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Un sondaggio Eurispes mostra come le famiglie italiane vedono peggiorare drammaticamente la loro prospettiva economica. Se nel 2003 il 26,8 per cento prevedeva che la situazione sarebbe peggiorata, nel 2004 si sale al 36,4. Le famiglie costrette a indebitarsi passano dal 2,9 al 4,6 per cento, quelle che stanno consumando i risparmi passati dall’8,2 al 19,2, mentre quelle che risparmiano “qualcosa” scendono dal 35,0 al 20,3 e quelle che risparmiano “abbastanza” crollano dal 10,5 al 3,1. Infine, se nel 2003 il 23,0 per cento riteneva la propria situazione “nettamente peggiorata” e il 32,5 la vedeva “lievemente” peggiorata, le percentuali variano come segue nel 2004: il 29,5 per cento vede un lieve peggioramento, mentre per il 48,2 il peggioramento è “netto”. (Liberazione, 21 gennaio)

L’arretratezza del sud: crimine storico del capitalismo italiano

“L’aggravamento del divario di produttività rispetto al resto del Paese – che ha raggiunto nel 2002 i 20 punti percentuali, con un peggioramento di quasi 3 punti rispetto al 1995 – continua, dunque, a rappresentare uno dei principali fattori di ritardo strutturale del Mezzogiorno”. Rapporto Svimez 2003.

 Il 13 novembre il Consiglio dei Ministri approva il Decreto Legge n° 314 che individuava in Scanzano Jonico (Matera) il sito unico nazionale di deposito delle scorie nucleari: i rifiuti avrebbero dovuto essere sotterrati in una miniera di salgemma; inoltre un articolo del suddetto decreto prevedeva la possibilità di un deposito temporaneo delle scorie a Scanzano (presso la località Terzo Cavone), in attesa dell’edificazione del sito unico. Questa mossa del Governo ha rappresentato l’ennesimo attacco alla regione Basilicata che avrebbe visto il proprio territorio devastato dal cimitero nucleare e militarizzato a causa dello stesso.

Ferrotranvieri, Alitalia, Metalmeccanici, Vigili del fuoco…

 Radicalizzare il conflitto fino alla vittoria

L’anno 2003 si è chiuso nelle lotte. L’esplosione di rabbia degli autoferrotranvieri ha mostrato una volta di più la rinascita di un protagonismo operaio che non si vedeva da decenni. Chi ha occhi per vedere sa che quanto è avvenuto fra i tranvieri di Milano o di Genova, o fra i lavoratori dell’Alitalia a Fiumicino, può ripetersi domani in migliaia di posti di lavoro dove le condizioni di sfruttamento e precarizzazione sono giunte a livelli intollerabili, e non è un caso che i commentatori più avveduti della stampa borghese abbiano manifestato grande preoccupazione di fronte agli scioperi selvaggi e alla evidente impermeabilità dei lavoratori di fronte agli appelli alla “ragionevolezza”.

 “Gli stipendi aumentano più del costo della vita”

Antonio D’Amato presidente della Confindustria - 5 novembre

 In 3 anni i salari reali sono calati dal 5% al 15%

Il Corriere della sera ha pubblicato il risultato di una vasta indagine sul reddito degli italiani, realizzata su un campione di oltre 850mila profili retributivi. E finalmente anche la “scienza” si accorge di ciò che qualunque massaia sapeva da mesi: e cioè che nel nostro paese non solo da dieci anni i redditi fissi (salari e pensioni) sono sostanzialmente al palo, ma che negli ultimi tre anni il passaggio all’Euro ha determinato un taglio brutale del potere d’acquisto che va dal –7,3% dei dirigenti al –9,3% dell’operaio al –11,1% dell’impiegato, con punte negative in certi settori dell’economia come l’industria dell’auto, dove il salasso supera il 20% del reddito.

Pensioni, legge 30, contratti…

È ora di convocare lo sciopero generale di 24 ore

Fermare il paese con la mobilitazione di massa

 

Berlusconi scende in campo a reti unificate e dichiara nuovamente guerra ai lavoratori. Otto minuti di messaggio con cui il premier operaio tenta di mettere in riga amici e nemici, caccia un dito nell’occhio a Cisl e Uil e si brucia i ponti alle spalle.

Congelare prezzi e tariffe

Aumentare salari e pensioni

Estendere i diritti sociali

Difendere ogni posto di lavoro

Ialia, Francia e Germania sono sull’orlo della recessione, Sia Francia che Germania sfonderanno ampiamente il deficit statale previsto dal trattato di Maastricht. Gli Usa rilanciano temporaneamente la propria economia grazie a un aumento spropositato delle spese militari (+45,9% nel secondo trimestre, il maggiore dal 1951!), accumulando un deficit statale record che quest’anno potrebbe raggiungere i 550 miliardi di dollari, il 5% del Pil. Il capitalismo europeo subisce la pressione americana, ma non potendo seguire la strada di Bush intraprende la via obbligata dei tagli.

Francia e Germania aprono così la strada all’attacco generalizzato alle pensioni, il governo Berlusconi si accoda prontamente.

L’insieme dei provvedimenti del governo, sia quelli degli scorsi mesi che quelli allo studio attualmente, si può riassumere così: massacro sociale su tutti i fronti.
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