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Le elezioni legislative del 27 Settembre, in Portogallo, per il rinnovo dell’Assemblea Repubblicana, consegnano un quadro politico segnato da una crescita della frammentazione e dell’instabilità politica, con il Partito Socialista che perde la maggioranza assoluta con la quale, il capo del governo Socrates, aveva guidato il Paese negli ultimi 4 anni.

Calo del Partito Socialista

Il partito Socialista, come del resto tutti i partiti socialisti a livello europeo che sono stati al governo negli ultimi anni, paga i suoi provvedimenti anti-operai: un misto di attacchi allo stato sociale e ai diritti dei lavoratori conquistati negli ultimi 30 anni.

In una tornata elettorale segnata da un consistente aumento dell’astensione – che passa dal 35% al 40% - il Partito Socialista perde mezzo milioni voti e 24 deputati, passando dai 2.588.312 voti e 121 deputati del 2005 a 2.077.695 voti e 97 deputati del 2009.

Il Partito Social Democratico (in Portogallo alleato con il Partito Popolare Democratico e iscritto nel gruppo del PP al Parlamento Europeo, lo stesso di Forza Italia), principale avversario del Partito Socialista, di fatto rimane fermo in termini di voti (1.653.425 nel 2005, 1.654.777 nel 2009) ma passa da 75 a 81 deputati.

Cresce molto, anche in termini di voti, il Partito Popolare, un classico partito conservatore, liberale e di destra che passa da 416.415 voti e 12 deputati nel 2005 a 592.997 voti e 21 deputati nel 2009.

Spostamento a sinistra

Crescono entrambi i partiti di sinistra, il Bloco de Esquerda (BE) e il Partito Comunista Portoghese (PCP).

Reduce da un entusiasmante successo alle ultime europee, dove ha raddoppiato i voti, il Bloco de Esquerda (un partito nato nel 1999 da una fusione di tre forze politiche, Politica XXI – una scissione di sinistra del PCP – l’Unione Democratica Popolare di origine maoista e il Partito Socialista Rivoluzionario legato a Sinistra Critica), passa da 364.971 voti e 8 deputati nel 2005 a 558.062 voti e 16 deputati nel 2009.

Il programma presentato dal Bloco era fortemente caratterizzato a sinistra: l’introduzione di una forte tassa sulle case che le immobiliari tengono sfitte per fini speculativi (paragonabile a un raddoppio dell’ICI qui in Italia), la difesa e l’ampliamento del Sistema Sanitario Nazionale (con la proposta di includere le cure odontoiatriche, ancora escluse) e l’aumento delle pensioni più basse, portandole al livello del salario minimo intercategoriale.

Tutti gli attacchi del Bloco de Esquerda durante la campagna elettorale avevano nel mirino il Partito Socialista, rispetto al quale il BE si è presentato come la più forte opposizione di sinistra.

Il PCP (in alleanza con il partito Ecologista) si conferma in una ottima percentuale, vicina all’8%, anche se non aumenta moltissimo né in termini di voti né di deputati (433.369 voti e 14 deputati nel 2005, 446.994 voti e 15 deputati nel 2009). Dei 15 deputati eletti, 13 fanno riferimento al PCP e solo 2 al Partito Ecologista. È quindi del tutto evidente come i rapporti di forza all’interno di questa alleanza siano a favore del Partito Comunista in maniera schiacciante.

La crescita dei partiti di sinistra riflette bene la capacità di BE e PCP di occupare gli spazi lasciati a sinistra dal Partito Socialista. Invece di rincorrerne lo spostamento a destra, il Bloco de Esquerda e il Partito Comunista Portoghese hanno, in diversa misura, radicalizzato le parole d’ordine e sono stati protagonisti delle lotte che hanno fatto irruzione sulla scena politica e sociale portoghese degli ultimi anni.

Il Portogallo è un paese in crisi economica prima ancora che scoppiasse l’ultima recessione economica mondiale che non ha affatto che aggravare ulteriormente le già precarie condizioni dell’economia portoghese. La disoccupazione è al 15% (il tasso più alto a livello europeo) e per il 2009 si prevede un calo del Pil attorno al 4%.

In questo contesto di crisi economica e di attacco ai diritti dei lavoratori si sono sviluppate mobilitazioni operaie di una certa rilevanza.

Il 20 Maggio 2007 la CGTP-IN, il sindacato vicino al PCP, ha convocato uno sciopero generale contro le politiche liberiste del governo, il primo contro il Partito Socialista dal crollo della dittatura di Salazar nel 1974.

A Dicembre 2007 c’è stata la lotta contro la privatizzazione di una parte della rete ferroviaria, nel Novembre 2008 quella contro il codice del lavoro del Ministro del Lavoro Vieira da Silva, che introduce più flessibilità ed estende la durate dei contratti precari (in Parlamento hanno votato contro questo provvedimento anche 5 deputati del partito socialista guidati dall’intellettuale Manuel Alegre). Inoltre, sempre nel 2008, BE e PCP sono stati gli animatori delle lotte vincenti per la depenalizzazione dell’aborto, che in Portogallo era ancora considerato un reato, e in difesa della scuola pubblica.

In tutte queste lotte l’atteggiamento parlamentare, in opposizione al Partito Socialista, era la diretta conseguenza della partecipazione nelle piazze.

La CGTP-IN ha appoggiato tutte queste mobilitazioni. L’ultima da ricordare è quella contro l’Accordo Collettivo nel settore pubblico: un accordo firmato dalla UGT (il sindacato vicino al PS) che prevede la possibilità di un aumento dell’orario di lavoro giornaliero da 7 a 10 ore e la diminuzione dell’indennità per il lavoro notturno.

Prospettive

Il governo del Partito Socialista nella prossima legislatura sarà di minoranza e dovrà quindi, per poter durare 4 anni, godere almeno di qualche astensione benevola a destra o a sinistra.

Non sappiamo se ci sarà un sostegno da parte del PSD, quello che ci auguriamo è che questo appoggio non arrivi da sinistra, nonostante alcuni movimenti dell’ultimo periodo in questa direzione.

Il leader della sinistra socialista, Manuel Alegre, sta conducendo una battaglia per spostare a sinistra l’asse del partito e ha trovato una sponda nel coordinatore della CGTP-IN, Carvalho da Silva (finora vicino alle posizioni del PCP) che, alle elezioni comunali di Lisbona, ha appoggiato il candidato del Partito Socialista, Antonio Costa (che ha vinto ottenendo la maggioranza assoluta), una candidatura che ha sì raccolto il consenso del mondo dell’associazionismo di sinistra ma che contiene elementi di forte ambiguità particolarmente dietro alla demagogia, più volte alimentata durante la campagna elettorale, dell’unità di tutti i cittadini e di tutte le organizzazioni politiche ‘sane’ di Lisbona.

Se, per formare il nuovo governo, venisse un aiuto dal Bloco de Esquerda o dal Partito Comunista Portoghese, questo atto contraddirebbe il percorso politico che ha invece portato questi due partiti alla crescita dell’ultimo periodo.

Il compito è ancora quello di portare avanti una opposizione al Partito Socialista a partire dall’intervento nelle mobilitazioni operaie che anche negli ultimi due mesi si sono succedute senza sosta.

Ad esempio a fine agosto ci sono stati scioperi con adesioni del 98% nel settore aereo. L’8 e il 9 Settembre il sindacato nazionale dei lavoratori delle Ferrovie ha paralizzato il Paese con uno sciopero, che ha avuto adesioni vicine all’80%, contro il nuovo Regolamento interno che rende più difficili gli scatti di livello e gli avanzamenti nella carriera lavorativa. Sempre a Settembre di quest’anno la Federazione nazionale dei sindacati della funzione pubblica ha convocato uno sciopero di 3 giorni contro la revisione delle graduatorie e l’introduzione del lavoro a chiamata nel settore pubblico.

Il posto del Bloco de Esquerda e del PCP deve continuare ad essere in queste lotte, condizione che preclude qualsiasi possibilità di appoggio al governo anti-popolare di Socrates.

 

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