ASILI NIDO – Il modello emiliano è solo un ricordo - Falcemartello

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Parma, prospera città emiliana, può vantare una solida e vitale tradizione nell’ambito dei servizi educativi; asili nido e scuole materne animati da progetti educativi di qualità, cresciuti negli anni grazie al lavoro degli educatori, agli investimenti dell’ente pubblico, alla partecipazione attiva delle famiglie.

L’esperienza di Parmainfanzia aveva già rappresentato l’ingresso del privato all’interno dei servizi educativi del Comune nella forma di una società partecipata che gestisce ormai da anni numerose strutture fra nidi, materne e centri giochi. Ogni anno, nella distribuzione dei posti disponibili, il Comune gestisce le sue strutture in trasparenza attraverso un bando col quale informa i genitori sulle modalità di gestione delle varie strutture, in modo che le famiglie possano opzionare la sede preferita anche in ragione della sua natura: servizio diretto o partecipato.

Noi genitori abbiamo scoperto casualmente, leggendo i quotidiani, della creazione di una ulteriore società partecipata, dal nome Parma 0-6, creata dal Comune in tutta fretta e deliberata in consiglio comunale il 5 aprile. Di questa società il Comune sarà socio di minoranza a fianco di una cooperativa ancora da individuare con un bando di gara. La nuova partecipata entrerà in funzione nel settembre 2011 (fra soli 5 mesi) prendendo in gestione 3 grandi strutture del Comune finora a gestione diretta – e con ottimi risultati – una di esse, dotata di un vasto parco, rappresenta un capitale immobiliare notevole. Da questo capitale pubblico la partecipata trarrà beneficio per iniziare il suo percorso… lungo perché l’appalto è per 33 anni!

Nel venire a conoscenza dei fatti in modo assolutamente casuale noi genitori ci siamo sentiti truffati dall’ente pubblico ed è nato un comitato di protesta. Quella che sembrava una protesta emergenziale sta assumendo gradualmente l’aspetto di un gruppo stabile con una forte volontà partecipativa, con il quale l’ente pubblico si è trovato, suo malgrado, a dover dialogare. Il comune ha tentato di metterci a tacere offrendo soluzioni individuali. Ma è stato inutile. Il comitato si sta giorno dopo giorno rafforzando, sta moltiplicando i suoi strumenti in direzioni diverse. L’idea che i genitori portano avanti con forza è quella del valore intrinseco dei servizi educativi come bene pubblico, idea che si contrappone fermamente a quella di esternalizzazione che è nei fatti una concreta privatizzazione. Abbiamo scoperto infatti che i nostri asili comunali – che funzionano bene – diventeranno il capitale per azioni della nuova società, abbiamo scoperto che nel bando mancano gli allegati che non sono consultabili, che si fa riferimento a certificazioni di qualità che erano nel frattempo scadute…in tutto questo panorama di oscurità e scarsa trasparenza una cooperativa entrerà a gestire i nostri nidi.

Si romperà completamente la continuità didattica del personale e della progettazione educativa, le strutture verranno perfino completamente riarredate sconvolgendo anche il sistema degli spazi e della routine. Il personale a tempo indeterminato verrà spostato a tappare i buchi nelle strutture dove ora c’è personale a tempo determinato, quest’ultimo invece non verrà più riassunto, o verrà riassorbito nel privato. Le cooperative possono svolgere più ore frontali con i bambini rispetto agli omologhi colleghi del servizio pubblico, non usufruiscono delle stesse opportunità di formazione in servizio.

Per tutti questi motivi noi genitori delle strutture coinvolte ci opponiamo fermamente a questa operazione che serve evidentemente a colmare i buchi di cassa penalizzando qualità e ricchezza, non solo economica ma anche culturale, del servizio educativo. Ci sentiamo vicini ai lavoratori del servizio pubblico che vedono quotidianamente svilire il proprio lavoro, ridurre il loro spazi di azione e di intervento, mortificare le proprie aspettative professionali. Ci sentiamo altresì vicini ai lavoratori delle cooperative che pagano sulla propria pelle lo scarto delle differenti condizioni di lavoro e di retribuzione.