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La costruzione di un Maxi-inceneritore bloccata dalla mobilitazione popolare

Nel novembre 2000 la giunta comunale guidata da Forza Italia deliberava la vendita di due lotti di terreno alla Legnoplast Spa, per la realizzazione di un “impianto per l’incenerimento di rifiuti ospedalieri e cimiteriali”.

La crisi industriale da tempo sta sottoponendo i lavoratori italiani a duri attacchi. Se in generale lo sfruttamento dei padroni rende le condizioni di vita e di lavoro estremamente difficili, questo è ancora più vero al sud dove i padroni si appropriano di finanziamenti statali, costruiscono le loro fabbriche (nel migliore dei casi!), sfruttano fino all’osso gli operai e, una volta raggiunti i massimi profitti, iniziano a delocalizzare gli stabilimenti licenziando centinaia di lavoratori.

Contro lo sfruttamento territoriale e per il diritto alla salute

Nell’Agro Caleno, un’area di circa 50 km quadrati a nord della provincia di Caserta, si stanno concretizzando diversi progetti di sfruttamento del territorio, che, nel giro di pochi anni, causeranno esclusivamente danni alla popolazione. Una centrale TurboGas verrà costruita a breve nel territorio di Sparanise. Un mega-ripetitore RaiWay verrà costruito nel giro dei prossimi due anni presso Rocchetta e Croce ed è in previsione anche un grande centro di stoccaggio per rifiuti tossici presso Pignataro Maggiore, tutti comuni molto vicini tra loro che formano per l’appunto l’Agro Caleno.

Contro la mafia e per lo sviluppo


Il corteo del 21 maggio si è fermato a più riprese davanti una scuola elementare di Lamezia, per ascoltare bambini di 6 o 7 anni che chiedevano, ad alta voce, di poter crescere “liberi”. Ognuno di noi, in quell’istante, si è potuto rendere conto di quale livello di putrefazione abbia raggiunto il sistema capitalistico in Calabria.

La rincorsa al centro polverizza i consensi al Prc

Le elezioni in Sicilia dovrebbero essere di monito per la sinistra e soprattutto per Rifondazione Comunista. Se in molte località ha contato l’elemento locale ed è difficile poterle inserire in un’analisi più complessiva, a Catania e in altri centri maggiori la situazione è ben differente.

In una Campania già scossa dall’emergenza rifiuti, una nuova tegola potrebbe abbattersi sulla popolazione e in particolare sulla classe lavoratrice. Il 23 novembre 2004 l’Ato2 (Ambito Territoriale Ottimale), ente previsto dalla legge Galli del’94, formato dagli amministratori locali dei paesi coinvolti e dalla provincia, e che ha il compito di “razionalizzare” e poi dare in gestione i servizi idrici a società per azioni, ha deliberato la privatizzazione dei servizi idrici nell’area Napoli-Volturno.

La lotta di Acerra per il diritto alla salute, 
contro la logica del profitto. Costruiamo una mobilitazione nazionale

La lotta di Acerra da mesi è al centro del dibattito politico in Campania, la mobilitazione, dopo i cortei e i presidi, è arrivata a un bivio. I continui attacchi della stampa a questa lotta, assieme a quelli delle istituzioni e del centrodestra e centrosinistra, non sembrano però fermare la rabbia. Tutto questo si inserisce nel contesto nazionale e internazionale di crisi profonda del capitalismo, quindi la ricerca di profitti sempre più facili in mercati ancora “vergini” (come il business dei rifiuti) spinge ad oltrepassare scrupoli di ogni sorta. Inceneritori vengono costruiti ovunque o sono già in funzione, da Brescia a Schio passando per gli impianti spagnoli e tedeschi, e tutti suscitano reazioni rabbiose da parte delle popolazioni, e disseminano inquinamento e veleni sul territorio. Parecchie grandi aziende stanno pensando di spostare la propria produzione dai settori “tradizionali” (come quello automobilistico) a quelli nuovi aperti dalla privatizzazione delle fonti energetiche e dallo smaltimento delle immondizie. Acerra è per ora il posto dove le contraddizioni sono esplose, ma già altri territori sono prossimi a vedere mobilitazioni e lotte, ma ad Acerra questo è accaduto ora come frutto di un processo di anni e anni in Campania, e che trova da un lato istituzioni e schieramenti politici “opposti” e dall’altro le masse di lavoratori , studenti e disoccupati preoccupati della salvaguardia del proprio futuro.

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