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L’intervento di Jacopo Renda


Il risultato delle elezioni in Campania, ci consegna una vittoria molto ampia del centrodestra e la fine di un ciclo politico, quello del centrosinistra in Campania

Dentro questo quadro c’è anche la sconfitta del nostro partito e della candidatura del compagno Ferrero, che alcuni attribuiscono alla nostra candidatura indipendente dal centrosinistra. Addirittura qualcuno critica il compagno Ferrero per essersi candidato in Campania.

A me sembra che Ferrero abbia avuto un grosso coraggio a mettere la faccia in questa battaglia politica, mi sembra però veramente grottesco pensare che con tre settimane di campagna elettorale alternativa noi cancelliamo 17 anni di governo, a tutti i livelli, con qualche breve interruzione, in Campania. Sino all’ultimo noi abbiamo avuto sulle spalle gli esiti di quel “laboratorio campano” che pure qualcuno ha richiamato ieri nella discussione, che ci consegna negli ultimi cinque anni una delle regioni dove il processo di desertificazione industriale è stato più profondo, con una connivenza da parte del governo di centrosinistra, che spesse volte è stato impegnato direttamente negli affari che chiudevano le aziende e le sostituivano con centri commerciali operando attraverso il suo assessore regionale alle attività produttive. Una realtà nella quale l’occupazione cala del 5%, nella quale c’è uno dei tassi di occupazione femminile più bassi d’Italia e che, non a caso credo, ci consegna il governatore che secondo una statistica del Sole24ore è il più odiato a livello nazionale, un livello di vita della città di Napoli che è l’ultimo a livello nazionale, dopo Agrigento, e un indice di gradimento della Iervolino che a livello nazionale è ultima preceduta solo da Petteruti, il sindaco di Caserta, giunta anch’essa cui noi, dopo una serie di rimpasti, continuiamo a partecipare.

In questo quadro il nostro assessore gioca un ruolo, perchè gestisce la formazione professionale, un business di miliardi, attorno al quale si costruiscono le clientele in Campania.

E non è un caso che dentro la sconfitta rovinosa di De Luca, il cui nome tra poco non se lo ricorderà più nessuno, rimane in piedi il meccanismo delle clientele di Bassolino che elegge sostanzialmente i suoi, tra i quali c’è anche il nostro assessore Corrado Gabriele che prende 17mila preferenze, quasi le stesse preferenze dei voti della nostra lista nella circoscrizione di Napoli.

E non si può far finta che non ci sia stato un sostegno del partito, della segreteria nazionale, fino all’ultimo, a Corrado Gabriele, così come non si è detto nulla sul fatto che ancora poche settimane prima del voto, mentre le altre forze politiche facevano campagna elettorale, noi cincischiavamo ancora cercando un accordo all’ultimo con il centrosinistra e non avevano il coraggio di votare contro un piano casa regionale che peggiora il piano casa Berlusconi, che stabilisce che nelle aziende che si chiudono entro cinque anni si può costituire una speculazione edilizia, cosa che la Fiom e le organizzazioni ambientaliste definiscono un regalo agli affaristi della regione Campania.

Questo è il contesto in cui noi abbiamo fatto tre settimane di campagna elettorale alternativa, continuando a rimanere il sostegno fondamentale alla Iervolino con i nostri sei consiglieri nel Comune di Napoli. Addirittura aprendo una discussione sul fatto che forse votiamo il bilancio di un Comune in cui l’assessore al bilancio si è dimesso perchè capisce che c’è un casino ingestibile e nel quale ai cittadini iniziano ad arrivare delle cartelle esattoriali folli sulla questione della nettezza urbana, battaglia che abbiamo perso perchè è passato il sistema dell’incenerimento ecc. Dire che abbiamo perso le elezioni perchè siamo andati da soli o rotto con quel sistema di potere veramente mi sembra un tentativo di fare una propaganda davvero sterile anche al nostro interno.

Qualcuno ci ha detto che dovevamo tentare un accordo con Sinistra e Libertà che in Campania per la seconda volta elegge due socialisti e presenta in testa di lista un imprenditore che sta dentro il governo del malaffare del centrosinistra, del consorzio Gesco, un grande carrozzone che sta dentro al settore degli operatori sociali, settore nel quale i nostri compagni del circolo del partito fanno una battaglia semplicemente per avere il salario che non gli viene corrisposto e cose analoghe. Ecco, mi sembra che non sia proprio un soggetto, non dico anticapitalista, ma neanche antiliberista con cui provare a costruire un percorso per il futuro.

E in ultimo compagni, sulla Federazione della Sinistra: qua il compagno Ferrero ci ha detto che “non è un cartello elettorale, non vogliamo che sia un cartello elettorale”, io direi che non è nemmeno un cartello elettorale. E in Campania lo abbiamo visto in modo molto chiaro: c’è la Federazione, dentro la Federazione i compagni del Pdci l’unica cosa che fanno è combattere per le preferenze e “Lavoro e Solidarietà” addirittura decide di non mettere neanche un candidato. E perché non mette neanche un candidato? Perché è impegnata insieme a Michele Gravano, segretario della Cgil, a fare la campagna elettorale per De Luca, questa è la verità! Non possiamo far finta che queste cose non ci siano, soprattutto dobbiamo rompere il velo dell’ipocrisia, del fatto che ci diciamo queste cose tra di noi, magari quando parliamo prendendo un caffè ai margini delle riunioni e poi quando saliamo su questi palchi tutto questo non esiste e si continua a navigare in quella direzione.

Ferrero ha detto anche una cosa che io condivido nelle conclusioni e credo che questa vada messa a valore: che sulla Campania ci può essere un investimento per il futuro. Ovviamente ci serve molto lavoro, però possiamo dire che quella possibilità che si è configurata a livello nazionale dopo la sconfitta dell’Arcobaleno, cioè di un partito che rinasce e che si ricostruisce come partito di lotta e di opposizione, in Campania inizia solamente oggi, perchè il ruolo che ha giocato Corrado Gabriele e l’intreccio tra politica e affari dentro il quale è stato il nostro partito fino ad oggi finiscono solamente dopo le elezioni regionali.

 

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