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Nelle ultime due settimane il circolo del Prc di Licata ha raccolto i risultati di un lavoro iniziato i primi di gennaio. La battaglia iniziata per chiedere l’annullamento dell’aumento del 160% della bolletta sullo smaltimento dei rifiuti si è man mano tramutata in lotta di popolo e ha sviluppato una discussione generale sulle alternative.
Il 13 giugno la partecipazione popolare all’iniziativa del circolo Resistencia ha superato le più rosee aspettative con circa 1.500 licatesi in piazza sotto il sole cocente della Sicilia meridionale per difendere i propri diritti, in primis quello alla sopravvivenza.
In quell’occasione, organizzata per cercare adesioni alla “class action”, si è creato un clima di forte esasperazione. Il fatto che l’amministrazione non voleva saperne di interloquire con i manifestanti ha reso ancora più incandescenti gli animi, sino al tentativo, poi abortito, di occupare l’aula consiliare.
La gente rimasta ancora una volta fuori dalla stanza dei bottoni sfogava la propria rabbia urlando la propria esasperazione.
Sin dalla sera stessa del sit-in i compagni del circolo venivano fermati dalla gente per parlare, certo prima per informarsi del ricorso legale, ma comunque disposti ed aperti ad una discussione più generale rispetto alle loro condizioni.
Man mano che il circolo assumeva la figura di unico vero portavoce delle rivendicazioni dei concittadini, avvoltoi con la bava alla bocca e professoroni più o meno autorevoli hanno tentato di saltare sul carro della nostra popolarità, puntando sull’antipartitismo e cercando così di accaparrarsi la paternità della protesta sull’aumento della Tarsu, ma la velocità degli eventi e quella dei compagni li hanno fatti rovinare maldestramente a terra; sino ad una resa pubblica indicando Rifondazione comunista come l’unica forza in grado di proporre il cambiamento.
Mentre fervevano le discussioni su quello che stava accadendo, la sede del circolo veniva letteralmente invasa dai cittadini che a centinaia aderivano alla “class action” e che restano a discutere con noi. Addirittura alcuni partecipavano alla riunione del circolo dove si decideva sull’indire o meno un altro momento di protesta, sino a voler partecipare alla votazione conclusiva.
Si è così deciso di lanciare una nuova manifestazione per il 29 giugno, un’occupazione della piazza antistante il palazzo di città, della durata di una giornata intera.
La preparazione dell’iniziativa è stata osteggiata in tutti i modi dai tentativi di diniego dell’amministrazione, all’assegnazione coatta di una locazione decisa da loro in piazza, passando per ripetute discussioni con le forze dell’ordine sino ad arrivare ad un clima pesante verso i compagni più in vista.
La manifestazione ha comunque coinvolto centinaia di licatesi nei momenti di picco ed alcune migliaia nell’arco della giornata, vista la durata dell’iniziativa di ben 14 ore e mezza (il massimo consentitoci); oltre a dare prova della capacità organizzativa e di resistenza del circolo, ha avuto momenti in cui la discussione toccava il nocciolo della situazione, cioè il sistema.
In questi giorni siamo impegnati non solo nell’azione legale, ma soprattutto in una discussione continua con la gente che inizia a riaprire gli occhi, come dopo un lungo sonno. Crediamo fortemente che tutte le forze del circolo devono adoperarsi nel lavoro di discussione e verso lo svincolamento dell’azione “assistenzialista “che il partito sta svolgendo ora, discutendo di proposte e di un’alternativa complessiva con tutta la popolazione.
La grave crisi economica sta letteralmente mettendo in ginocchio i lavoratori, i pensionati e soprattutto i giovani del nostro paese; la fase di disaffezione del popolo verso i partiti si sta man mano tramutando in necessità di mettere tutto in discussione ed in primis il sistema capitalista.
Diciamo questo non solo perché siamo ottimisti riguardo alla possibilità di andare verso un mondo socialista, ma anche perché le recenti attività del circolo ci hanno imposto di guardare in questa direzione.
Noi lottiamo affinchè il popolo rialzi la testa e diventi realmente l’unico protagonista della propria esistenza.

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