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Lo scandalo Mafia Capitale ha rivelato una fitta rete di affari illeciti a Roma a capo della quale c’era Massimo Carminati, ex-fascista dei Nar e della Banda della Magliana, il quale a sua volta si serviva di Salvatore Buzzi, legato al Partito democratico, presidente della Cooperativa 29 Giugno. Questa cooperativa riuscì, sotto la giunta di centro-sinistra di Rutelli, a stabilire un solido legame col Comune di Roma che si sarebbe mantenuto negli anni a prescindere dal colore della giunta.

Lo scandalo arriva a lambire il governo, nella persona del Ministro del lavoro, ed ex presidente della Lega Coop, Giuliano Poletti. Come affermano i giudici, con la giunta Alemanno la cupola ha fatto un salto di qualità poiché “molti soggetti collegati a Carminati da una comune militanza politica nella destra sociale ed eversiva e anche, in alcuni casi, da rapporti di amicizia, avevano assunto importanti responsabilità di governo e amministrative nella capitale” (Il Fatto quotidiano, 7 gennaio) e continuano spiegando: “Si pensi a Carlo Pucci, con responsabilità formali e di fatto nell’ente Eur; a Luca Gramazio, consigliere comunale e figlio di Domenico Gramazio, storico esponente politico della destra romana; a Franco Panzironi, amministratore delegato di Ama fino al 2011 e di fatto anche negli anni successivi” (Corriere della sera, 7 gennaio).

Sebbene il legame privilegiato fosse col centrodestra, la cosca di Carminati non disdegnava di puntare su “più cavalli” finanziando campagne e cene elettorali, in modo da assicurarsi in qualunque situazione un legame con la nuova giunta. D’altra parte, lo stesso Buzzi invitava i dipendenti della sua cooperativa a votare Zingaretti e Giovannelli (Pd) al Parlamento europeo nel 2004 (Corriere della sera, 6 gennaio).

Così la cooperativa di Buzzi riusciva a garantirsi enormi finanziamenti pubblici gestendo campi nomadi e centri di accoglienza per immigrati che sono stati nell’occhio del ciclone nelle zone periferiche di Roma, come Tor Sapienza. La “cupola” di Carminati, grazie ai suoi uomini al Comune, era in grado di “orientare i flussi” di immigrati nella Capitale: più immigrati, più guadagno. E mentre i mafiosi romani legati all’estrema destra ricavavano soldi a palate dalla gestione dell’emergenza immigrati nei centri di accoglienza, gli stessi esponenti fascisti fomentavano nelle piazze e nelle trasmissioni televisive l’odio contro i rom e gli stessi immigrati. Si spiegano anche le tante pressioni e campagne ideologiche dell’uno e dell’altro schieramento verso la completa privatizzazione delle municipalizzate: privatizzarle significa darle in pasto a questi pescecani mafiosi offrendo loro superprofitti a prezzi stracciati lasciando che i servizi in città peggiorino costantemente.

L’attuale intreccio tra il sistema mafioso e le istituzioni, dove l’estrema destra gioca un ruolo chiave e il Pd si trova a suo agio, deve farci riflettere sulla natura di questo sistema politico ed economico che non disdegna di rivolgersi alla criminalità organizzata pur di aumentare i propri profitti e le proprie quote di potere.

Di fronte alla marcescenza dello stato borghese, indagini e arresti non potranno che mettere in atto mere operazioni di cosmesi, poiché non muteranno il carattere profondamente corrotto dello Stato e delle istituzioni, come già accaduto in passato con Cosa nostra, Tangentopoli, P2. E questo non perché non vi siano giudici onesti e scrupolosi, ma perché di fronte alla putrescenza dello Stato, i magistrati non potranno cambiarne la natura fondamentale. Queste indagini mettono di fronte agli occhi di milioni di persone il fatto che il sistema politico borghese e i suoi partiti oggi sono inadeguati e incapaci di gestire la società e speculano sulle nostre vite dividendo gli strati più bassi della popolazione mettendo gli uni contro gli altri, al semplice scopo di mantenersi al potere e trarne maggiori guadagni.

Facciamo appello ai lavoratori, agli sfruttati della Capitale ad organizzarsi contro questo sistema marcio e corrotto che tiene le case popolari sfitte nelle periferie e gli immigrati in condizioni disumane, specula su Atac e Ama portandole al fallimento (per privatizzarle) mentre i servizi pubblici sono sempre più scadenti. Ancora una volta la borghesia ha dimostrato il suo vero volto: ai lavoratori e agli sfruttati il compito di mobilitarsi rivendicando case popolari per tutti, servizi pubblici, gratuiti, di qualità.

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