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Il nostro documento al Comitato politico nazionale del Prc
(22-23 dicembre 2012)


La fine anticipata della legislatura con la crisi del governo Monti indotta dall’iniziativa di Berlusconi ci chiama a scelte rapide. La campagna elettorale già aperta assume grande rilevanza per il nostro partito e per la costruzione di un chiaro riferimento politico a sinistra, capace di raccogliere la crescente protesta che attraversa il paese e connettersi al movimento in campo in altri paesi europei e non solo.

La nostra dichiarazione di voto alla Direzione nazionale del Prc (13 dicembre 2012)

Alla luce della relazione, delle conclusioni e del dibattito svolto, esprimiamo il nostro voto contrario all’indirizzo proposto e al mandato richiesto dalla segreteria nazionale. Dopo l’implosione della Fds, crollata sul punto dirimente del rapporto col centrosinistra, anche i tentativi di costruzione di un “quarto polo” stanno mostrando rapidamente tutte le loro debolezze.

Il mondo politico istituzionale non manca di deliziarci abitualmente con ogni genere di scandalo: evasione fiscale, tangenti, infiltrazioni mafiose, prostituzione… Logica vuole che una forza come il Prc, che si definisce “alternativa”, rompendo con tutto il sistema, dovrebbe trovarsi sulla cresta dell’onda.

Lo sciopero europeo del 14 novembre ha segnato un punto di svolta anche nel nostro paese. Le manifestazioni tenute in Italia hanno visto due elementi caratterizzanti: da un lato il gruppo dirigente della Cgil ha organizzato la presenza nel modo più routinario e piatto possibile, dall’altro le manifestazioni studentesche sono state ribollenti e in molti casi massicce.


Lettera aperta al segretario di Rifondazione comunista

Caro compagno Ferrero, come dirigenti nazionali del Prc eletti allo scorso congresso in rappresentanza della Mozione 2 (“Per il partito di classe”) ci rivolgiamo a te, e attraverso di te a tutti i compagni e compagne del Prc in forma pubblica. Da troppo tempo ormai si è affermata nei nostri organismi dirigenti la pratica di temporeggiare, rinviare i problemi, rimuovere le contraddizioni. La situazione del nostro partito è troppo drammatica perché accettiamo di farci partecipi, sia pure col silenzio, di questa prassi.

Difficile fare un resoconto del dibattito che si è tenuto sabato 3 novembre al Consiglio nazionale della Federazione della Sinistra. Apparentemente si è deciso che le forze che fanno parte della Federazione proseguiranno ognuna per conto proprio il proprio percorso politico. Un lettore superficiale potrebbe trarre la conclusione che la Federazione si è sciolta e non c’è più. In realtà non è stata presa nessuna decisione in tal senso.

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