sono praticamente assenti nell'ovest.

Durante le proteste del 10 febbraio, in Marocco, lo stato ha scatenato le forze di sicurezza contro le masse, causando almeno nove morti e procedendo ad arresti indiscriminati. Uno degli attivisti arrestati e brutalmente torturati è un compagno della Lega di Azione Comunista (LAC), la sezione della TMI in Marocco. Pubblichiamo un appello dei compagni della LAC. Chiediamo a tutti i nostri lettori di partecipare alle protesta contro la repressione.


“I disordini mediorientali non devono culminare in regimi rivoluzionari .
Il loro idealistico romanticismo dei moti può venire rimpiazzato da un Robespierre o da un Lenin”

Barak, Ministro della Difesa israeliano

Secondo la vulgata il marxismo è accusato di avere troppa fiducia nella natura umana. E' un'accusa che respingiamo cordialmente. Ci sforziamo di considerare l'essere umano nella sua materialità: spinto alla conservazione o al progresso dalle stesse condizioni sociali in cui sviluppa la propria coscienza.

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