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all'assemblea nazionale dei delegati Fiom

Ringrazio sentitamente tutti i compagni e le compagne venute oggi a Pomigliano per sostenerci. Questa è una dimostrazione di solidarietà vera. Ringrazio tutti quei compagni che hanno rinunciato ad intervenire per permettermi di fare questo intervento. I delegati di fabbriche e vertenze importanti che volevano raccontare la propria realtà sono veramente tante.

 

Ringrazio la Fiom che in questi giorni ha dato prova di determinazione nel mantenere ferma la posizione contro l’accordo. Questa è la Fiom che ci rappresenta e che sento mia. Questa è la Fiom che vogliamo e di cui sono orgoglioso di fare parte.

Questo ultimo periodo che è stato duro. La campagna mediatica tutta contro la Fiom marchiata come anacronistica e incapace di difendere i reali interessi degli operai ha raggiunto livelli come poche volte si è visto. Il risultato del referendum invece dimostra che il nostro rifiuto non solo non è anacronistico ma ha raccolto un sostegno che è andato al di là di ogni aspettativa, ecco perché un ringraziamento speciale va ai 1700 lavoratori che hanno votato no.

C’è stato un cambiamento della società in peggio in questi anni. Questo cambiamento l’abbiamo subito, è un cambiamento portato avanti con determinazione da chi ci vuole schiacciare i diritti e annullare i lavoratori come persone, quella che chiamano innovazione è solo la volontà di mettere tutto al servizio del libero mercato. Provo molta rabbia quando gli operai di Termini Imerese, che tra non molto la Fiat vuole buttare in mezzo alla strada, vengono etichettati come fannulloni perché hanno scioperato.

Questo è lo stesso atteggiamento che noi due anni fa abbiamo subito a Pomigliano. Subimmo le stesse diffamazioni, Marchionne con la scusa dei fannulloni pretese e applico in fabbrica una vera e propria rieducazione che sotto la falsa veste di piano formativo in realtà puntava ad annullare la dignità, l’autostima, la determinazione dei lavoratori nel far rispettare i propri diritti. Chi come noi ha tentato di difendere la dignità a subito il licenziamenti. Ecco qual’era il vero volto di chi anche da sinistra è stato osannato come l’imprenditoria sana e innovativa del paese.

Io capisco e non condivido le preoccupazioni espresse da dirigenti che dicevano bisogna difendere il lavoro a qualunque costo. L’accordo di Marchionne recita che i punti vanno accettati tutti insieme, sono inscindibili. Allo stesso tempo noi diciamo a tutta la Cgil che il lavoro senza dignità e quindi diritti non è nulla.

La Fiom ha tenuto, il No all’accordo è stato portato avanti senza esitazioni. Questa come dicevo è la Fiom che voglio. Ma proprio perché voglio una Fiom coerente non possiamo dimenticare la lotta de i 21 giorni di Melfi nella primavera del 2004, lotta per condizioni di lavoro più sostenibili dei lavoratori. Lotta che in primo luogo rivendicava l’abolizione del diciottesimo turno e che ha vinto. Battaglia che dobbiamo aver ben presente in un eventuale quanto improbabile trattativa.

La nostra campagna contro questo referendum si è svolta in un clima, come potete immaginare, molto difficile. Ci hanno impedito di stare in fabbrica a contatto coi lavoratori per spiegare le nostre ragioni, in quelle rare occasioni in cui siamo riusciti a farlo le guardie e i capi ci stavano sempre addosso. Nonostante ciò il referendum ha detto che le nostre ragioni avevano delle basi valide. Questo, insieme alla solidarietà, gli scioperi, di tanti lavoratori in tutto il paese ci hanno aiutato e ci aiuteranno ancora per proseguire con sempre più determinazione questa battaglia. Grazie!  

*Delegato esperto Fiom Rsu Fiat Pomigliano d’Arco

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