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Il prossimo 9 giugno Bush sarà in visita a Roma, subito dopo il vertice dei G8 in Germania. Arriva in Italia un presidente fortemente impopolare a casa propria, depotenziato dopo la sconfitta elettorale del novembre scorso e la conseguente perdita della maggioranza al congresso. Un presidente che, vistosi in difficoltà, ha deciso di rilanciare, come un giocatore di poker all’ultima e disperata mano. Ha aumentato l’impegno in Iraq e ribadito l’intervento in Afghanistan.

Genova 2001: il risveglio di una generazione


Sono trascorsi cinque anni dal G8 di Genova. Il “movimento no global”, che nel 1999 aveva realizzato una massiccia contestazione, animata da lavoratori sindacalizzati e giovani, alla riunione Wto di Seattle, diede vita nel luglio del 2001 ad una vera mobilitazione di massa. Dopo anni di riflusso delle lotte e di sconfitte, una nuova generazione ricominciò ad opporsi alle scelte economiche dettate dal perverso sistema capitalista.

Il governo assassino deve andarsene!

 

Il governo ha ottenuto in parte quello che voleva: un morto, gente in coma, centinaia di feriti gravi e pestaggio dei fermati e degli arrestati senza motivo. In una parola, il terrore, circondato di censura e ‘prove’ false costruite maldestramente. Mentre scriviamo il ministro Scajola si rifiuta di rispondere alle domande dei parlamentari di Rifondazione Comunista e in diversi luoghi di detenzione i manifestanti arrestati a Genova vengono pestati, torturati e insultati per ore dagli elementi fascisti delle forze dell’ordine come è successo nelle strade, nelle camionette e alla sede del Genoa Social Forum nella notte tra sabato e domenica.

Il disastro di Cancun e la crisi capitalista

Il commercio mondiale è stato negli ultimi cinquant’anni il motore principale della crescita economica. La distruzione di forze produttive in seguito alla Seconda guerra mondiale ha costituito una spinta poderosa allo sviluppo, il che ha portato alla ricostruzione europea e all’aumento degli scambi; si pensi che il commercio mondiale dal 1948 al 1998 è cresciuto del 1800%, passando ad essere dal 7 al 17% del Prodotto interno lordo mondiale.

Necessaria una prospettiva comunista

Senza dubbio il Forum sociale europeo (Fse) che si è tenuto a Firenze fra il 6 e il 10 novembre scorso è stato un successo completo. Certamente un ringraziamento caloroso va anche a Berlusconi e alla Fallaci per il merito di aver convinto tanti indecisi a partecipare in massa al corteo del 9 novembre.

Riflessioni sulla "disobbedienza", 12 giugno 2002

È ormai diffusa la percezione di una difficoltà del movimento Noglobal in Italia. Sul piano della mobilitazione di massa siamo ormai lontanissimi dai livelli di Genova, come testimonia la manifestazione in occasione del vertice della Fao e soprattutto la mancata mobilitazione in occasione della visita di Bush in Italia. Ma al di là dei numeri e delle piazze, è evidente una crisi di prospettiva. Il compagno Bertinotti riassume questa difficoltà parlando di "segnali di difficoltà" e di "affanno del movimento" (Direzione nazionale del Prc del 29 maggio).

Il secondo Social Forum mondiale ha visto la partecipazione di 50.000 persone. La delegazione più presente era ovviamente quella brasiliana, la seconda quella italiana. Fiumi di inchiostro hanno celebrato la riuscita di questo avvenimento. La valutazione sull’effettiva riuscita di Porto Alegre non può basarsi su dati esclusivamente organizzativi: i campeggiatori sono stati tanti, le commissioni sono andate bene, il pranzo era abbondante e biologico. Queste sono valutazioni da organizzatori di rinfreschi. Una valutazione politica deve partire da un’altra questione: le idee e i programmi espressi dal Social Forum mondiale permetteranno degli effettivi passi avanti del movimento reale? Su questo poco o nulla è stato detto.
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