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 Bilanci sul congresso del lingotto

L’Unità del 13/1, giorno d’apertura del congresso, tesseva le lodi dei quattro anni del centrosinistra: i profitti sono aumentati, la borsa ha moltipicato per quattro il livello di capitalizzazione, ci sono state privatizzazioni per 110mila miliardi e via di questo passo.

La crisi di governo e il varo del secondo Governo D’Alema hanno mostrato oltre ogni dubbio

fino a che punto questa coalizione si sia logorata.

Il centrosinistra affonda lentamente nel discredito e nel ridicolo. Per motivi opposti, ma in qualche modo simmetrici, il governo viene abbandonato da destra e da sinistra. La coalizione è riuscita a screditarsi profondamente fra la gran massa dei lavoratori, che pure avevano votato Ulivo nel 1996, e al tempo stesso perde il favore degli industriali e del grande capitale, pure così corteggiato e accontentato quasi in ogni sua richiesta.

1500 firme contro la passività dei vertici sindacali e la politica dello struzzo

Oltre 1500 sono le firme raccolte davanti alle fabbriche in questi quattro mesi da un gruppo di delegati. Delegati che, aiutati anche da questo giornale, fin da settembre hanno preferito rimboccarsi le maniche e incominciare una campagna di informazione davanti alle fabbriche mentre i vertici sindacali portavano avanti la politica del silenzio. Abbiamo visto giusto. Se questa campagna fosse stata portata avanti da tutto il sindacato da subito, sicuramente oggi saremmo molto più avanti nella costruzione delle forme di lotta adeguate alla portata dello scontro.

Fermiamoli!

"I referendum in materia di lavoro non sancirebbero la libertà di licenziare e per questo, dire che i referendum sono un’iniziativa contro i sindacati e i lavoratori è una grande sciocchezza oltre che una risposta politica inadeguata". Con queste parole il presidente di Confindustria, Giorgio Fossa, esordisce sabato 15 gennaio sulle pagine del Sole 24 ore.

I quesiti dei radicali, in particolare i 6 legati a questioni del lavoro, e i 5 sulle questioni sociali, rappresentano il concentrato dei desideri dei padroni, i quali hanno dato immediatamente il loro appoggio.

Con la lotta

Le prime risposte dei lavoratori, alle dichiarazioni di Confindustria di sostegno ai referendum dei radicali non si sono fatte attendere. In decine di fabbriche i lavoratori sono scesi spontaneamente in sciopero, soprattutto in Piemonte e in Lombardia, con la mobilitazione di migliaia di lavoratori.

Confindustria è convinta di avere il vento in poppa, è convinta di vincere questi referendum e per questo motivo getta la maschera diplomatica tenuta fino ad ora e con sfrontatezza dà il suo appoggio ai referendum ancora prima che la Consulta si sia espressa sulla costituzionalità dei quesiti. Umberto Agnelli meglio di chiunque altro ha espresso la loro posizione "La scelta espressa da Confindustria non è una novità perché è coerente con le posizioni espresse da tempo sulla liberalizzazione del mercato del lavoro e sulla flessibilità" (Il Manifesto, 14 gennaio 2000).

Crisi e divisione nei democratici di sinistra

Il congresso dei Democratici di sinistra si preannuncia come un punto di svolta significativo per gli sviluppi in quel partito e nel governo.

I Ds sono oggi un partito in piena crisi. I risultati delle europee riportano il partito ai livelli più bassi di consenso, e la sconfitta nelle elezioni del sindaco di Bologna è stata una umiliazione pubblica. Secondo alcuni dati, il partito avrebbe perso 200mila iscritti dal 1996 a oggi, e c’è una generale crisi di militanza.

Al centro di questa crisi c’è la corrente di D’Alema, che fino a un anno fa teneva saldamente in pugno il partito e oggi appare in piena crisi di strategia e di prospettive.

Contro la distruzione della scuola pubblica

Contro la precarietà e lo sfruttamento

1969-1999: verso un nuovo Autunno Caldo

Ricorre in questi giorni il trentesimo anniversario di quella grande stagione di lotte operaie, che molti lavoratori anziani ricordano con nostalgia e rimpianto confrontandole con la situazione odierna dove i lavoratori sono sulla difensiva. Molti di loro, quando andiamo davanti ai cancelli a vendere il nostro giornale o a raccogliere le firme contro i referendum della Bonino ci dicono "Quelli erano altri tempi. Oggi i dirigenti sindacali invece di promuovere le lotte le sabotano e la sinistra è al governo a gestire le politiche del grande capitale contro i lavoratori che dovrebbe rappresentare".

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