Sicilia. Dove sono le sedi per la politica di massa - Falcemartello

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Un mio amico, giorni addietro, mi ha chiesto: “Ma se io volessi ricominciare a dedicarmi alla politica, come potrei fare?”.

Tacitamente ho abbassato lo sguardo, lasciando che i miei pensieri trovassero una risposta.


Io ho iniziato frequentando una sezione del Pci in Sicilia dove i compagni ti aiutavano a crescere, a capire le lotte, mi sono confrontato con tanti di loro in riunioni dense di fumo e di politica. Ho pianto due volte la loro morte: da compagno per la perdita di una parte di me stesso, da siciliano nel vedere la mia terra, devastata dalla mafia e da quel sottobosco d’interessi clientelari che padroni e politica usano a proprio vantaggio. Poi la Bolognina, la scelta di Rifondazione…

Il mio amico da qualche anno era fuori dalla militanza politica, sfiduciato, deluso.

Poi le sconfitte che la sinistra ha subito nelle ultime tornate elettorale hanno pesato su di lui e gli hanno fatto tornare la voglia di impegnarsi, invogliandolo a cercare una sede dove fare politica.

La politica dove si fa? In televisione, un po’ sui giornali, nelle stanze degli stati maggiori dei partiti. E fuori da questi luoghi cosa è rimasto?

È vero, naturalmente, che c’è una rete vasta di realtà, associazioni, organizzazioni, dove si pensa, si discute, si agisce, su questioni di grande valore concreto e di forte spessore etico. Sono i piccoli fiumi che ogni tanto s’ingrossano e creano quelle grandi ondate che abbiamo visto negli anni scorsi.

Il problema che mi ha posto il mio amico è un altro! In questa democrazia, fondata sui partiti, i partiti dove sono?

L’attuale legge elettorale ha reso ancora più grande di prima il potere dei politici, concedendo loro il diritto totale di nomina dei propri deputati e dei propri senatori.

Questi partiti cosa sono, oltre che dei comitati di affari? In quali forme esprimono il loro essere organizzazioni di massa? E la politica di massa esiste ancora?

A me da siciliano e comunista sembra un problema gigantesco e credo che ci dobbiamo applicare per risolverlo. Una politica così di vertice, per pochi, burocratica, favorisce solo le classi dominanti, i “poteri forti”, ma sicuramente non la promozione di una politica di reale rinnovamento, di redistribuzione delle ricchezze e di difesa dei diritti.

In Sicilia non esiste una vera sinistra e per par condicio non esiste neanche una vera destra.

Il dopo Salvatore Cuffaro alla Regione Siciliana si chiama Raffaele Lombardo, con il primo, il secondo e adesso con il suo governo ter., quest’ultimo con il sostegno esterno del Pd siciliano, che in questi giorni ha approvato una legge finanziaria, che il Pd definisce “delle riforme”, per noi siciliani figlia della solita logica clientelare.

Com’è possibile che mentre la destra si frantuma tra Miccichè, Lombardo e l’Udc, la sinistra, o meglio il Pd, l’unica cosa che riesce a fare è ammonire il governatore Lombardo di rimodulare la giunta o la collaborazione è finita?

Forse perché in Sicilia il 30 e il 31 maggio si vota per le amministrative?

Con gli accordi conclusi, non sembra che si sia ripetuta l’alleanza trasversale Mpa-Pd-Pdl Sicilia avvenuta alla regione, anzi tutto diviene più ingarbugliato: chi sostiene l’accordo regionale rompe l’alleanza, chi è dichiaratamente contrario viceversa si allea.

Sarà allora solo la logica dell’appartenenza a una corrente di partito, o essere legato a un uomo politico a determinare la scelta alle urne, non certo un progetto politico che tenti di risollevare il nostro territorio dal torpore che decenni di mal-governo democristiano ha imposto.

Quel progetto politico che ci indichi un nuovo modo di pensare la società, la gestione dei mezzi di produzione, del bene comune, della vita. Una società dove tutti siano in grado di partecipare, di scegliere e di lottare per un mondo migliore.

Assorto nei miei pensieri, sono scosso dal mio amico che mi dice: allora che devo fare?

Forse posso darti un consiglio: fai politica sempre, ogni attimo della tua vita, parla con il tuo vicino, con il tuo compagno di lavoro, divieni avanguardia, fai sì che tutti prendano coscienza dello stato attuale delle cose per cambiarle.

Insomma rispolvera Marx e continua a fare il comunista, non dentro un luogo ma dentro il mondo.