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Una critica frequente all’idea di una società socialista è che se l’intera economia fosse accentrata nelle mani dello Stato, questo inevitabilmente ne abuserebbe per sottoporre la popolazione a un regime di controllo pervasivo come il Grande Fratello del romanzo 1984 di Orwell. L’unica garanzia di una società che rispetti la libertà e la privacy individuale sarebbe permettere alle aziende private di agire in regime di libera concorrenza. A voler credere a questa favola, nel capitalismo, o perlomeno sotto i sistemi liberal-democratici occidentali, avremo forse tanti Piccoli Fratelli ma non rischiamo che emerga un unico Grande Fratello; per questo bel risultato di democrazia, varrà pure la pena accettare sfruttamento, disoccupazione, ingiustizie sociali eccetera… o no? No.

Il 5 giugno 2013 il tecnico informatico Edward Snowden, che lavorava per conto dell’agenzia statunitense di intelligence Nsa, ha consegnato al giornale britannico the Guardian le prove che lo spionaggio Usa aveva preteso dalla compagnia telefonica Verizon la consegna dei tabulati di tutte le telefonate. è dal 2006 che si sapeva dell’esistenza di un programma governativo di collezione integrale dei registri di tutte le chiamate telefoniche effettuate sulle linee delle maggiori compagnie telefoniche americane, ma i dirigenti di queste compagnie lo avevano sempre negato.

Il giorno successivo Snowden ha rivelato l’esistenza di un programma segreto di sorveglianza di massa delle comunicazioni via internet chiamato Prism. Il leak di Snowden includeva un’eloquente presentazione di diapositive che vantavano la potenza di questo sistema di controllo degno del peggior regime totalitario. Prism si basa sulla collaborazione dell’intelligence statunitense con le seguenti aziende: Microsoft, Yahoo!, Google, Facebook, Paltalk, YouTube, AOL, Skype e Apple. L’obiettivo dichiarato di questo programma è naturalmente “combattere il terrorismo” tramite il controllo delle comunicazioni effettuate da “individui sospetti che gli analisti ritengano essere cittadini stranieri con almeno il 51% di probabilità”; siccome buona parte delle comunicazioni via internet passano per i server di queste multinazionali Usa, per questa attività di spionaggio internazionale la Nsa non ha neppure bisogno di mandare i suoi agenti all’estero: basta mettersi d’accordo con i grandi capitalisti del settore informatico.

Naturalmente, tutte queste imprese hanno negato di aver dato al governo “accesso diretto” ad e-mail, chat, foto, video, dati personali degli utenti conservati sui loro server, giurando di dare il massimo valore alla privacy. Il motto di Google è Don’t be evil (Non essere cattivo): come non fidarsi? Una associazione di difesa delle libertà digitali (l’Eff) ha però osservato che per la legge Usa a queste aziende è addirittura proibito dichiarare la verità su questo argomento. Del resto, il potere politico e dei servizi segreti è finanziato e sostenuto dal grande capitale che, a sua volta, ne riceve protezione. La Microsoft non aiuta il governo Usa solo perché costretta da ordini segreti, ma perché un’eventuale destabilizzazione dell’imperialismo yankee ne danneggerebbe i profitti.

Snowden, che si è rifugiato a Hong Kong per poi chiedere asilo all’Ecuador, è ora nelle stesse condizioni di Julian Assange e di altri personaggi che hanno sfidato gli Stati Uniti rivelando i loro scheletri nell’armadio: braccati, minacciati di morte, costretti a cercare rifugio in paesi stranieri per finire scaraventati in una cella e torturati come l’eroico soldato Bradley Manning che scoperchiò i segreti del Cablegate di Wikileaks.

Il fatto che al governo ci sia Barack Obama non ha cambiato di una virgola la situazione. Per rassicurare i suoi cittadini, il presidente “democratico” ha minimizzato il problema e ha tirato fuori la solita solfa della lotta al terrorismo. Tuttavia, sul terriorio degli Usa ci sono milizie di estremisti di destra e fanatici razzisti che accumulano veri e propri arsenali senza che l’Fbi muova un dito.

Non è per gli interessi dei cittadini statunitensi che gli spioni a stelle e strisce sorvegliano milioni di persone in tutto il pianeta, ma per gli interessi molto più cospicui della cricca al potere e della cupola degli ultraricchi che governano le multinazionali. Il capitalismo si mostra sempre più incompatibile con una vera democrazia.

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