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La campagna elettorale che si è appena chiusa è stata lunga e difficile. Si è inserita nel mezzo di una crisi economica devastante che pesa come un macigno sui lavoratori e sulle loro famiglie, condannando una intera generazione di giovani, soprattutto del sud, alla disoccupazione e alla schiavitù della precarietà e del lavoro nero.

Proprio partendo da questo contesto e dal potenziale di lotta emerso dalla Fiat di Pomigliano d’Arco abbiamo deciso di fare questa campagna elettorale in modo operaio e militante.

Abbiamo scelto di andare davanti alle principali aziende del Mezzogiorno per parlare con i lavoratori della crisi, per spiegare le nostre ragioni e per dire che solo attraverso la lotta ed il protagonismo operaio si possono salvare i posti di lavoro e dare un futuro al nostro già debole apparato industriale. Lo abbiamo fatto connettendo parole d’ordine come la nazionalizzazione assieme al protagonismo operaio ed al tema della riconversione ambientale.

Sono state cinque settimane intense nelle quali tutti i compagni della Fiat di Pomigliano hanno girato nelle 6 regioni del collegio Sud perché la candidatura era una candidatura collettiva, espressione di una lotta in carne ed ossa come quella di Pomigliano.

Siamo andati a fare iniziative nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Vibo Valentia, Cosenza, Matera, Potenza, Taranto, Foggia, Brindisi, Bari, Napoli, Caserta, Salerno, Avellino Campobasso, Isernia, Chieti suscitando sempre l’entusiasmo dei compagni a dimostrazione che anche nel terreno elettorale compagni espressione di lotte reali, socialmente riconoscibili possono dare slancio e permettere la ricostruzione di Rifondazione Comunista.

La nostra è stata una campagna elettorale povera, ci siamo confrontati con candidati, che avevano a disposizione decine di migliaia di euro mentre noi potevano contare solo sul sostegno militante di tanti lavoratori, giovani e compagni dei circoli.

Abbiamo distribuito 110mila volantini, 80mila bigliettini, attaccato 2.500 manifesti con comizi e volantinaggi davanti ai principali luoghi di lavoro del Mezzogiorno. Siamo andati, o in molti casi tornati, davanti alla Fiat di Pomigliano, all’Avio di Pomigliano, all’Elasis, all’Alenia di Pomigliano ed a quella di Casoria, alla Napoletanagas, all’Ansaldo, alla Whirphool, nella zona ospedaliera di Napoli, alla Vodafone di Pozzuoli, al Call center Almaviva di Napoli, all’Arin, all’Enel di Napoli, alla Fincantieri di Castellammare, all’Ergon di Caivano e di Marcianise, alla Firema di Caserta, alla Jabil di Marcianise, alla Merloni di Teverola, la Proma di Caserta, la Laminazioni Sottili di Caserta, l’Ericsson di Marcianise, all’Ilva di Taranto, alla Natuzzi di Bari, alla Fiat di Termoli, all’Iveco di Grottaminarda, alla Denso, all’Alcatel di Battipaglia, alla zona industriale di Isernia, alla Fiat di Melfi e certamente in tanti altri luoghi dove i compagni si sono organizzati portando i volantini e il materiale.

I risultati sono stati straordinari e il dato di 7.995 preferenze lo dimostra. Da subito infatti ci siamo resi conto che eravamo riusciti a costruire un consenso significativo in fabbrica attorno alla candidatura. Non solo un sostegno aperto della stragrande maggioranza degli attivisti della Fiom ma anche di tanti lavoratori che avevamo incontrato nella lotta in difesa dell’occupazione e dello stabilimento, lavoratori che da mesi incontravamo nell’intervento costante che il circolo di Rifondazione Comunista della Fiat auto-Avio di Pomigliano ha svolto fuori i cancelli e dentro la fabbrica.

Ad Acerra la lista ha raggiunto il 7,72% con 683 preferenze, a Pomigliano d’Arco il 6,2% con 197 preferenze, a Castello di Cisterna il 10,31 % con 96 preferenze, a Casalnuovo il 5,15% con 114 preferenze ed a Sant’Anastasia il  3,96% con 82 preferenze risultando il primo della lista in tutti questi comuni.

Ma i risultati straordinari vengono anche dalla provincia di Napoli dove abbiamo raccolto 3.327 preferenze grazie al sostegno di tutti i circoli di lavoro attivi nella federazione e di circoli importanti tra cui quello di Fuorigrotta, dell’ospedale Monaldi, di Bagnoli, di Stella S. Carlo, di Pomigliano D’Arco, di Casalnuovo, di Ercolano, di Qualiano e dell’Università .

Ma il sostegno attivo ottenuto non si limita a Napoli. Abbiamo raccolto 1.418 preferenze a Caserta risultando primi assoluti della lista, in Molise primi della lista sia a Isernia che a Campobasso raccogliendo 332 preferenze. In Calabria, dove l’assessore del Pdci Tripodi è risultato primo ovunque spesso utilizzando metodi discutibili, ci siamo attestati sulle 1.235 preferenze con ben 418 preferenze a Cosenza.

A Catanzaro, Tripodi a parte, siamo secondi della lista dopo Agnoletto mentre a Vibo Valentia secondi del Prc dopo Fucito. Un risultato eccellente è arrivato anche da Avellino dove la federazione ci ha  sostenuto con tutte le sue forze attraverso una campagna militante senza precedenti permettendoci di raggiungere 369 preferenze collocandoci primi dopo Agnoletto. A Salerno abbiamo raccolto 416 voti raccogliendo consensi importanti a Battipaglia e nella zona della costiera amalfitana.

In Basilicata il lavoro fatto in precedenza ai cancelli della Fiat di Melfi ci ha permesso di avere un risultato positivo con 192 preferenze risultando primi dopo Agnoletto nella federazione di Matera.

Questi sono i risultati quando si candidano gli operai, i compagni rappresentativi delle lotte, capaci di avvicinare il partito a tutti coloro che soffrono una crisi  che la classe dominate vuole fare pagare solo ai lavoratori.

E da qui vogliamo ripartire, dall’entusiasmo che abbiamo visto attorno a noi in queste 5 settimane di campagna elettorale massacrante e straordinaria. Siamo certi che lo spirito di sacrificio militante che tutti i compagni che ci hanno sostenuto sia la chiave per riconnettere i legami sociali e di classe di Rifondazione Comunista. Ma siamo anche coscienti che la battaglia è dura e lunga. Ci serve un programma chiaro, di classe, capace di parlare ai bisogni della gente, di dare risposte concrete e radicali alla crisi delle aziende che chiudono. Dobbiamo rispolverare la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, dobbiamo parlare ancora di difesa della scuola pubblica e di salario ai disoccupati, dobbiamo avere la forza di dire che le aziende che chiudono e licenziano vanno nazionalizzate e così come fatto dai compagni del Prc della Fiat bisogna costruire un ruolo diretto dei lavoratori in un progetto di gestione ecocompatibile che si basi sulla “sapienza operaia”.

Questo abbiamo fatto in campagna elettorale e questo continueremo a fare anche dopo le elezioni. Per questo proponiamo a tutti coloro che ci hanno sostenuto di tornare davanti alle aziende, nei quartieri, nei mercati e nelle università dove siamo andati a chiedere il voto per  fare vivere il nostro programma di alternativa comunista alla crisi.

L’entusiasmo di questa campagna elettorale e il sostegno ottenuto ci dimostrano che quella della svolta operaia resta l’unica strada per ricostruire il Prc e la sinistra.

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