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L’ennesima grande opera inutile minaccia il territorio italiano,‭ ‬per gli interessi di pochi,‭ ‬a danno della popolazione e dell’ambiente.‭ ‬La nuova minaccia si chiama Tap,‭ ‬Trans-adriatic pipeline.‭ ‬La Tap è un mega-gasdotto che dovrebbe trasportare il metano estratto in Azerbaigian e Caucaso,‭ ‬facendolo passare per Turchia,‭ ‬Grecia e Albania,‭ ‬tuffandosi poi nell’Adriatico per‭ ‬105‭ ‬chilometri,‭ ‬riemergendo sulle coste salentine nella spiaggia di San Foca,‭ ‬Marina di Melendugno,‭ ‬mettendo a dura prova la sopravvivenza dei banchi di poseidonia.‭

Una volta passato per il terminal di Mesagne‭ (‬a‭ ‬58‭ ‬chilometri di distanza‭)‬,‭ ‬il gas dovrà essere trasportato lungo una nuova linea potenziata di tubature,‭ ‬attraversando interamente l’Italia per rifornire la borghesia europea di energia a basso costo.‭ ‬Lungo il suo percorso l’opera disseminerà sfiatatoi di emergenza per terra e per mare,‭ ‬disboscherà‭ ‬26mila metri quadri di macchia mediterranea e uliveti‭ (‬che hanno promesso di ripiantare‭!)‬,‭ ‬modificherà l’assetto idrogeologico della costa e intaccherà l’ecosistema che ospita cetacei e tartarughe‭ ‬caretta caretta.
Ma chi pagherà i costi di questo scempio‭? ‬Sicuramente i cittadini italiani,‭ ‬che non avranno alcun beneficio in bolletta,‭ ‬ma probabilmente si vedranno addebitare i costi del riadattamento della rete di tubature su tutto il territorio nazionale.‭ ‬Pagheranno particolarmente i cittadini salentini,‭ ‬che vedranno per l’ennesima volta danneggiata la loro terra per gli interessi di pochi capitalisti.‭ ‬E questi interessi hanno nomi ben conosciuti nel campo della finanza e dell’industria energetica:‭ ‬il Consorzio Tap è composto dalla compagnia dell’Azerbaigian Socar,‭ ‬dalla British petroleum e dalla norvegese Statoil.
Per fortuna non è servita a nulla la campagna di lobbing messa in campo dal Consorzio Tap in questa estate salentina:‭ ‬lo squallido slogan‭ “‬Energia a vocazione turistica‭”‬,‭ ‬con cui questi arraffoni cercavano di portare sulla loro nave le istituzioni e l’opinione pubblica,‭ ‬è stato smascherato dai cittadini e dal Comitato No Tap,‭ ‬costringendo l’impresa a ritirare la propria sponsorizzazione da numerosi eventi.‭ ‬La campagna pubblicitaria messa in campo dal Consorzio Tap si è così trasformata in un clamoroso boomerang,‭ ‬che ha dimostrato la debolezza del capitale di fronte all’opposizione popolare.‭ ‬Lo capiscono ormai anche i bambini che la Tap non potrà portare né benessere né turismo,‭ ‬ma solo distruzione dell’ambiente,‭ ‬dell’ecosistema e del paesaggio.
Anche l’altra scusa sollevata a difesa dell’ecomostro,‭ ‬cioè che l’opera ci permetterebbe di conquistare l’indipendenza dal gas russo‭ (‬che ci rifornisce oggi del‭ ‬30‭ ‬per cento del fabbisogno nazionale‭)‬,‭ ‬appare come una colossale bufala,‭ ‬dato che l’opera non ci offrirebbe più del‭ ‬10‭ ‬per cento del gas necessario.
Intanto il premier Renzi continua con la sua sfilza di incontri ed accordi con politici ed industriali azeri,‭ ‬che dopo aver sfruttato e represso sanguinosamente lavoratori,‭ ‬giovani ed attivisti per i diritti umani nel paese si apprestano ora a conquistare nuovi spazi di sfruttamento.‭ ‬Nel frattempo il governo italiano dichiara la Tap opera di interesse strategico al pari della Tav,‭ ‬manifestando ancora una volta la sua natura di agente del capitale.
I giovani salentini hanno dimostrato in questi mesi la volontà di mettere in campo una forte opposizione agli interessi dei soliti noti.‭ ‬È necessario,‭ ‬ora,‭ ‬organizzare questa resistenza,‭ ‬nella convinzione che non saranno né le istituzioni né qualche populista in cerca di gloria a difendere gli interessi dei cittadini comuni.‭ ‬Bisogna spingere affinché le organizzazioni dei lavoratori facciano proprie le rivendicazioni del Comitato No Tap,‭ ‬mettendo in campo tutti gli strumenti di lotta necessari e coinvolgendo i propri iscritti.
Per la difesa dei territori dallo sfruttamento capitalista‭!
Per una gestione pubblica delle risorse energetiche ed ambientali‭!

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