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Ma raddoppiano i voti contro!

 

Che la vertenza per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici abbia rappresentato un punto di svolta nei rapporti di forza e nella lotta di classe del nostro paese, le tute blu lo avevano già dimostrato nelle scorse settimane esibendo una determinazione, combattività e capacità di lotta che da molto tempo non vedevamo.

Metalmeccanici

Comunicato sindacale sullo stato della vertenza per il rinnovo del biennio economico

Contratto metalmeccanici

Un'occasione persa

Dopo oltre un anno di lotte, con 60 ore di sciopero, manifestazioni e infiniti tavoli di trattativa più volte interrotti, il 19 gennaio è stato firmato il contratto nazionale dei metalmeccanici.

Un contratto che per come si erano messe le cose è decisamente al di sotto di quanto si sarebbe potuto portare a casa.

 

Tra le altre cose amene che ha tentato la borghesia per far fallire lo sciopero generale del 16 c’è stata la patetica mossa di stampare i giornali di destra (il Giornale, Libero, la Padania ecc.). Quando la FNSI, il sindacato dei giornalisti, ha deciso di scioperare assieme a Cgil, Cisl e Uil, i direttori di questi giornali hanno cercato disperatamente una tipografia di crumiri. Senza risultato.

Nei giorni precedenti lo sciopero i giornali di destra avevano cercato uno stampatore in Svizzera, a Lugano, ma è andata male: il sindacato locale ha bloccato l’impresa. C’è voluta una tipografia a una quindicina di chilometri da Benevento, di proprietà del gruppo Colasanto, nota tra l’altro per aver licenziato 23 dipendenti iscritti alla Cgil (le cause sono ancora in corso): nella notte tra lunedì e martedì i giornali sono usciti da lì, il sindacato non ha potuto impedirlo. E poi dicono che gli svizzeri non hanno coscienza politica!
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