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L’intervento della magistratura nei confronti dell’Ilva ha scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora. Il dibattito è bloccato sulla scelta di tutelare il lavoro o difendere la salute e l’ambiente. Sulla base delle compatibilità dell’attuale sistema economico, non sembra esserci altra soluzione.

La lotta, che vede protagonisti i metalmeccanici dei cantieri navali “Palumbo” di Messina, si pone ad emblema della ripresa del conflitto di classe mai cessato, nonostante le fantasiose analisi degli “opinionisti” della sinistra radical-chic. Chi afferma che le classi non esistono più solitamente fa leva sull’assenza di movimenti di massa dei lavoratori; personalmente attribuisco tale fenomeno negativo alla mancanza di partiti che hanno come obiettivo la loro difesa intransigente.

 

Non c’è dubbio che i lavoratori, negli ultimi anni, siano stati  messi sotto pressione come raramente si è visto nel passato.

Un triennio di recessione ha lasciato per strada centinaia di migliaia di posti di lavoro. In compenso le imprese dichiarano per il 2011, profitti record nel mezzo della crisi più grave degli ultimi ottanta anni.

É notizia di alcuni giorni fa, la rottura con la Fiom da parte di tre delegati della Sata di Melfi. Delegati iscritti da anni, confermati nelle elezioni Rsu in più mandati. Questa notizia, che tanto spazio ha trovato sui giornali padronali, fa il paio con un altrettanto eclatante episodio avvenuto all'Ilva di Taranto.

Il comitato centrale del 10 gennaio ha formalizzato un dato politico inequivocabile di cui è necessario prendere atto. Allo stato attuale, su due questioni centrali come Fiat e Governo, la Fiom si è allineata alle posizioni della Cgil. Per questo la riunione si è conclusa con il voto di due documenti contrapposti: 91 voti al documento Landini, 18 a quello presentato da noi (Primo firmatario Bellavita), 35 gli astenuti.

Oggi si sono tenute le votazioni tra le RSU del Gruppo Fiat di Modena (CNH, Ferrari, Maserati) sul contratto di primo livello FIAT firmato separatamente da Fim, Uilm, Fismic, UGL e Sindacato Quadri. Il risultato, nonostante le 16 RSU Fiom presenti giustamente non abbiano preso parte alla votazione, ha visto prevalere i No 4 a 3 con un astenuto. Quindi a Modena anche tra i delegati dei sindacati firmatari prevale la contrarietà all'accordo.

Da notare che gli Rsu della Uilm hanno scelto di votare ieri (20 Dicembre) contravvenendo al regolamento sulle votazioni previste per oggi (21 Dicembre). Questo ha fatto invalidare dalla stessa commissione elettorale (in cui la Fiom non era presente) i voti delle RSU Uilm. Tale scelta delle Rsu Uilm è difficilmente spiegabile come un "errore" o una "ingenuità". In realtà è la dimostrazione che anche nella Uilm così come nella Fim vi sono fortissime contraddizioni. Semplicemente anzichè farle emergere oggi come è avvenuto per la Fim, hanno preferito usare l'espediente di farsi annullare il voto.

Inutile dire che il risultato è clamoroso, soprattutto perchè parliamo degli stabilimenti, soprattutto Ferrari, che stanno fornendo la maggior quantità di profitti alla Fiat. Il merito di questo risultato e delle contraddizioni emerse negli altri sindacati sta nella tenacia e bravura dei delegati Fiom che in queste settimane non hanno mai smesso di portar avanti la loro battaglia con coraggio e determinazione. Bravi compagni! Che questo sia solo l'inizio della riscossa operaia nel gruppo Fiat!

 

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