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Un appello a tutti i nostri lettori e sostenitori

Il sito In defence of Marxism ha lanciato un appello di solidarietà nei confronti dei candidati marxisti alle imminenti elezioni in Pakistan, che facciamo nostro.

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Cari compagni ed amici


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 Poster elettorale di Riaz Lund, candidato a Karachi
Si può leggere tra l'altro:
"Noi lavoratori abbiamo lanciato una guerra contro i ricchi"

Le elezioni politiche in Pakistan si dovrebbero svolgere il 18 febbraio prossimo, dopo molte esitazioni e ritardi, dovuti a varie cause tra cui l’assassinio di Benazir Bhutto e di centinaia di suoi sostenitori. Queste elezioni saranno diverse da tutte le altre tenutesi in Pakistan in precedenza.

Abbiamo ricevuto un appello da tre candidati appoggiati dalla Pakistan Trade Union Defence Campaign e che difendono un chiaro programma socialista.

Questi candidati si presentano in tre collegi molto diversi fra loro, dai quartieri proletari di Karachi alle aree tribali del Waziristan ma la loro lotta sia contro il fondamentalismo islamico che contro i servi dell’imperialismo sta ottenendo un appoggio molto vasto.

Ecco perché queste elezioni sono molto importanti per i lavoratori, i contadini e chiunque nel mondo sia contro la povertà e l’oppressione. Manzoor Ahmed, Ali Wazir, and Riaz Lund sono per una federazione socialista del subcontinente indiano e per la rivoluzione internazionale.

Se le elezioni non saranno truccate questi candidati vinceranno. I poveri e gli oppressi in tutto il Pakistan stanno raccogliendo fondi per la loro campagna elettorale ma i loro avversari sono tra gli uomini più ricchi del Pakistan.

Hanno bisogno del nostro appoggio.

Che cosa si può fare? Dobbiamo far conoscere la campagna portata avanti dai marxisti pakistani a livello internazionale, organizzare assemblee ed incontri dove si spieghi la situazione in Pakistan e il programma che questi tre candidati difendono. A livello internazionale è stato prodotto un opuscolo (in inglese) che illustra il profilo e le posizioni politiche dei candidati della tendenza marxista The Struggle.

È necessario inoltre prepararsi in caso di brogli elettorali contro i candidati marxisti.


È possibile sostenere la campagna a livello economico on line attraverso i seguenti siti:


Con carta di credito:

attraverso il sito di Wellred books, cliccando qui


Via Paypal: cliccando qui


Tramite Conto corrente postale:

utilizzando il Ccp. N° 11295201, intestato ad Ac editoriale Coop., specificando nella causale: “solidarietà con i candidati marxisti in Pakistan”

La redazione di In defence of Marxism e di FalceMartello 

 


 
 I marxisti nelle elezioni pakistane


Alle elezioni del 18 febbraio la tendenza marxista presenta diversi candidati nelle liste del Ppp. Il più noto è Manzoor Ahmed, parlamentare uscente. Eletto nel 2002, Manzoor è diventato uno dei principali riferimenti della sinistra pakistana. È presidente della Pakistani Trade Union Defence Campaign (Ptudc – campagna per la difesa dei sindacati pakistani), ha presentato numerose proposte di legge per la difesa dei diritti sindacali, dei disoccupati e degli studenti; è stato al centro della campagna contro la privatizzazione delle acciaierie di Karachi. Nel 2005 è stato fra gli organizzatori delle cinque carovane di solidarietà rivoluzionaria che hanno portato aiuti nel Kashmir devastato dal terremoto. Nelle elezioni affronterà una delle più ricche industriali del paese.

A Karachi si presenterà Riaz Lund, ex operaio delle acciaierie sette volte licenziato politico. Il collegio nel quale si presenta comprende alcune delle principali industrie del paese ed è stato più volte attaccato dai fascisti del Mqm, che hanno aggredito più volte i militanti del Ppp con armi da fuoco. Il 16 gennaio un attentato in un mercato del quartiere ha fatto 11 morti e 50 feriti.

Nel Waziristan, zona tribale schiacciata dalla guerra fra l’esercito e i talebani, si presenta Ali Wazir. È in dubbio tuttavia che nella regione si voterà, data la “strategia della tensione” dei servizi segreti che con ogni evidenza punta a estendere il terrore e il conflitto per escludere le masse dalla partecipazione politica. 

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