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L'ordinanza sul reintegro di Eugenio Scognamiglio e le elezioni Rsu in Maserati si sono accavallate in una vera e propria settimana di passione (sindacale!). Qual è il nostro bilancio?

 

Il giudice dispose un’ordinanza di reintegro di Eugenio con una aggiunta specifica: reintegro sul lavoro con le stesse mansioni. L’ordinanza è chiara: sussisterebbe infatti un’enorme sproporzione tra i fatti di cui è accusato e il licenziamento comminatogli. La risposta dell’azienda, tanto per cambiare, è stata di tenerlo fuori, adducendo questioni pretestuose ed offensive sulla “sicurezza”, a loro dire minacciata dal ritorno di Eugenio, senza dare ulteriori motivazioni e precisazioni. Vorremmo proprio sapere cosa pensano quando scrivono la parola sicurezza…

È chiaro, così, che la vittoria definitiva si otterrà solo se un giorno Eugenio potrà rientrare a tutti gli effetti in fabbrica. Tuttavia, per i lavoratori, il fatto che ora percepisca di nuovo lo stipendio dall’azienda, significa una boccata di ottimismo in una situazione difficile, sopratutto quando davanti si ha un avversario con un nome ben preciso: Fiat! La vittoria di Eugenio in questo primo tempo della vertenza legale non poteva accadere in un periodo più favorevole: la nuova elezione della Rsu. L’ordinanza ha forse condizionato parzialmente il risultato. Le ragioni di chi vuol tenere sempre alta la testa, rispondendo con dignità e coraggio alla prepotenza che i padroni Fiat vogliono farci “ingoiare” quotidianamente, si sono espresse mediante la scelta di votare per un sindacato combattivo e di classe.

La Fiom-Cgil è risultata la prima organizzazione nel collegio operaio (4 seggi contro i 2 della Uilm e 0 della Fim), raddoppiando il proprio numero di voti rispetto alle ultime elezioni. Malgrado la crisi sia accompagnata da paure e ansietà (in Maserati circolano voci di trasferimento a Torino), i lavoratori hanno dato indicazione di voler reagire, piuttosto che vivere nelle nefaste incertezze di un futuro già deciso a tavolino da “qualcun altro”. La Uilm ha incassato l’amara sconfitta, ridimensionando la sua struttura fatta di parassitismo sindacale, basata sui favoritismi e sui rapporti clientelari. Ripensando alla vicenda di Eugenio, viene in mente la questione dell’articolo 18, sotto attacco da parte di governo e Confindustria insieme a Cisl e Uil. Con l’arbitrato il lavoratore, quando viene assunto (cioè nel momento in cui è più ricattabile), si impegna a rivolgersi a un “arbitro” invece che al giudice per risolvere eventuali controversie col padrone. Un arbitro che, ad esempio, invece di applicare il famoso art.18 e disporre automaticamente il reintegro di un lavoratoreingiustamente licenziato, può disporre di misure più dolci, sanzioni all’azienda o risarcimento al lavoratore. Questo è uno dei sogni dei padroni: la liberalizzazione dei licenziamenti, ottenuto anche grazie a un centrosinistra che sposa la logica per cui i diritti sono “rigidità” che rallentano l’economia e, dunque, i profitti dei padroni. Cosa sarebbe successo se Eugenio si fosse trovato licenziato senza l’articolo 18?


Concerto “operaio” coi 99 Posse!


Il risultato delle elezioni ed il reintegro hanno dato carica ai compagni di Rifondazione, impegnati da anni a sostenere le vertenze dei lavoratori della Maserati. L’ottimismo è cresciuto vista anche la straordinaria coincidenza di questi eventi. Quella carica è servita per organizzare, senza esperienza, un concerto coi 99 posse, gruppo di protesta sociale. Il circolo Prc di Modena ha lanciato proprio davanti ai cancelli della Maserati una campagna spiegando che l’incasso sarebbe servito per sostenere lavoratori licenziati per rappresaglia politico-sindacale e gruppi di operai in lotta; parte del ricavato, infatti, è andato alla sezione locale del Cobas-Sanità come contributo per sostenere le spese legali per una vertenza legale in corso contro l’Asl di Modena per violazione dei termini del contratto di lavoro nazionale. All’iniziativa hanno aderito decine di delegati Rsu delle principali fabbriche del territorio.

La sera del 23 hanno partecipato al concerto più di mille persone, nonostante la pioggia incessante. Attraverso questo evento, il partito ha ottenuto una ricca visibilità sui contenuti politici per noi centrali: la crisi deve pagarla chi l’ha causata ed i protagonisti della riscossa saranno i lavoratori, che possono andare avanti anche senza padroni. I tre gruppi musicali, hanno fatto a più riprese salire sul palco diversi operai che hanno preso la parola sulle realtà di lotta delle loro fabbriche (Fini, Ferrari, Maserati, Inalca, Terim). Oltre alla immediata solidarietà di classe, anche il concerto è stato un passo per costruire a Modena un autentico partito comunista, radicato tra i lavoratori, e per rafforzare l’unità tra gli operai più combattivi, pronti a lottare contro questa società di padroni arroganti ed educati ad incrementarsi i loro lauti compensi (vedi Marchionne e Montezemolo). La riuscita del concerto ha chiuso un periodo intenso. Determinati, siamo riusciti ad ottenere quello che, prima, era soltanto un’idea.


* Rsu Fiom-Cgil Maserati

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