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fm267 smallL'editoriale del nuovo numero di FalceMartello

Alla Leopolda, un festino padronale che trasudava disprezzo verso qualsiasi cosa ricordasse lontanamente il movimento operaio.
In Piazza San Giovanni, un fiume rosso di orgoglio operaio che si mette in marcia.

L’ennesima grande opera inutile minaccia il territorio italiano,‭ ‬per gli interessi di pochi,‭ ‬a danno della popolazione e dell’ambiente.‭ ‬La nuova minaccia si chiama Tap,‭ ‬Trans-adriatic pipeline.‭ ‬La Tap è un mega-gasdotto che dovrebbe trasportare il metano estratto in Azerbaigian e Caucaso,‭ ‬facendolo passare per Turchia,‭ ‬Grecia e Albania,‭ ‬tuffandosi poi nell’Adriatico per‭ ‬105‭ ‬chilometri,‭ ‬riemergendo sulle coste salentine nella spiaggia di San Foca,‭ ‬Marina di Melendugno,‭ ‬mettendo a dura prova la sopravvivenza dei banchi di poseidonia.‭

Pochi giorni fa il governo Renzi ha varato il decreto legge n.‭ ‬133‭ ‬del‭ ‬12‭ ‬settembre‭ ‬2014,‭ ‬meglio conosciuto come‭ “‬Sblocca Italia‭”‬.‭ ‬Gli aspetti fondamentali di questo decreto si possono riassumere in quattro linee cardine:‭ ‬1‭) ‬sblocco urgente di fondi per interventi ferroviari,‭ ‬aeroportuali e altri cantieri‭; ‬2‭) ‬imposizione di termovalorizzatori‭; ‬3‭) ‬sblocco a favore delle trivellazioni in cerca di idrocarburi,‭ ‬degli stoccaggi del gas,‭ ‬dei rigassificatori e dei gasdotti internazionali‭; ‬4‭) ‬depotenziamento del Titolo V della Costituzione e meno potere decisionale degli enti locali e dei territori.

I recenti scandali che hanno riguardato il Partito democratico dell’Emilia Romagna e che hanno colpito i suoi esponenti più in vista,‭ ‬dall’ex presidente della regione Vasco Errani,‭ ‬ai due candidati alle primarie per la stessa carica,‭ ‬Bonaccini e Richetti‭ (‬poi dimessosi dalla competizione‭)‬,‭ ‬hanno lasciato solo parzialmente intuire la natura di questo partito.‭ ‬Il Pd infatti proprio sul territorio emiliano-romagnolo riesce ad esprimere in modo più chiaro ed esemplare il legame che lo unisce a doppio filo ai poteri economici ed industriali che esso rappresenta.‭

Le chiamano Cooperative “rosse”, ricordando che le Cooperative Operaie di Trieste Istria e Friuli affondano le proprie radici nella storia del movimento operaio giuliano.
Ma qui di rosso non c’è più niente, tranne il sangue che i lavoratori e i piccoli risparmiatori saranno costretti a sputare per far fronte al fallimento dell’azienda.

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