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Il deputato marxista Manzoor Ahmed guida una manifestazione di massa e lancia lo slogan dello sciopero generale di 24 ore contro la dittatura

Oggi, martedì 13 novembre, ha preso il via la “lunga marcia” organizzata dal Partito popolare pakistano di Benazir Bhutto contro le misure repressive decise dal generale Musharraf.

Nell’ambito di questa protesta Manzoor Ahmed, presidente della Ptudc (campagna in difesa dei sindacati pakistani) e deputato marxista del Ppp ha organizzato un grande corteo nella provincia del Kasur nello stato del Punjab. C’erano più di duecento bus, centinaia di automobili motociclette ed altri veicoli e migliaia di persone a piedi che hanno provato ad unirsi alla “lunga marcia”. Quando il corteo è arrivato al centro della città di Kasur la polizia ha attaccato i manifestanti ed ha cercato di arrestare Manzoor.

I lavoratori e gli attivisti della Ptudc e del Ppp presenti hanno protetto Manzoor e gli hanno permesso di scappare verso un’altra città industriale del Punjab dove doveva guidare un altro corteo. C’è stata una vera e propria battaglia campale tra i lavoratori e la polizia, che ha manganellato pesantemente i manifestanti e usato gas lacrimogeni.

Mentre scriviamo Manzoor si sta recando nel Punjab centrale dove migliaia di persone stanno aspettando che parli ad un altro raduno di protesta di massa. Nel Kasur ha spiegato che questa è una guerra di classe e che il presidente del Ppp Benazir Bhutto doveva immediatamente convocare uno sciopero di 24 ore, sottolineando che solo attraverso una forte mobilitazione proletaria  Musharraf poteva essere cacciato. Infine ha concluso che è necessario intensificare la lotta per una vera democrazia operaia.

La polizia ha arrestato oltre 300 militanti del Ppp e della Ptudc. Due fratelli di Manzoor, Nur Hassan and Tanvir Hassan i suoi nipoti Muzammil Chan, Shaheen and Shafiq sono fra questi. Un altro fratello Munir Ahmed, presidente dell’associazione degli avvocati del Kasur erano stati arrestati il 5 novembre.

Tra gli arrestati durante le manifestazioni odierne c’è anche Mahar Ramzan, responsabile della Ptudc nel Kasur assieme ad altri 23 dirigenti della Ptudc.

L’aspetto più significativo del corteo di oggi è stato che nonostante la presenza massiccia della polizia che aveva chiuso tutte le strade in entrata ed in uscita dalla provincia del Kasur appena le masse hanno saputo che Manzoor stava arrivando a guidare la protesta a migliaia hanno rotto i cordoni della polizia e si sono riversati nelle strade principali gridando slogan contro la dittatura di Musharraf ed altri slogan dal contenuto rivoluzionario.

Sono stati distribuiti migliaia di volantini della Ptudc e del Bnt (il Movimento dei giovani disoccupati). Il tratto Lahore-Kasur era la prima tappa della “lunga marcia” a cui avrebbe dovuto partecipare anche Benazir se non fosse stata posta agli arresti domiciliari dal regime per sette giorni.

È necessario intensificare la campagna di solidarietà a livello internazionale. Molti degli arrestati sono attivisti sindacali ed è necessario coinvolgere le organizzazioni del movimento operaio in ogni paese. Discutetene nelle vostre Rsu e categorie. Facciamo capire alle autorità pakistane che non restiamo a guardare davanti alla repressione in atto in quel paese


Inviate le vostre lettere di protesta all’Ambasciata del Pakistan a Roma: Fax 0636301936
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Cliccando qui puoi trovare un modello di lettera di protesta

 

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