Breadcrumbs

  Col referendum a Pomigliano, e soprattutto col suo esito, non gradito a Marchionne e ai sindacati collaborazionisti, era chiaro che si apriva, come sta succedendo in questi mesi, una nuova fase nel rapporto capitale-lavoro.

La vertenza Fiat, attraverso l’AD Marchionne, ha svolto un ruolo importante per imprimere un’accelerazione a questo processo di cambiamento. È infatti chiaro il ruolo da protagonista ritagliato dalla Fiat, che prova a schiacciare il dissenso in fabbrica e tenta anche di introdurre con la forza regole non ancora previste dal punto di vista legislativo. Cercano un nuovo impianto di regole, una copertura giuridica, in cui poter fare quello che vogliono.

Il salto di qualità in questo processo è stata la disdetta da parte di Federmeccanica del contratto nazionale dei metalmeccanici del 2008, che ha ovviamente una portata generale per i tutti i metalmeccanici e l’insieme dei lavoratori in Italia, ma che è anche il presupposto per poter attuare a Pomigliano i progetti di Marchionne.

Certo, parte importante della partita è ancora da giocare, in primo luogo la richiesta, che verrà discussa a partire dall’incontro del 15 settembre, di ottenere deroghe specifiche per il settore auto in materia di contratto, cosa che risolverebbe alla Fiat ogni problema in merito.

Ma più specificatamente a Pomigliano ci troveremo a doverci scontrare, come abbiamo fatto fin da subito, con la costituzione della newco proposto da Marchionne subito dopo il referendum in fabbrica.

Marchionne ha lanciato la sua proposta di costituire la Fip (Fabbrica Italia Pomigliano) la newco di cui tanto si è parlato ma rispetto a cui ad oggi si sa molto poco.

L’ipotesi più probabile è che in questa nuova società entrino i lavoratori che produrranno la Panda man mano che vi sarà richiesta in base all’esigenza produttiva.

Mentre non si capisce che fine faranno i lavoratori che producono la 159, una volta finita tale produzione.

La Newco prevede la possibilità che ogni singolo lavoratore dovrà sottoscrivere nei fatti la fuoriuscita dalle tutele e dai diritti che riguardavano i lavoratori Fiat e i metalmeccanici, accettando tutto quello che Fiat vorrà inserire.

È chiaro che si aprirà a breve una situazione molto articolata in cui, come dicevamo sopra, molto dipenderà da tutta la partita del contratto nazionale, a cui la costituzione della newco è assolutamente funzionale.

Al di là di tutte le fesserie dette, in primo luogo dal Pd, sul fatto che Pomigliano dovesse rimanere un’eccezione, i fatti di queste settimane dimostrano che era solo un’anticipazione.

Resta da preparare una grossa mobilitazione visto gli elementi in gioco in questo che sempre più sta diventando lo scontro decisivo anche sul modello sindacale. Fra chi crede che il sindacato debba continuare a svolgere il suo ruolo naturale e chi invece come Fim e Uilm, appoggiati dagli industriali, tenta di stravolgere le regole mettendo fine alla parola conflitto, come chiesto dallo stesso Marchionne.

Come farlo? In primo luogo rilanciando la mobilitazione a livello generale e mantenendo, come abbiamo fatto anche durante l’estate, la guardia alta.

Come circolo Prc della Fiat Auto di Pomigliano d’Arco, in questa fase siamo impegnati nel promuovere la manifestazione del 16 ottobre proclamata dalla Fiom, che sempre più si riempie di contenuti politici importanti, siamo stati in giro per l’Italia in varie iniziative ad Ascoli, Piombino, Sapri, Latina, Caserta, Terracina, Isernia, Trento, Udine, Modena ecc. e altre ne faremo per promuovere questa manifestazione.

Crediamo però indispensabile acuire ancor di più lo scontro, per evitare di fare una guerra tra chi lotta con le armi e chi si difende con la spada di cartone, per tanto crediamo che la Fiom debba osare di più che proclamare 4 ore di sciopero e lottare per l’estensione del conflitto.

Gli operai vogliono chiarezza su questi temi concreti, e non cartelli elettorali o primarie. Ridiamo centralità al lavoro e da qui ripartiamo per costruire un’alternativa che ci rappresenti e non un ammasso di forze residue che tentano disperatamente di stare insieme come dei separati in casa. L’alleanza democratica si costruisce il 16 ottobre in piazza, chi non c’è non è interessato a una reale alternativa.

 

* Rsu Fiom Fiat Pomigliano d’Arco

Joomla SEF URLs by Artio