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L’Egitto sta attraversando un momento storico… La sua popolazione sta lottando coraggiosamente per difendere il diritto a vivere una vita decente… Il diritto alla dignità, alla libertà, alla giustizia sociale, per opportunità decenti e un giusto salario… per una società democratica per tutti che permetta a tutti i cittadini di partecipare alle sue ricchezze e al suo prodotto nazionale... una società che non permetta che, mentre pochi possono avere il jet privato, il resto della popolazione non può usufruire nemmeno del trasporto pubblico.. una società che si rifiuta di  pagare alla sommità della piramide stipendi centinaia di volte piu’ alti rispetto al salario minimo.


Una società che permetta alla popolazione di respirare liberamente.. di parlare liberamente, di interagire ed esprimersi.. una società che permetta a tutte le persone, categorie e classi di difendere i propri interessi e di negoziarli liberamente.. una società che non opprima la sua popolazione, che non inibisca le sue ambizioni e la naturale tendenza di sviluppare le capacità dei lavoratori e di migliorare le loro condizioni di vita.

La popolazione e i lavoratori hanno lottato per decenni e partecipato, specialmente negli ultimi 4 anni, in proteste periodiche per difendere i loro diritti. L’hanno fatto malgrado l’assenza di un sindacato indipendente, smantellato pezzo dopo pezzo lungo i decenni. Sono riusciti ad attrarre larghi settori sociali e la simpatia della società egiziana, e dei movimenti sindacali e dei lavoratori.

I lavoratori hanno difeso il loro diritto al lavoro, di fare fronte allo spettro della disoccupazione, che divora i giovani,  e hanno chiesto di stabilire un nuovo salario minimo che garantisca una vita dignitosa per tutti i lavoratori. Hanno combattuto coraggiosamente per difendere il loro diritto democratico di creare e organizzare sindacati indipendenti.


Le lotte operaie hanno aperto la strada alla rivoluzione popolare di questi giorni. Questo è il motivo per cui i lavoratori egiziani rifiutano totalmente l’idea che i dirigenti della “confederazione generale” li rappresentino e parlino in loro nome, perché hanno spesso negato i loro diritti e le loro rivedicazioni e con la famosa dichiarazione del 27 gennaio hanno persino detto di opporsi ad ogni singola azione di protesta di questo periodo.

Quindi, comitati e sindacati indipendenti (RETA, sindacato dei pensionati, sindacato dei lavoratori della sanità, sindacato indipendente degli insegnanti) assieme con gruppi indipendenti di lavoratori dell’industria dichiarano la creazione della Federazione egiziana per i sindacati indipendenti e il suo organismo costitutivo il 30 gennaio 2011 e sottolineano quanto segue:

1.    diritto al lavoro per i cittadini egiziani e costringere il governo a concedere una “indennità di disoccupazione”,

2.    salario minimo di 1200 LE, con un incremento annuo proporzionato all’inflazione. Garanzia per i lavoratori di premi in relazione al valore del lavoro, specialmente indennità per i lavoratori che svolgono mansioni pericolose. Inoltre il salario massimo non dovrà mai superare di più di dieci volte quello minimo,

3.    diritto per tutti gli egiziani di un giusto stato sociale, incluso il diritto alla sanità, alla casa, all’istruzione che “garantisca una libera educazione e lo sviluppo di programmi che seguano l’evoluzione scientifica e tecnologica”, il diritto per tutti i lavoratori pensionati ad una pensione decente,

4.    diritto per lavoratori e disoccupati di potersi organizzare, di decidere sui loro statuti, di rimuovere tutte le restrizioni legali che contrastino con questo diritto,

5.    libertà per tutti gli arrestati dopo il 25 gennaio.

L’organismo costitutivo della federazione egiziana per i sindacati indipendenti invita tutti i lavoratori egiziani a creare comitati popolari per difendere il proprio posto di lavoro, i lavoratori e i cittadini, durante questi tempi critici e ad organizzare azioni di protesta e scioperi (eccetto che nei settori vitali) per realizzare le aspirazioni del popolo egiziano.

Federazione egiziana per i sindacati indipendenti

atto costitutivo 30/01/11

 

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